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Consulcesi: concorso specializzazioni 2016. I ricorsi precedono le graduatorie

Appena terminato il Concorso nazionale per le Specializzazioni di Medicina, sono già numerose le segnalazioni di irregolarità arrivate ai legali di Consulcesi. In particolare i candidati si chiedono se in tutte le sedi d’esame siano state adottate le stesse misure di vigilanza e perché il test non si svolga in sede unica.

Prima delle graduatorie, già si profilano ricorsi anche considerando che verrà escluso circa il 50% dei candidati con 6700 contratti a fronte di oltre 13mila aspiranti specializzandi.

 

Rispetto agli scorsi anni – spiegano da Consulcesi, realtà da sempre al fianco dei giovani medici – sono in diminuzione, ma non mancano le irregolarità relative al malfunzionamento di hardware e software o di scarsa sorveglianza e insufficiente schermatura delle aule per rendere impossibile l’accesso ad internet attraverso smartphone o altri device. Molti dei candidati però si chiedono per quale motivo, solo per questo concorso, non ci sia un’unica sede nazionale per la prova. Ed è una richiesta legittima perché sarebbe realmente l’unica maniera per garantire la massima equità e la totale trasparenza nella selezione“.

Proprio per questo motivo, in attesa della pubblicazione delle graduatorie nazionali, prevista per l’11 agosto, Consulcesi, su input di numerosi candidati, che le avevano già chiesto di vigilare sul concorso, sta cominciando ad acquisire e predisporre la documentazione utile per avviare ricorsi. L’impressione che anche quest’anno ce ne saranno molti anche per il senso di frustrazione di criteri di selezione che non sembrano orientati alla meritocrazia: alla luce di 13.802 partecipanti a fronte di appena 6.700 contratti, almeno la metà dei partecipanti verrà esclusa. “Siamo di fronte a ragazzi che hanno conseguito la laurea in Medicina con anni di impegno e sacrifici, si sono preparati al test passando gli ultimi mesi a studiare per intere giornate – aggiungono da Consulcesi – e molti ritengono altamente penalizzante dover essere valutati sulla base esclusivamente di test con una forte base nozionistica. I candidati ci segnalano un’ampia sezione riservata alla pre-clinica, nonostante il bando ministeriale fosse molto vago al proposito, e vorrebbero poter esser valutati con un maggior peso a curriculum ed esperienze già maturate oltre a prove pratiche più attinenti alla professione ed in linea con la sua evoluzione legata alla tecnologia“.

Da tempo e attraverso diverse iniziative – chiosa il presidente di Consulcesi Group, Massimo Tortorellasollecitiamo il Miur e le altre istituzioni coinvolte a rivedere questo sistema. È necessario intervenire sulle modalità delle prove, ormai obsolete e peraltro continuamente condizionate da irregolarità e conseguenti ricorsi. Va, inoltre, studiata una nuova maniera per disciplinare l’accesso alla professione partendo dalle università, perché la forbice tra chi si laurea e chi riesce a strappare un contratto da specializzando resta ampia in misura sempre più preoccupante. Ed il paradosso è che si va ad ingrossare l’esercito dei disoccupati e dei precari mentre i nostri ospedali sono al collasso per la carenza di personale. In un quadro simile sono proprio i giovani medici ad essere maggiormente danneggiati, anche attraverso una selezione frustrante e per nulla meritocratica. Per questo abbiamo messo a loro disposizione i nostri mille consulenti legali, che rispondono gratuitamente al numero verde e sul sito“.

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