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La formazione continua in medicina: facciamo chiarezza

08/07/2022

L’educazione continua in medicina (ECM) è obbligatoria ormai da 20 anni in Italia. Tra nuove disposizioni e situazioni extra-ordinarie, facciamo chiarezza sul triennio in scadenza (2020-2022).

La formazione continua in medicina: facciamo chiarezza

Il miglioramento delle cure e dell’assistenza sanitaria che una comunità è in grado di mettere in atto sono da sempre, e oggi più che mai, legate ai continui progressi nei campi dell’innovazione tecnologica e della ricerca medico-scientifica, oltre che all’integrazione dei servizi assistenziali.

 

Viene da sé che l’aggiornamento continuo dei medici e degli altri operatori sanitari gioca in questo processo di innovazione e potenziamento un ruolo cruciale, divenendo requisito indispensabile per svolgere l’attività professionale, in quanto consiste nel garantire la migliore cura e assistenza possibili.

 

L’educazione continua in medicina (ECM) 

A ribadire l’importanza della formazione post-base nel settore Salute è stato il DLgs 502/1992 (integrato dal DLgs 229/1999 e implementato a partire dal 2002) che ne sancisce l’obbligatorietà per medici e altre specializzazioni, tra cui odontoiatri, farmacisti, veterinari, infermieri, fisioterapisti e altre professioni sanitarie.

 

La regolamentazione e il controllo del sistema ECM è affidato alla Commissione Nazionale per la Formazione Continua, costituita presso Age.Na.S (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali). Questa ha un mandato triennale e vede il Ministro della Salute come suo presidente.

 

Se anche per il triennio corrente 2020-2022, il fabbisogno formativo prevede il conseguimento di 150 crediti ECM, a seguito della pandemia da Covid-19, con il Decreto Legge n.77 del 17 luglio 2020, per tutti i professionisti sanitari che hanno continuato a svolgere la propria attività nel periodo emergenziale viene riconosciuta una riduzione pari a 50 crediti formativi.

 

È bene infine ricordare che a partire dal 2019, è responsabilità del singolo professionista sanitario la gestione del proprio percorso formativo, compresi esoneri ed esenzioni.

 

L’ acquisizione dei crediti ECM 

Le metodologie formative disponibili per l’acquisizione dei crediti formativi sono molteplici: si va dai corsi RES (o residenziali) consistenti in lezioni frontali, inclusi eventi come seminari, workshops e tavole rotonde, a quelli FAD (di formazione a distanza) o di FSC (formazione sul campo) che può avvenire per esempio in sala operatoria, ambulatorio o reparto.

 

Sono inoltre riconosciute soluzioni di formazione Blended (dove più modalità sono state attivate), e le attività di formazione individuale, come può essere la ricerca scientifica, il tutoraggio individuale, la formazione individuale all’estero e l’autoformazione.

 

Gli obiettivi formativi della formazione ECM 

I 38 obiettivi formativi perseguibili dai i corsi di formazione e individuati nel Manuale di accreditamento Age.Na.S possono essere racchiusi in tre macro-aree:

  • quelli di carattere tecnico-professionale, volti all’acquisizione di competenze e conoscenze tecnico-professionali specifiche della professione
  • gli obiettivi formativi di processo, individuabili nei corsi dedicati “a promuovere il miglioramento della qualità, efficienza, efficacia, appropriatezza e sicurezza degli specifici processi di produzione delle attività sanitarie”
  • quelli di sistema, volti al potenziamento delle attività e delle procedure dei servizi sanitari

 

Chi può erogare i corsi ECM 

Per far sì che i crediti ECM siano riconosciuti a livello nazionale, questi devono essere rilasciati da provider accreditati, quindi riconosciuti idonei a fornire servizi di educazione e formazione.

 

Tra quelli attualmente riconosciuti, oltre al Ministero della Salute e a Università, ci sono Istituti scientifici del SSN, società scientifiche e associazioni professionali, ordini e collegi delle professioni sanitarie, organizzazioni sindacali, società, agenzie ed enti pubblici e privati.

 

Tra i provider di riferimento in Italia c’è Consulcesi, che con oltre 20 anni di esperienza offre più di 250 corsi per un totale di 1.000 ECM. La sua offerta si contraddistingue per 6 collane tematiche (Covid-19, Medicina, Lingue, Manageriale, Sicurezza, Legale) e le diverse metodologie di formazione: ebook, film formazione, corsi interattivi, corsi multimediali.

 

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Come controllare i propri crediti ECM? 

Si può verificare l’avvenuta registrazione dei propri crediti formativi entrando nell’area personale del portale Age.Na.S, nell’apposita sezione MyECM.

 

Inoltre, alcuni provider permettono di verificare l’accreditamento attraverso i loro siti o, meglio, attraverso l’uso di database pubblici e sicuri. È il caso di Consulcesi che grazie all’utilizzo della tecnologia blockchain, impiegando in particolare la piattaforma software Ethereum, permette ai professionisti della Salute di tenere traccia del proprio percorso formativo, nel completo rispetto della privacy.

 

Cosa succede se non si adempie all’obbligo formativo?

Sulle conseguenze di un mancato adempimento ogni professionista deve far riferimento al proprio Ordine di appartenenza, come dichiarava già a settembre 2021 il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri su Sanità Informazione, annunciando inoltre l’introduzione di controlli e sanzioni da parte di questi. “La norma prevede un illecito disciplinare che può andare dall’avvertimento alla sospensione, oltre ad una serie di ulteriori conseguenze che possono arrivare anche alla radiazione. È inoltre in corso di valutazione il coinvolgimento nell’ambito sanzionatorio anche delle assicurazioni professionali”, aveva aggiunto il sottosegretario.

 

Proprio su quest’ultimo aspetto si è espresso recentemente il governo italiano che nel Decreto attuativo del PNRR stabilisce che a partire dal prossimo triennio formativo (2023-2025) la copertura assicurativa per la responsabilità civile sarà legata al conseguimento di almeno il 70% dei crediti previsti.

 

La formazione continua oltre ad essere obbligatoria secondo la legge, è prima di tutto responsabilità verso i pazienti perché solo il costante lavoro di miglioramento e aggiornamento di strutture come di personale può favorire lo sviluppo di un sistema sanitario efficace, appropriato, sicuro ed efficiente che sappia rispondere alle esigenze di tutti i cittadini.