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Riforma Cartabia: diritto all’oblio per chi viene assolto nei processi penali

22/11/2021

Riforma Cartabia: diritto all’oblio per chi viene assolto nei processi penali

La riforma del processo penale (l. 134/21 c.d. Riforma Cartabia) ha introdotto una novità molto interessante che potrà avere risvolti utili per la tutela dell’immagine di tutti i professionisti sanitari coinvolti in procedimenti penali.

La tutela prevista da giurisprudenza e norme

La giurisprudenza interna e comunitaria nel corso degli ultimi anni aveva iniziato ad elaborare una serie di ipotesi nelle quali era possibile chiedere la cancellazione delle informazioni presenti sul web relative ad un determinato soggetto la cui permanenza non rivestisse un particolare interesse pubblico. L’art. 17 del GDPR (Reg. UE 2016/679) ha poi articolato meglio queste ipotesi elencando i motivi in presenza dei quali l’interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la cancellazione dei dati, nonché quelle in cui non è possibile farlo.

Quali informazioni possono essere cancellate?

Soprattutto per i professionisti sanitari la reputazione digitale sta diventando sempre più rilevante, anche alla luce del fatto che in base alle statistiche il 76% dei pazienti cerca informazioni on-line sul proprio medico. Per ciascuna posizione però occorre fare sempre un’analisi preliminare per verificare il contenuto dell’informazione che si vorrebbe cancellare, ad esempio quali dati devono essere cancellati e in che modo sono stati acquisiti; nel caso di fatti e vicende collegati ad una specifica persona, il contenuto della notizia, a quando risalgono i fatti e se la loro pubblicità rivesta un interesse pubblico. Quindi dopo un’attenta analisi dei dati che si vogliono cancellare e della loro collocazione si può procedere con la richiesta formale della loro cancellazione e/o deindicizzazione. Spesso tali controversie si concludono in maniera bonaria in favore del richiedente, ma laddove ciò non avvenga si può sempre procedere con un’azione legale e la relativa segnalazione al Garante della privacy.

Novità della riforma Cartabia

La recente riforma del processo penale ha previsto che il decreto di archiviazione, la sentenza di non luogo a procedere e la sentenza di assoluzione costituiscano dei veri e propri titoli per ottenere il diritto all’oblio in automatico ingiungendo la deindicizzazione al motore di ricerca delle informazioni lesive. In queste casistiche, in cui di fatto viene confermato in sede di giudizio che il soggetto sia totalmente estraneo al reato, si potrà ottenere il diritto all’oblio in maniera più agevole, perché la tipologia di provvedimento pone in capo al motore di ricerca un obbligo formale e diretto. All’atto pratico questo vuol dire che un professionista sanitario, coinvolto in un procedimento penale, i cui risvolti talvolta anche molto delicati venissero pubblicati su diversi siti web, potrà ottenere che inserendo il proprio nome e cognome in un motore di ricerca queste notizie non siano più presenti fra i risultati che si possono consultare, senza alcuna valutazione di merito sulla tipologia di notizia, perché a supporto avrà un provvedimento giudiziario.

Una forma di tutela dunque rafforzata per di tutti coloro che vengono coinvolti in procedimenti penali talvolta pretestuosi che pregiudicano indebitamente la loro immagine sociale.