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L’intelligenza artificiale in medicina: a che punto siamo

11/12/2023

Nel linguaggio comune, ChatGPT è oramai diventato sinonimo di intelligenza artificiale: ma può essere utilizzata in campo medico? Se sì, con che implicazioni, vantaggi e rischi? In questo articolo qualche piccola osservazione in merito.

L’intelligenza artificiale in medicina: a che punto siamo

Definire l’intelligenza artificiale non è facile: si tratta di una disciplina dell’informatica che ha lo scopo di riprodurre e imitare, attraverso una macchina, il comportamento e le capacità umane, come quella di ragionare, apprendere, creare, pianificare. Potremmo definire l’intelligenza artificiale come un settore multidisciplinare dell’informatica, influenzato nel tempo da varie discipline come la matematica, la cibernetica, la psicologia, la filosofia, le scienze cognitive.

 

Molti oggetti di uso comune, dagli elettrodomestici alle TV, sono basati su sistemi di intelligenza artificiale e sono entrati a far parte della quotidianità di ognuno di noi: l’uomo della strada, però, ha iniziato a parlare al bar davanti a un caffè dell’intelligenza artificiale solo ultimamente, con l’avvento di ChatGPT, che è diventata un vero e proprio caso mediatico.

 

Perché si parla tanto di ChatGPT?

 

ChatGPT è un chatbot sviluppato da OpenAI, un’organizzazione senza fini di lucro fondata da Sam Altman e Elon Musk nel 2015 con l’obiettivo di promuovere e sviluppare una friendly AI – cioè un’intelligenza artificiale amichevole – nei confronti dell’umanità. ChatGPT sfrutta l’intelligenza artificiale generativa e l’apprendimento automatico, e offre ai suoi utenti la possibilità di conversare con il bot come se si stesse parlando con un essere umano che fornisce risposte alle domande che gli vengono poste.

 

L’addestramento di ChatGPT è avvenuto attraverso l’apprendimento automatico su un vasto corpus di testi prelevati da diverse fonti pubbliche disponibili su internet; l’addestramento è avvenuto esponendo il modello conversazionale a enormi quantità di dati testuali, permettendogli così di apprendere modelli di linguaggio, strutture grammaticali, relazioni semantiche in molte lingue e su una pluralità di argomenti.

 

La continua evoluzione della tecnologia sta ridefinendo molteplici settori, e la sanità non fa eccezione. In questo contesto, l’intelligenza artificiale, in particolare Chat GPT, emerge come una risorsa chiave, in grado di migliorare il futuro della sanità, ottimizzare i processi, migliorare la comunicazione con i pazienti e garantire loro un’assistenza medica più efficace.

 

ChatGPT e la burocrazia medica: il potenziale miglioramento nella gestione del workflow medico

 

Le attività del professionista sanitario non includono solo diagnosi e cura: vi sono molte attività intermedie e burocratiche, come ad esempio la registrazione del paziente oppure la registrazione delle attività dei dati relativi al paziente, che potrebbero essere effettuate in un tempo minore con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. In questo modo, il sanitario avrebbe più tempo da dedicare all’esame medico vero e proprio del paziente, evitando di dover svilire la sua professione facendo anche il burocrate, migliorando sia l’efficienza operativa che la qualità dell’assistenza.

 

Pensiamo all’impatto positivo, in termini di risparmio del tempo e azzeramento dei potenziali errori, che può avere un assistente virtuale basato su ChatGPT cui il medico affidi compiti come la compilazione di referti, la gestione della corrispondenza o quella della prenotazioni: il carico amministrativo del medico verrebbe quasi azzerato, permettendogli di concentrarsi maggiormente sulla cura dei pazienti, ma aumenta anche la precisione grazie alla capacità dell’AI di analizzare e organizzare dati in modo rapido ed accurato.

 

L’AI per la ricerca e l’aggiornamento medico

 

L’Intelligenza Artificiale può svolgere un ruolo cruciale nel supportare la ricerca medica e nell’aggiornamento continuo dei professionisti sanitari. Uno degli aspetti più vantaggiosi è la capacità di elaborare enormi quantità di dati in tempi molto brevi, accelerando la ricerca e consentendo ai medici di accedere alle ultime informazioni mediche.

 

I sistemi di intelligenza artificiale possono, infatti, analizzare rapidamente un vasto corpus di letteratura medica, identificando tendenze, collegamenti e nuove scoperte, aiutando i ricercatori a individuare articoli pertinenti, riducendo notevolmente i tempi di ricerca. Ad esempio, se un medico è interessato a studi recenti sulla terapia genica per determinate condizioni, l’AI può fornire un riassunto delle scoperte più recenti e delle discussioni in corso.

 

Sotto il profilo dell’aggiornamento del professionista sanitario, invece, può essere programmato per monitorare continuamente le pubblicazioni mediche e fornire agli operatori sanitari aggiornamenti tempestivi, aiutando i professionisti a mantenere standard elevati nella cura dei pazienti, incorporando le migliori pratiche più recenti nelle loro decisioni cliniche.

 

Non solo ChatGPT: Med-PaLM, l’AI medica di Google

 

ChatGPT è uno dei più famosi modelli conversazionali di intelligenza artificiale, ma non è l’unico, e soprattutto non è stato sviluppato esclusivamente per l’utilizzo in medicina. Recentemente Google ha presentato Med-PaLM, un modello linguistico di Google Research, progettato per essere utilizzato in campo medico e fornire risposte di alta qualità a domande mediche.

 

Il primo modello è stato presentato da Google a fine 2022 ed è stato pubblicato sulla rivista Nature nel luglio 2023: si tratta del primo sistema di intelligenza artificiale ad aver superato il punteggio minimo nelle domande per il conseguimento della licenza medica statunitense, la US Medical Licens Exam (USMLE). Secondo la presentazione di Google Med-PaLM raggiungerebbe una precisione del 86,5% sulle domande formulate secondo lo stile USMLE. I medici e gli utenti che lo hanno testato, in base quanto riportato da Google, riferiscono di risposte precise e utili alle domande sulla salute dei consumatori; il modello sarà messo a disposizione di un gruppo selezionato di clienti di Google Cloud per test limitati, per esplorare casi d’uso e condividere feedback, con un occhio attento anche alla sicurezza e all’uso responsabile dell’intelligenza artificiale in campo medico.

 

I rischi etici e legali connessi all’utilizzo di AI in campo sanitario

 

L’integrazione di soluzioni di Intelligenza Artificiale nel contesto sanitario solleva questioni etiche rilevanti che richiedono attenta riflessione: vi è la necessità di garantire che l’uso di tali tecnologie rispetti i principi fondamentali dell’etica medica e la privacy dei pazienti.

 

I profili maggiormente critici riguardano la trasparenza nell’informare il paziente circa l’utilizzo di sistemi di AI, i profili di responsabilità medica, la sicurezza dei dati sanitari fagocitati dall’intelligenza artificiale. Utilizzando ChatGPT – o qualunque altro sistema di intelligenza artificiale generativa in campo medico – vi è il rischio di generare contenuti falsi o ingannevoli, diffondendo così informazioni sanitarie errate o inappropriate.

 

Il professionista sanitario, utilizzando l’intelligenza artificiale, attualmente si espone al rischio di:

 

  • Responsabilità professionale – i modelli di intelligenza artificiale devono essere adeguatamente istruiti da personale specializzato in medicina per poter fornire risposte in campo sanitario idonee a coadiuvare l’attività di diagnosi e cura del paziente, per evitare di incorrere nel rischio di errori diagnostici o terapeutici ed essere sottoposti ad azioni risarcitorie per responsabilità professionale;
  • Violazione della privacy dei pazienti – in assenza di una normativa ben precisa sull’utilizzo dell’AI in campo medico, se il paziente non viene informato circa l’utilizzo dei suoi dati sanitari da parte di un sistema di AI e non fornisce il suo consenso scritto, il rischio della sanzione del Garante Privacy è dietro l’angolo.

 

Attualmente l’Europa, e con essa anche l’Italia, sta lavorando per realizzare una normativa unica in materia di intelligenza artificiale: non esiste però, allo stato, un vero e proprio testo giuridico che disciplini il modo in cui l’AI debba essere utilizzata nei vari settori della vita quotidiana dei cittadini.

 

Il Libro bianco sull’intelligenza artificiale, elaborato dalla Commissione Europea nel 2020, individua i sette requisiti fondamentali affinché l’AI sia affidabile:

 

  1. Intervento e sorveglianza degli umani,
  2. Robustezza tecnica e sicurezza,
  3. Riservatezza e governance dei dati,
  4. Trasparenza,
  5. Diversità, non discriminazione, equità,
  6. Benessere sociale e ambientale,
  7. Accountability.

 

Di recente – maggio 2022 – il Parlamento europeo ha elaborato una risoluzione sull’intelligenza artificiale in un’era digitale, evidenziando in 15 punti le tematiche più importanti sulle implicazioni connesse all’utilizzo in campo medico. La risoluzione pone l’accento sul fattore umano, che nell’utilizzo dell’AI in campo sanitario è imprescindibile, per evitare che eventuali pregiudizi (bias) influenzino negativamente i risultati restituiti dal sistema di AI, rendendone pericoloso l’utilizzo per l’uomo e per la sua salute.

 

CONSULTA IL DECALOGO DEL GARANTE DELLA PRIVACY SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

 

In campo sanitario l’AI, secondo il Parlamento europeo, deve rispettare rigorosi requisiti etici, quali:

 

  • L’accesso all’assistenza sanitaria per tutti,
  • La privacy del paziente,
  • L’affidabilità,
  • La trasparenza,
  • La spiegabilità,
  • L’inclusività,
  • La rappresentatività dei set di dati.

 

Allo stato attuale dell’arte, possiamo dire che le uniche precauzioni legali che il medico può prendere per tutelare i dati sanitari dei pazienti utilizzati sistema di AI sono rappresentate da una informativa privacy adeguata e completa, oltre che da un modulo di consenso informato specifico.

 

 

Le implicazioni etiche e le relative soluzioni per l’utilizzo di sistemi di AI in campo medico senza rischi legali per i pazienti e per i sanitari sono ancora in fase di studio e sviluppo da parte dei medici, dei politici, dei giuristi italiani, europei e mondiali. Il settore è in continua e rapida evoluzione: l’unico modo per poterlo comprendere e governare, in medicina come in qualunque altro ambito, è quello di “sporcarsi le mani” con le dovute cautele, iniziando a prendere confidenza con queste tecnologie e consultando un legale prima di utilizzarle sui propri pazienti.

 

Manuela Calautti, avvocato