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Responsabilità medica in generale

 

SERVIZIO DI PRONTO SOCCORSO LEGALE

 

Domanda n. 60240/B del 19/05/2009 ore 21:47:55
Sono un ginecologo, ho ricevuto un atto di citazione dinanzi al Tribunale Civile di Roma per un caso di sofferenza fetale durante il parto avvenuto presso l’Ospedale dove lavoro con contratto a tempo indeterminato. Vorrei avere un vostro parere al riguardo e, nel caso, la necessaria assistenza legale per la mia difesa.

Risposta n. 60240/B del 21/05/2009 ore 11:23:42
In questi casi occorre immediatamente informare la propria compagnia di assicurazione per la responsabilità civile e sottoporre ad un legale l’atto di citazione in giudizio ricevuto, affinché possa predisporre le opportune attività difensive. E’ importante fare tutto ciò in tempi brevi, soprattutto per non incorrere in decadenze processuali.

 

Domanda n. 51289/L del 18/09/2010 ore 15:20:27
In materia di responsabilità medica, come viene ripartito l’onere della prova tra il paziente danneggiato ed il medico?

Risposta n. 51289/L del 20/09/2010 ore 09:41:08
La Corte di Cassazione, con orientamento ormai consolidato (Cassazione civile, Sezioni Unite, Sentenza 11 gennaio 2008, n. 577), ha stabilito la natura contrattuale della responsabilità del medico e della struttura sanitaria, con la conseguenza che, in tema di onere della prova, il paziente deve limitarsi a provare il contratto (o il “contatto sociale”) con la struttura sanitaria e/o con il medico, nonchè l’aggravamento della patologia preesistente o l’insorgenza comparsa di un’affezione, allegando l’inadempimento della condotta del medico (e/o della struttura) astrattamente idonea a provocare il danno. L’onere probatorio più consistente grava proprio sul medico e/o sulla struttura sanitaria, i quali devono dimostrare che non vi è stato inadempimento oppure provare che la colpevole condotta non abbia inciso causalmente sul verificarsi del danno.

 

Domanda n. 82250/N del 11/03/2008 ore 22:34:06
Una paziente ha contratto una grave infezione in occasione del ricovero e del parto presso una clinica. Pertanto, ha provveduto a formulare richiesta di risarcimento danni sia nei confronti della struttura sia nei confronti dei medici che la ebbero in cura, sostenendo la mancata adozione di terapia antibiotica prima e dopo l’intervento. Come ci si difende, in tali casi.

Risposta n. 82250/N del 13/03/2008 ore 14:51:28
Nel caso prospettato, è necessario che sia la clinica, sia il personale sanitario cerchino di dimostrare di avere eseguito correttamente la prestazione medica e di avere adottato tutte le misure adeguate a prevenire l’infezione od a limitarne gli effetti con i mezzi disponibili, anche in relazione a quanto indicato e consigliato dalle linee guida internazionali per tali tipologie di interventi e/o attività.


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