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Accesso ai corsi di formazione specialistica in medicina generale: prospettive future

Accesso ai corsi di formazione specialistica in medicina generale: prospettive future

Accesso ai corsi di formazione specialistica in medicina generale: prospettive future

La maggior parte delle Regioni ha già pubblicato le graduatorie relative alle prove per l’accesso ai corsi di formazione specialistica in medicina generale per il triennio 2021/2024, negli ultimi due anni il numero delle borse di studio è stato aumentato, ma per chi intende iniziare il percorso formativo e per chi già esercita questa professione i problemi della categoria sono più complessi e andrebbero risolti con riforme strutturali di cui, l’aumento dei posti disponibili alle scuole è solo una parte.

Carenza dei medici di medicina generale

Indubbiamente quello della carenza di borse di studio regionali è un tema che non si può ignorare soprattutto per le gravi ripercussioni sugli utenti finali. A fine del 2021 circa 1,5 milioni di italiani erano senza medico di medicina generale o comunque con soluzioni provvisorie come l’appoggio ad un professionista con pazienti in sovrannumero e magari anche a distanza notevole dalla zona di residenza. Entro il 2027 andranno in pensione circa 35.000 medici di medicina generale e le 900 borse di studio aggiuntive previste per il triennio 2021/2024 dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) anche se fossero riconfermate per i prossimi anni non sarebbero sufficienti a coprire i posti vacanti e raggiungere un numero che garantisca un servizio adeguato ed efficiente ai cittadini.

Riforma del corso di formazione in medicina generale

Ma iniziano ad intravedersi segnali positivi, il 5 agosto del 2021 infatti è stato presentato al Senato il disegno di legge n. 2372/21 “Modifiche al decreto legislativo 17 agosto 1999, n.368, e altre disposizioni in materia di formazione medica” che dovrebbe portare grosse novità in tema di formazione per la medicina generale ed essere il primo passo per quella riforma strutturale che da tempo chiedono i rappresentanti di categoria e che dovrebbe partire proprio dalla formazione e arrivare fino ad un miglioramento progressivo delle attività di questi professionisti in termini qualitativi ed economici.

Il disegno di legge è stato assegnato il 10 febbraio 2022 alla dodicesima Commissione permanente (igiene e sanità) al momento la discussione non è stata ancora calendarizzata, ma le prospettive sembrano positive soprattutto perché si tratterebbe di un provvedimento volto a supportare i progetti e le riforme che scaturiranno dalla progressiva attuazione del PNRR.

L’art. 3 ha previsto delle sostanziali modifiche nel percorso formativo dei MMG, che finalmente dovrebbe essere equiparato a quello di tutte le altre specializzazioni universitarie dell’area medica, aumentandone la durata attuale da 3 a 4 anni.

Il titolo conseguito dal medico sarà denominato “Diploma di specializzazione in medicina generale di comunità e cure primarie”, ma ciò che veramente farà la differenza sarà l’equiparazione dal punto di vista del trattamento economico (art.6), infatti, l’attuale borsa di studio di 11 mila euro (per giunta tassata!) dovrebbe essere sostituita da un contratto di formazione che oltre a prevedere un aumento della remunerazione (oltre il doppio della borsa di studio attuale) dovrebbe avere le tutele di un contratto di lavoro come la contribuzione ai fini previdenziali e la parte assicurativa.

Prospettive e valorizzazione degli MMG dei medici di base

La valorizzazione del percorso formativo potrebbe essere dunque un ottimo punto di partenza anche per la valorizzazione del ruolo del medico di medicina generale nel nostro paese, e fare da apri pista per molte delle proposte di riforma avanzate da alcuni rappresentanti di categoria: come l’incremento del compenso dei medici con stanziamenti regionali, l’assunzione di infermieri di supporto e di personale amministrativo per le pratiche burocratiche, la remunerazione dello straordinario.

Questi ultimi due anni di pandemia, infatti, hanno reso palese quanto i medici di famiglia siano importanti per il nostro servizio sanitario nazionale e ora anche i giovani medici che avevano valutato questa professione solo come residuale fra le proprie scelte, fiduciosi in un sistema sanità ormai lanciato verso grandi cambiamenti, si affacciano nuovamente con entusiasmo al mondo della medicina generale.

Nei prossimi giorni terminerà la pubblicazione delle graduatorie in tutte le Regioni e poi si darà avvio ai corsi che formeranno la prossima generazione che, tutti auspichiamo, al termine del corso possa entrare in un sistema rinnovato, efficiente e adeguato alle esigenze di medici e pazienti.

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