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I TOLC al test di Medicina non risolveranno la carenza di medici del SSN

25/10/2022

I TOLC 2023, vera novità nell’ambito del test di Medicina a numero chiuso, non risolveranno il problema della carenza di medici: ci sarà solo più competitività per un numero di posti comunque esiguo.

I TOLC al test di Medicina non risolveranno la carenza di medici del SSN

Lo scorso febbraio l’allora ministra dell’Università Maria Cristina Messa annunciava con soddisfazione la fine del test di Medicina per come lo conosciamo. La prova d’accesso a numero programmato avrebbe subito due modifiche nel corso del 2022/23, una minore e l’altra più massiccia. Per approdare alla modalità TOLC (Test OnLine Cisia), nuova e definitiva.

 

Addio cultura generale nel test di Medicina 

 

Alla base di questi cambiamenti c’era l’intento di curare quelli da sempre considerati “vulnus” per la prova di Medicina, almeno dai candidati stessi. Prima fra tutti l’accusa di non essere un test meritocratico perché basato eccessivamente sulla fortuna del momento. Le 60 domande a risposta multipla del test, oltre che dalle materie curriculari (biologia, chimica, matematica e fisica), erano composte da ben 12 domande di cultura generale.

 

Gli studenti si sono sempre lamentati molto di questa proporzione, argomentando con il fatto che la cultura generale non può essere un presupposto così importante per accedere ad una facoltà scientifica. Tanti gli esperti che hanno confermato questa visione. La ministra Messa ha dunque provveduto ad eliminare i quesiti di cultura generale, ridotti a sole quattro domande di comprensione del testo. Ampliando per contro quelli delle altre materie, per realizzare un test più meritocratico.

 

Il problema delle domande “iperspecifiche” 

 

La reazione dei candidati, dopo il test del 6 settembre 2022, è stata positiva ma non priva di critiche. La principale ha riguardato l’iperspecificità delle domande di biologia e chimica. Con la supposizione che, vista la necessità di preparare più domande, i test abbiano inserito argomenti di difficile conoscenza per un ragazzo appena uscito da un liceo o da una scuola superiore. Ancora una volta diminuendone le chance di vincere uno dei 14mila posti a disposizione quest’anno.

 

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I TOLC in arrivo: cosa sono 

 

Dal 2023 arriveranno invece i TOLC. Come confermato dal decreto del 29 settembre 2022, ultimo atto della reggenza Messa. I Test OnLine Cisia sono una modalità di esame già in uso in Italia (per Farmacia a.e.), che velocizzano lo svolgimento dei test e aumentano le possibilità di provarlo.

 

Le prove si svolgeranno ad aprile e luglio 2023, anche se la data verrà svelata solo a novembre di quest’anno. Il test verrà effettuato nella sede scelta dal candidato, che non dovrà poi essere necessariamente quella scelta per l’immatricolazione. Dopo essersi iscritti su CISIA, si avrà diritto ad effettuare una serie di esercitazione e corsi MOOC di preparazione.

 

Com’è composto il nuovo test 

 

Il test passerà da 100 a 90 minuti, per 50 invece che 60 quesiti. Così ripartiti:

  • 7 domande di comprensione del testo, da svolgere in 15 minuti
  • 15 domande di biologia, da svolgere in 25 minuti
  • 15 domande di chimica, da svolgere in 25 minuti
  • 13 domande di matematica e fisica, da svolgere in 25 minuti

 

Quando sarà indicato, il candidato potrà scegliere tra i due punteggi ottenuti quello con cui concorrere alla graduatoria nazionale di settembre. Per i ragazzi di quarta liceo sarà possibile effettuare il test, e dunque partecipare alla graduatoria con quattro punteggi invece che due dopo la maturità.

 

Cosa dovrebbe fare e cosa non fa il TOLC 

 

Il TOLC, secondo la Messa, dovrebbe facilitare le modalità di accesso a Medicina e agevolare gli studenti risparmiando loro il momento di forte stress dell’unico tentativo. Anche in questo caso, i candidati hanno ribadito che una modalità di accesso meno restrittiva, senza numero chiuso, sarebbe più gradita di un test diverso. Ma la domanda da porsi è un’altra.

 

Carenza medici, cosa c’entra 

 

La modifica verso i TOLC risolverà la carenza di medici che piaga, oggi come 5 anni fa, il Sistema Sanitario Nazionale? La pandemia è stata illuminante nel riconoscere quanto la categoria medica e quella dei professionisti sanitari soffrisse di una carenza sistematica. Ovvero numeri da sempre talmente più bassi del necessario, da diventare “normali” per i lavoratori del settore. Ormai abituati, e forse arresi, ad un sistema di turni logorante, a rinunciare alle ferie e a vedere calpestati i propri diritti. Già abituati allo straordinario, quando un evento inatteso ne ha richiesto uno sforzo ulteriore si è visto che le forze erano insufficienti e non per colpa dei professionisti.

 

Le conseguenze della pandemia sui posti di Medicina 

 

Di fronte a una verità così palese e al dolore delle perdite di chi non si è arreso, la politica non ha potuto voltarsi dall’altra parte. Riconoscendo la necessità di assumere nuovi medici, ha ampliato progressivamente il numero di posti a Medicina. Dai 9.000 del 2018 ai 14.500 del 2022, in una costante crescita. Giovani medici che prenderanno servizio tra 6 anni o 10, in base alle scelte di specializzazione. Nel frattempo, però, i fabbisogni regionali continuano ad evidenziare carenze strutturali.

 

In che modo il TOLC potrà gestire questa problematica? Quel che è evidente è che il cambiamento debba essere strutturale per poter arrivare a cambiare la situazione in Italia. Non basta variare la modalità con cui il test è preparato se non si ha intenzione di agire sugli ingressi. Se non è possibile abolire il numero chiuso, bisogna almeno assicurarsi di far entrare a Medicina il numero effettivo di futuri professionisti necessari. Con il TOLC si sta girando intorno al problema.

 

Quel che davvero cambierà per i candidati con i TOLC 

 

Del resto, per come era composto prima il test e nonostante le difficoltà, i posti venivano comunque occupati tutti. Dunque, anche se ora il test diverrà più agibile, cosa cambierà effettivamente per i candidati? Più competitività per un numero di posti comunque esiguo. Più facile, ma per chi? Comunque, i 4/5 dei candidati rimarranno fuori e probabilmente anche per uno scarto inferiore di punti rispetto a prima. Solo nel 2022 hanno fatto il test in 65mila.

 

Resta la convinzione che questa modifica sia uno specchietto per le allodole e che in effetti non cambierà molto rispetto al cuore del problema. Un test più facile (ammesso che lo sia) non serve a nulla se i posti sono così limitati da fare comunque una selezione massiccia sui candidati. L’obbiettivo è lontano e, nel mentre, il SSN si regge su chi degli straordinari ha fatto uno stile di vita.

 

Per il momento, vista la situazione attuale e le implicazioni del TOLC 2023, l’unica soluzione concreta per entrare a Medicina resta quella del ricorso collettivo: contatta i nostri esperti per una consulenza gratuita.