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Orari di lavoro medici, su rispetto regole Ue Parlamento e Asl vogliono legge

Si profila un disegno di legge per risolvere il caso degli straordinari non pagati dal 2004 ad oggi e degli orari di lavoro dei medici dirigenti Ssn non rispettati.

Secondo il pool di legali Consulcesi le forze politiche starebbero convergendo sulla necessità di una legge che fissi norme certe per indennizzare i medici e per applicare la direttiva Ue 88/2003 evitando che il principio espresso dall’Europa sia aggirato con il rischio di sanzioni comunitarie all’Italia.

La legge dovrebbe fissare i principi entro i quali le regioni stabiliranno protezioni per il sanitario nel caso eccezionale questi non possa fruire dei riposi obbligatori previsti dal suo contratto: un fronte su cui è molto attivo il Movimento 5 Stelle con la senatrice Serenella Fucksia. Il 25 maggio scorso Consulcesi ha avviato una class action dei medici dipendenti Ssn per ottenere il rimborso di quanto non versato dalle Asl in violazione della direttiva europea che fissa a 48 il tetto di ore lavorative settimanali con un intervallo di almeno 11 ore tra un turno e l’altro

In forza della legge 161 del 2014 l’Italia – che nella Finanziaria 2009 aveva escluso i lavoratori della sanità dall’ombrello delle protezioni europee- si adeguerà alle regole di Bruxelles dal prossimo 25 novembre 2015, rimettendo l’applicazione degli orari alle regole previste nei contratti di categoria. Ma per il periodo di mancato rispetto della direttiva 88 intanto i medici – rende noto Consulcesi – possono ottenere il risarcimento con indennizzi fino ad 80mila euro. Lo Stato rischia un esborso record, visto che una stima sui 106mila dipendenti Ssn lascia pensare che almeno metà avrebbe saltato i turni di riposo in questi ultimi anni. Il ddl dovrebbe pure prevedere protezioni compensative per i sanitari, ove non si possano applicare le regole sui turni di riposo nei contratti.

a chiarezza in materia è ormai ampiamente sostenuta dalle Aziende Sanitarie. “Carenze d’organico e blocco del turn over – afferma il presidente Consulcesi, Massimo Tortorella – rendono praticamente impossibile, in gran parte degli ospedali italiani, far riuscire a rispettare i limiti orari imposti dalla direttiva Ue. I medici continuano ad andare avanti con coscienza e grande professionalità, ed a maggior ragione devono vedersi corrisposto quanto ingiustamente negato”

 

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