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Specialità non pagate: rimborsati 665mila euro a 19 medici bergamaschi

Rimborsi riconosciuti a medici specialisti, in gran parte lombardi, per la mancata o parziale retribuzione durante la scuola di specialità frequentata tra il 1978 e il 2006: ieri i rimborsi, grazie alle azioni collettive portate avanti da Consulcesi (azienda di livello nazionale per la tutela dei diritti legali dei medici), sono stati consegnati a oltre 600 medici specialisti, e tra questi ci sono anche 19 medici di Bergamo e provincia che avevano fatto ricorso perché non pagati dallo Stato, oltre 22 milioni di euro, di questi, la parte assegnata ai medici bergamaschi ammonta a oltre 665 mila euro. Il tema dei rimborsi, inserito in un più ampio sguardo sul futuro della professione medica, è stato il “cuore” di un incontro, organizzato a Milano da Consulcesi, con operatori sanitari, sindacati, istituzioni e i principali interlocutori del settore: alla presenza di Filippo Leonardi, direttore generale Aiop (Associazione italiana ospedalità privata), Leonardo Martinelli, chief claims officer AmTrust, Danilo Mazzacane, segretario generale Cisl Medici Lombardia e Massimo Tortorella, presidente Consulcesi, sono state presentate proposte, soluzioni e azioni concrete in favore della categoria.

Va rimarcato che gli assegni per oltre 22 milioni di euro consegnati ieri a Milano a più di 600 medici si aggiungono agli altri 30 milioni negli ultimi mesi in tutta Italia a centinaia di professionisti e agli 11 milioni nelle scorse settimane a Palermo. Recenti sentenze confermano il netto orientamento della giurisprudenza a favore dei ricorrenti. Da diversi anni, infatti, il team legale di Consulcesi sta ottenendo vittorie per gli ex specializzandi, in favore dei quali ha già fatto riconoscere oltre 530 milioni di euro

Secondo le stime, lo Stato rischia un esborso complessivo superiore ai 5 miliardi di euro. ” Per questo motivo – ha affermato Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi – da tempo si richiama l’attenzione delle istituzioni alla ricerca di una soluzione politica, che sembrava potesse essere quella proposta al Senato attraverso un accordo transattivo previsto dal Disegno di Legge 2400. Il provvedimento, però, rischia ora di arenarsi nelle Commissioni del provvedimento. Questo ora mette a rischio il diritto di migliaia di medici specialisti vista l’imminente scadenza dei tetmini prescrittivi. Sebbene i nostri legali ritengano che in assenza di una norma attuativa, secondo i principi stabiliti dalla Cassazione, i termini di prescrizione non iniziano a decorrere, invitiamo i medici specialisti a tutelarsi per far valere il diritto al rimborso, già riconosciuto a migliaia di medici“.

Anche Danilo Mazzacane, segretario generale Cisl Medici Lombardia, si è soffermato sulla vicenda degli ex specializzandi che segna un’altra importante tappa per il diritto di tutti i medici che tra il 1978 e il 2006 si sono visti negare il corretto trattamento economico, previsto dalle direttive europee a cui l’Italia si è adeguata solo dopo la condanna della Corte di Giustizia europea: “Cifre notevoli che pesano sullo Stato e di questo passo, sentenza, dopo sentenza, arriveranno a oltre 5 miliardi. Con questa somma si potrebbe fare tantissimo per intervenire sulla sanità italiana in particolare agevolando i giovai medici e le colleghe donne. Per questo riteniamo indispensabile arrivare allo sblocco del Disegno di Legge 2400 per la transazione su cui i vertici della categoria non hanno fatto abbastanza“.

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