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Giovani medici, il maxi ricorso. Via ai rimborsi per tre milioni

Sentenza: pagato il periodo di specializzazione

Dieci medici pisani, nove fiorentino, due di Lucca e un medico della Ssl1 di Massa e Carrara: il dottor Enrico Arrighi di Montignoso, specializzato in malattie dell’apparato digerente in forze alla Asl 1,che ieri mattina – di fronte ai giornalisti – ha ritirato dalle mani del presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Pisa Giuseppe Figlini l’assegno (26mila euro che utilizzerà per pagare le spese notarili relative all’acquisto di un terreno e di un casolare) frutto del ricorso presentato in Tribunale e vinto grazie al team di Consulcesi, realtà che tutela i camici bianchi di tutta Italia.

In totale ventidue professionisti toscani che in questi giorni hanno ricevuto i rimborsi “firmati” dalla Presidenza del Consiglio dei ministri per non aver ricevuto l’adeguato trattamento economico durante la scuola post-laurea nel periodo compreso tra il 1982 e il 2006. Rimborsi che variano dai 25 ai 50mila euro ciascuno per un totale, ad oggi, di 362 milioni di euro di diritti (3milioni solo in Toscana) già riconosciuti e una prospettiva a livello nazionale di 4 miliardi di euro di esborso a carico dello Stato.

La vicenda risale agli inizi degli anni Ottanta, quando furono promulgate le direttive europee che imponevano a tutti gli Stati membri di corrispondere il giusto compenso ai medici durante gli anni della scuola di specializzazione in medicina. Nonostante l’obbligo entrasse in vigore all’inizio del 1983, lo Stato italiano ha applicato in ritardo la direttiva. Risultato: un titolo non spendibile a livello europeo e mancata remunerazione.

Di lì una lunga battaglia in tribunale di cui adesso Consulcesi raccoglie i frutti, rimborsi che ieri erano stati ufficialmente presentati e consegnati in buona parte a Pisa da Marco Blefari e Sara Saurini (responsabile dell’area legale) di Consulcesi e dall’avvocato Marco Tortorella. Con loro anche il presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Pisa Giuseppe Figlini che nei giorni scorsi ha fatto da “apripista” anche per un’altra azione collettiva a favore dei medici (oltre 100 quelli che hanno partecipato al primo incontro) incappati nel pasticcio dei test di ammissione alle scuole di specializzazione poche settimane fa: “La situazione che gli oltre 11mila candidati si sono trovati ad affrontare, a causa di un errore nei quiz elaborati dal Ministero, ha risvolti drammatici. Offrire la possibilità di una consulenza tecnico-legale è una ulteriore testimonianza di attenzione verso i giovani medici che l’Ordine di Pisa ha sempre avuto. I giovani medici, nessuno deve dimenticarlo, sono il nostro futuro“.