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Rimborsi ai medici specialisti: cifre da record

In trecento hanno incassato in totale dieci milioni di euro per il laovro svolto durante il ciclo di studi

La partenza della prossima azione di rimborso è imminente. Informati subito.

 

Rimborso record ieri a Palermo per circa 300 medici specialisti, che hanno ricevuto un totale di 10 milioni di euro con assegni che vanno da 40 mila a 70 mila euro ciascuno. La vicenda risale agli inizi degli anni Ottanta, quando furono promulgate le direttive europee che imponevano a tutti gli Stati membri di corrispondere il “giusto compenso” ai medici durante gli anni della scuola di specializzazione in medicina. Nonostante l’obbligo entrasse in vigore all’inizio del 1983, lo Stato italiano non ha corriposto le borse di studio dovute ai medici immatricolatisi tra gli anni accademici 1982-1983 e 1990-1991.

La consegna è avvenuta nella sede dell’Ordine dei medici provinciale: una cerimonia con una trentina di camici bianchi che hanno ricevuto in mano un assegno a quattro zeri, mentre gli altri hanno preferito il bonifico bancario. “Non ricordo esattamente da quanto tempo aspettavo questo rimborso, ma è sicuramente tanto e non credevo di riuscire più ad averlo: in ballo c’era un diritto, non era corretto non percepire niente per il lavoro svolto“, ha commentato Giuseppina Rizzo, dirigente medico al Policlinico di Palermo.

Con i 10 milioni di ieri a Palermo (la cifra maggiore fino ad ora sborsata nel Paese in una sola città), lo Stato ha liquidato in Sicilia rimborsi per 25 milioni di euro: 8 erano già stati consegnati a Trapani a settembre, 7 a Catania a luglio. Il “tour” nelle altre province continuerà nei prossimi mesi. “Nell’isola sono circa 3.500 i medici che ne hanno diritto“, ha spiegato Massimo Tortorella, presidente della Consulcesi SA, società che ha svolto consulenza legale nella vicenda. “Molti di loro però non lo sanno – ha detto ancora -. Le richieste stanno comunque aumentando. E oggi stiamo aprendo un’altra causa molto importante che riguarda gli straordinari di tutto il comparto sanitario, 1 milione e 400 mila addetti tra medici, infermieri, farmacisti“.

Sono 362 i milioni, ad oggi, già riconosciuti in favore degli 8.000 medici tutelati da tutta Italia“, ha poi spiegato Sara Saurini, responsabile area legale Consulcesi. “Le prime cause – prosegue – risalgono al 2001, i primi rimborsi al 2007. All’inizio si faticava ad averli riconosciuti, poi la Cassazione ci ha dato ragone e il diritto è ormai riconosciuto in maniera consolidata. L’iter di conseguenza si è velocizzato. La Presidenza del Consiglio, appena riceve le sentenze ci contatta per la liquidazione. Per le strutture non c’è alcun costo“.

Di recente si è aperto anche un secondo fronte per chi si è iscritto ai corsi di specializzazione tra  il 1994 e il 2006. In quest’ultimo caso le borse di studio sono state pagate, ma non comprendevano il riconoscimento della rivalutazione periodica, delle coperture previdenziali e assicurative e delle differenze contributive. Gli indennizzi possono arrivare in questo caso a 180 mila euro.