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Competenti sotto la lente

Agli ordini territoriali l’onere della verifica delle autocertificazioni

Controlli sulla formazione per 6.500 medici

Accertamenti in arrivo per i medici competenti non completamente in regola con la formazione. I circa 6.500 professionisti esperti in sicurezza sul lavoro che sono riusciti a non essere depennati dall`elenco del ministero della salute perché in possesso di almeno una parte dei crediti necessari per il triennio 2011-2013, saranno sottoposti a controllo da parte degli ordini territoriali di competenza. Infatti, nonostante la cancellazione di oltre 3.500 medici competenti dall`albo professionale per il deficit formativo non sanato, molti dei soggetti interessati, non hanno ancora dimostrato di aver svolto regolarmente i corsi necessari ma si sono limitati ad autocertificare la frequenza. Una prassi che, se negli anni precedenti poteva essere tollerata, adesso si trasformerà in un vero e proprio campanello di allarme. E la dead line è vicina.

Entro l’autunno, se non addirittura prima, infatti, i controlli dovrebbero essere portati a compimento. Ma anche per coloro che risulteranno essere parzialmente in regola la strada non sarà in discesa. Gli adempimenti in questione, infatti, attengono al triennio di formazione 2011-2013, il cui termine ultimo era stato prorogato, a più riprese, fino ad arrivare alla scadenza del 30 giugno 2016. Data che, se da un lato aveva fatto tirare un sospiro di sollievo ai professionisti che erano riusciti così facendo a non rischiare la cancellazione dall’elenco, dall’altro lato non aveva fatto venir meno la preoccupazione per il triennio successivo, in scadenza a fine anno. Pochi, infatti, saranno coloro che riusciranno a dimostrare di essere almeno parzialmente in regola con gli adempimenti del secondo triennio in corso.

Due, quindi, gli scenari possibili, o la concessione di un’altra proroga (la prima per il nuovo triennio) o un ulteriore giro di vite da parte del ministero della salute che potrebbe non voler ricadere nuovamente nello scenario venutosi a creare per il triennio 2011-2013. Il caso delle irregolarità del conseguimento dei crediti formativi da parte dei medici competenti, infatti, era scoppiato nella primavera del 2014, quando da parte di numerosi camici bianchi era stata denunciato il mancato funzionamento dei sistemi di certificazione che aveva procurato la cancellazione d’ufficio dagli appositi elenchi di migliaia di medici competenti. Se un parte di questi però, era risultata effettivamente in regola e penalizzata dal sistema, una buona dose di professionisti era risultata carente sotto più profili. E per non adottare da subito la linea dura e andare incontro alle esigenze di coloro che lamentavano grosse difficoltà nella reperire e frequentare gli appositi corsi il ministero della salute aveva concesso la prima proroga ai professionisti per mettersi in regola con gli oneri formativi.

Proroga a cui aveva fatto seguito un secondo slittamento per arrivare fino al termine ultimo del 30 giugno 2016 per mettersi in regola con gli adempimenti del triennio 2011-2013. “Il ministero della Salute ha scelto il pugno di ferro per i medici competenti. Una decisione che tutela tutti quei professionisti che assolvono l`obbligo formativo ECM, sottraendo tempo a famiglia e professione per i quali auspichiamo anche l`attuazione di un sistema premiale. Un concetto, quello della meritocrazia”, ha fatto sapere Consulcesi Group, la società leader nella difesa dei camici bianchi, all`indomani della notizia della cancellazione degli oltre 3.500 professionisti, “che auspichiamo venga adottato per tutti i camici bianchi di ogni categoria, ma solo garantendo ad ognuno la possibilità di avere a disposizione gli strumenti giusti per l`aggiornamento continuo”.

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