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One Health: che cos’è e in cosa consiste davvero?

12/02/2024

L’approccio “One Health” e la sua essenza, gli obiettivi posti dopo la pandemia e l’aspetto della formazione continua anche alla luce dei nuovi obiettivi globali.

One Health: che cos’è e in cosa consiste davvero?

A pandemia non ancora terminata, si era già inteso quanto fosse importante superare i gap del nostro sistema salute. Illuminanti e rivoluzionarie sono state le riflessioni durante il Global Summit 2021, quando tutti i leader si dissero d’accordo alla costruzione di un sistema “One Health” che pensasse alla ricerca scientifica come “bene comune” e strumento per superare i gap rivelatisi cruciali durante il Covid-19, con l’intento di ottenere un ipotetico trattato internazionale sulle pandemie e percorrere l’unica via efficace: l’Universal Health Coverage (Uhc).

 

One Health” è, quindi, un’espressione ormai usuale, un concetto multidisciplinare che si basa sulla consapevolezza che la salute degli esseri umani è strettamente legata alla salute degli animali e all’ambiente in cui viviamo. In tal senso, si propone come metodo di promozione dell’approccio collaborativo tra diverse discipline, come medicina umana, medicina veterinaria, scienze ambientali, scienze agrarie, ecologia, economia e sociologia, al fine di affrontare in modo integrato le sfide globali legate alla salute.

 

Formazione ECM e One Health: una delle tematiche di interesse 2023/25

 

La Commissione nazionale per l’Educazione continua in Medicina, nel programma del triennio 2023/2025, ha inserito la One Health tra le tematiche di interesse nazionale per sviluppare una comprensione integrata dei sistemi sanitari. Tutti i corsi ecm dedicati a questo argomento forniranno 0.3 crediti in più per ogni ora fruita. Con l’obiettivo di istradare quanti più professionisti possibile verso questa nuova concezione olistica della salute.

 

La formazione, in questo senso, si concentra sull’interdisciplinarietà e la collaborazione tra professionisti per far fronte alle sfide globali. Mira a sviluppare competenze e conoscenze che consentano loro di comprendere e affrontare le interconnessioni tra la salute umana, animale e ambientale. Ciò include l’apprendimento di approcci di diagnosi, prevenzione e gestione delle malattie che tengano conto della salute di tutti gli esseri viventi e dell’ambiente. Questo tipo di formazione continua incoraggia anche la collaborazione tra le diverse professioni sanitarie. Ad esempio, i medici possono lavorare a stretto contatto con i veterinari e gli ambientalisti per affrontare la diffusione di malattie trasmesse dagli animali o i rischi derivanti da una cattiva gestione ambientale.

 

 

Tra tutte le sfide post pandemiche, infatti, quella più intrigante mira a preparare i professionisti sanitari ad affrontare sfide complesse e globali per la salute, come la diffusione di malattie infettive emergenti, l’avvelenamento da agenti chimici nell’ambiente e l’impatto dei cambiamenti climatici sulla salute umana e animale.

 

Per promuovere il sistema One Health nella formazione continua dei professionisti sanitari, è necessaria una collaborazione tra istituzioni formative, organizzazioni sanitarie e autorità sanitarie di diversi settori. Inoltre, è importante promuovere una maggiore consapevolezza dei principi del sistema One Health tra i professionisti sanitari e incoraggiare la partecipazione attiva a iniziative e programmi di formazione in questo campo.

 

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Quali sono gli obiettivi del sistema “One Health”?

 

Uno degli obiettivi chiave di One Health è la prevenzione delle malattie, attraverso la sorveglianza e la gestione di quelle che, ad esempio, possono passare dagli animali agli esseri umani (zoonosi) o causate dal mal d’aria, dall’ambiente malsano e inquinato in cui ci troviamo a vivere. Ad esempio, il Covid-19 è stato riconosciuto come una zoonosi e l’approccio One Health ha svolto un ruolo fondamentale nella comprensione e nel controllo di questa pandemia. Inoltre, One Health considera anche l’importanza dell’ambiente nella salute globale, inclusa la conservazione della biodiversità e la gestione sostenibile delle risorse naturali.

 

Questo approccio olistico riconosce che l’equilibrio ecologico è cruciale per la prevenzione delle malattie e il benessere generale delle popolazioni e instaura quella consapevolezza di “complessità” – concetto tipicamente di fisica quantistica – che viene intesa come un concetto legato alla descrizione di sistemi quantistici che presentano un alto grado di interconnessione tra le loro parti costituenti.

 

In particolare, la complessità a cui facciamo riferimento è la difficoltà di studiare e descrivere i comportamenti di tali sistemi, data la presenza di fenomeni “altri” e la sovrapposizione di stati. Per questo, non si può considerare la malattia ma si deve guardare alla storia del paziente; non si può considerare il tipo di inquinamento, ma si deve guardare a quali concause, insieme, hanno contribuito a modificare l’ambiente primordiale; non si può considerare la zoonosi sempre con un’unica conseguenza, ma vanno studiati i vari ambienti e come avviene la trasmissione e le varie conseguenze che questa può avere.

 

Cristina Saja, giornalista e avvocato