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Maxi risarcimento per 225 medici: “da specializzandi non furono pagati”

L’assegno in media di 40mila euro spetta a chi ha fatto ricorso tra quelli che hanno frequentato la scuola post laurea dal 1982 al 2006

Una pioggia di euro per i medici pugliesi. O almeno per quelli che tra il 1982 e il 2006 hanno frequentato la scuola di specializzazione post laurea. Lo Stato dovrà sborsare a 225 camici bianchi circa 9 milioni di euro. E’ quanto conferma il Consulcesi (la principale realtà italiana di tutela dei medici italiani) che oggi pomeriggio nel corso di una cerimonia a Villa Romanazzi Carducci a Bari consegnerà a circa 20 medici presenti all’ incontro, assegni per un valore che oscilla dai 40mila ai 70mila euro a testa. Chi non sarà presente all’incontro riceverà il rimborso tramite bonifico.

I rimborsi sono frutto di due sentenze del tribunale di Roma, risalenti ad aprile scorso, che hanno dato ragione ai ricorsi collettivi presentati dai medici, obbligando lo Stato a sborsare 7 milioni con la prima sentenza e altri 10 con la seconda. E’ all’interno di questi due maxi rimborsi che si trova il tesoretto da 9 milioni di euro destinato a 225 medici pugliesi, che però non sono i primi camici bianchi della regione (nei mesi scorsi altri 400 professionisti hanno avuto diritto agli assegni dopo aver vinto i ricorsi) ad essere rimborsati per lo stesso motivo.

La vicenda risale agli inizi degli anni Ottanta, quando furono promulgate le direttive europee che imponevano a tutti gli Stati membri di corrispondere il giusto compenso ai medici durante gli anni della scuola di specializzazione in medicina. Nonostante l’obbligo entrasse in vigore all’inizio del 1983, lo Stato italiano non ha corrisposto le borse di studio dovute ai medici immatricolatisi tra gli anni accademici 1982-83 e 1990-91. Più di recente si è aperto anche un secondo fronte per coloro che si sono iscritti tra il 1994 e il 2006. In quest’ultimo caso le borse di studio sono state pagate, ma non comprendevano il riconoscimento delle coperture previdenziali e assicurative. Il mancato adempimento ha creato un contenzioso enorme di fronte ai tribunali di tutta Italia, causando anche una condanna dell’Italia da parte della Corte di giustizia europea. Ora i nodi sono arrivati al pettine, visto che i tribunali stanno imponendo allo Stato di risarcire.

In sostanza – dicono in Consulcesi – abbiamo iniziato questa battaglia, cambiando la giurisprudenza in favore dei medici. Adesso le sentenze sono tutte in favore dei camici bianchi. Ci sono però ancora migliaia di professionisti in attesa di ottenere rimborsi e a questo proposito è in partenza una nuova azione legale collettiva il prossimo 20 luglio. I medici pugliesi hanno ancora tempo per aderire“.

Del resto la Puglia è tra le regioni più attive in tema di ricorsi. Negli ultimi 10 anni ne sono stati avviati 3231.

Bari guida la classifica regionale con circa 1300 ricorsi, a seguire c’è Lecce con 631, poi Foggia con 505, Taranto 354, Brindisi con 225 e la Bat 217. Resterebbero quindi da risarcire altri 2600 camici bianchi, tenendo conto che già 600 pugliesi sono stati rimborsati. Se ognuno dei ricorrenti ottenesse come risarcimento circa 40mila euro (è questa la media dei rimborsi), lo Stato dovrebbe sborsare ai medici pugliesi qualcosa come 104 milioni di euro. In tutta Italia hanno fatto ricorso più di 97mila medici.