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Stop della Cassazione all’ IRAP per i medici Consulcesi: subito il rimborso per il 2011-2015

Possibile recuperare il 100% dell’imposta versata ed ottenere subito la riduzione delle tasse per chi fa ricorso insieme alla dichiarazione dei redditi.
Il presidente Massimo Tortorella: “La Cassazione ha confermato quello che avevamo sempre sostenuto: l’Irap non era dovuta. Siamo in campo a fianco dei medici anche in questa nuova battaglia per far recuperare fino all’ultimo centesimo a tutti i camici bianchi italiani”

 

Con un solo dipendente non si è assoggettati all’Irap“. Lo ha stabilito il 10 maggio scorso la Cassazione a Sezioni Unite attraverso la Sentenza n.9451. Una pronuncia destinata a spalancare le porte a numerosi ricorsi, che il pool di esperti tributari di Consulcesi Group ha già iniziato a predisporre, avvalendosi della collaborazione di un partner specializzato in consulenza tributaria. L’azione è finalizzata a recuperare le cifre indebitamente versate – relativamente agli anni di imposta 2011, 2012, 2013, 2014 e 2015 – attraverso il pagamento dell’Imposta Regionale sulle Attività Produttive: è possibile farsi rimborsare il 100% dell’imposta indebitamente versata. Si tratta di cifre che variano da medico a medico, ma per fare un esempio è possibile recuperare 12mila euro su un reddito imponibile di 70mila euro con  un valore medio nazionale del 4% di IRAP.

Producendo il prima possibile la documentazione necessaria, ovvero prima della scadenza del termine relativo alla dichiarazione dei redditi, che si presenta proprio in questi giorni – spiegano da Consulcesi, realtà leader nel campo della tutela dei camici bianchi – sarà possibile ottenere fin da subito uno sconto sulle tasse da pagare o maturare un credito nei confronti dello Stato da utilizzare, ad esempio, per saldare un debito per una cartella esattoriale“. 

Secondo quanto stabilito dai giudici della Suprema Corte, possono ottenere i rimborsi per l’IRAP indebitamente versata tutti i professionisti con un unico dipendente che svolge mansioni di segreteria o di carattere meramente esecutivo (una segretaria o un infermiere, ma non un medico) con orario full time o due dipendenti con orario part time. Il diritto può essere esercitato anche da medici professionisti che svolgono l’attività in forma associativa in convenzione con il Servizio sanitario nazionale che hanno uno o più dipendenti. In entrambi i casi bisognerà dimostrare che i beni strumentali non siano eccedenti al minimo indispensabile per l’attività. 

Per i medici di Consulcesi Club – spiega il presidente Massimo Tortorellaarriva un altro fondamentale servizio per la professione. L’Irap è un balzello che i camici bianchi non dovevano pagare: lo abbiamo sempre sostenuto ed ora anche la Cassazione lo ha riconosciuto. Grazie ai nostri esperti e alla collaborazione con uno dei maggiori studi commerciali italiani porremo fine a questa ingiustizia che va a sommarsi alle tante che subiscono i medici e che il nostro Gruppo, ormai da oltre venti anni, combatte in prima fila: dalle borse di studio negate agli ex specializzandi alle battaglie per il giusto orario lavorativo previsto dall’Ue, passando per la tutela assicurativa ed il diritto bancario. Ora, anche per l’Irap, consentiremo al personale sanitario di riavere indietro fino all’ultimo centesimo versato indebitamente allo Stato. Per farlo sono a disposizione i nostri 1000 consulenti che rispondono gratuitamente al numero verde e sul sito“.

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