Come aprire uno studio medico privato?

Lo studio medico e cosa si intende per “studio medico”, i requisiti minimi professionali e logistiche riguardanti i locali. Tutte le informazioni utili per chi vuole aprire uno studio medico privato in Italia.

Sommario
  1. Quali sono i passi obbligati da compiere per aprire uno studio medico?
  2. Studio medico o ambulatorio?
  3. Quali sono, in sintesi, le normative di riferimento e i requisiti minimi?
  4. Quante tipologie di studio medico esistono?
  5. Lo studio medico deve possedere un codice ATECO
  6. Contare su consulenti specializzati

Tra le più grandi ambizioni dei medici, vi è certamente quello di riuscire ad aprire uno studio medico privato. Esistono, in Italia, delle regole da seguire e dei requisiti da assecondare, oltre ai passaggi obbligati per la migliore riuscita dell’esercizio medico preposto.

Quali sono i passi obbligati da compiere per aprire uno studio medico?

Per avere un’idea generale dei requisiti e dei passi da seguire per aprire uno studio medico privato, dobbiamo annoverare preliminarmente il possesso di una laurea in medicina. Innanzitutto, perciò, è necessario essere un medico, avente titolo rilasciato dall’Università italiana o un titolo equivalente riconosciuto in Italia ed essere iscritti presso l’Ordine dei Medici della provincia in cui si intende esercitare.

E’ quindi necessario scegliere la struttura fisica, cioè individuare una sede territoriale dove far nascere il proprio studio medico privato. Può essere un immobile di proprietà, in affitto o in condivisione con altri professionisti sanitari (come dentisti, fisioterapisti, ecc.), in condominio oppure no. È importante conformarsi ai regolamenti urbanistici e di sicurezza specifici per gli studi medici.

Identificata la sede e resa consona all’esercizio della professione sanitaria scelta, sarà necessario acquisire le attrezzature e le forniture mediche necessarie. Questo potrebbe includere strumenti medici, dispositivi sanitari, mobili per l’ufficio, computer, e quant’altro possa tornare utile.

Da non sottovalutare, poi, è l’aspetto relativo alla sottoscrizione di una polizza assicurativa: è fortemente consigliato sottoscrivere una polizza di assicurazione responsabilità civile professionale per proteggersi da eventuali reclami o azioni legali. Inoltre, non è possibile iniziare ad esercitare la propria professione se non si sono ottenute le necessarie autorizzazioni sanitarie per l’apertura dello studio medico. Queste autorizzazioni possono variare a seconda della regione o del comune in cui si intende aprire lo studio.

Qualora si desideri lavorare in convenzione con il nostro Servizio Sanitario Nazionale, è necessario ottenere la congrua contrattualizzazione con il SSN e con l’Azienda Sanitaria Locale competente. Questo, consente di fornire prestazioni sanitarie coperte dal servizio sanitario pubblico, ma comporta anche obblighi e vincoli specifici.

Infine, non va sottovalutato l’aspetto di promozione e marketing: è importante promuovere lo studio medico per attirare i pazienti. Ciò può includere la creazione di un sito web, l’utilizzo dei social media, la distribuzione di volantini o la partecipazione a eventi di settore. Le procedure e i requisiti possono variare a seconda delle leggi regionali e locali; quindi, è sempre consigliabile consultare l’Ordine dei Medici competente o l’Azienda Sanitaria Locale per ottenere informazioni specifiche.

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Studio medico o ambulatorio?

Secondo alcune delibere regionali in merito e secondo il trend più comunemente sposato dalle varie regioni, un’attività professionale medica è un’attività “nella quale le prestazioni svolte non comportano iter diagnostici e terapeutici particolarmente complessi e non presentano rischi per l’incolumità del paziente”. D’altra parte, le cliniche sono definite come strutture in cui si esplicano interventi diagnostici o terapeutici invasivi e semi-invasivi particolarmente complessi che vengono eseguiti in anestesia locale, luoghi che utilizzano apparecchiature elettromedicali che presentano rischi per la salute del paziente, ad esempio: apparecchiature radiologiche o contenenti sorgenti radioattive, apparecchiature elettromedicali e in cui si svolgono procedure diagnostiche o terapeutiche complesse e/o ad alto rischio identificabili con diagnosi esclusivamente o prevalentemente strumentale. Possono intendersi in tal senso anche le strutture sanitarie di proprietà dell’azienda e le istituzioni sanitarie, dove l’aspetto organizzativo è più importante della semplice attività professionale.

Fatta questa premessa, è importante sapere che per aprire un ambulatorio e per adibire abitazioni a strutture medico-chirurgiche è necessario un permesso speciale del sindaco ai sensi dell’art. 193 del RD 27 luglio 1934, n. 1265 (oggi Testo Unico delle Leggi Sanitarie). Questo non è richiesto, invece, per aprire uno studio medico. L’unico requisito richiesto è quello di adeguarsi alle normative urbanistiche e di destinazione generale per medici che esercitano la loro professione senza svolgere servizi chirurgici ambulatoriali, ad es. procedure o apparecchiature diagnostiche e terapeutiche particolarmente complesse che rappresentano un rischio per la sicurezza del paziente e senza l’ausilio di attrezzature particolarmente complesse che definirebbero una particolare attività. Per quanto riguarda la professione medica valgono ovviamente sempre gli obblighi previsti per l’attività professionale, tra cui i requisiti di progettazione, costruzione e igiene e sicurezza industriale.

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Cosa si intende per “studio medico”?

Dunque, per studio medico si intende


“ogni luogo dove persone malate o potenzialmente tali, non ricoverate, possano accedere per una visita diagnostica”. Un “luogo non aperto al pubblico, ma solo al paziente, che sceglie liberamente di avvalersi delle prestazioni di quel singolo professionista”.


Lo studio medico è privo di un contesto organizzativo complesso nonché di attrezzature per erogare prestazioni chirurgiche. Il profilo professionale prevale su quello organizzativo e le spese gestionali sono a carico del medico. E soprattutto non è necessaria una specifica autorizzazione sanitaria (salvo specifiche leggi regionali).

Quali sono, in sintesi, le normative di riferimento e i requisiti minimi?

La normativa di riferimento è il decreto legislativo n. 517 del 1993 e il n.229 del 1999.

Questa legge, per aprire uno studio medico, prevede in sintesi:

  • Iscrizione all’ordine dei medici;
  • Avere un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) comunicato all’Ordine dei Medici;
  • Apertura partita IVA;
  • iscrizione all’ENPAM (Cassa Previdenza Medici);
  • regolarizzazione dello status presso l’INAIL;
  • presentazione SCIA Segnalazione Certificato Inizio Attività al Comune.

Per quanto riguarda le caratteristiche dei locali, invece, è opportuno che il locale adibito a studio medico deve possedere una sala d’attesa di almeno 9 metri quadri. La sala visita deve poter mantenere la privacy del paziente e deve essere dotata anche di un lavandino con rubinetti removibili, sapone liquido e asciugamani monouso. Non sono necessarie toilette separate per utenti e dipendenti. I servizi devono essere accessibili senza passare dalla sala visite e la loro superficie deve essere almeno di 2 mq. L’altezza media di tutti i locali deve essere di almeno 2,70 metri (2,40 per i bagni, 2,10 per i corridoi). Devono essere seguite tutte le norme antincendio o antinfortunistiche, di igiene del lavoro e dell’impianto elettrico e quelle ambientali.

Quante tipologie di studio medico esistono?

Esistono diversi tipi di pratiche mediche e diverse tipologie di studi medici

La prima differenza da prendere in considerazione riguarda il fatto che all’interno dello studio vi può esercitare il singolo professionista oppure si può essere in presenza di un poliambulatorio, ovvero un luogo in cui co-esercitano la professione sanitaria medici di base e medici specialisti. I requisiti minimi per l’apertura e le caratteristiche di base dei locali sono i medesimi in ogni circostanza.

L’apertura di un poliambulatorio prevede un’analisi e un iter più complesso. Sarà necessario ottenere un’autorizzazione da parte del Sindaco. Il poliambulatorio è un’attività commerciale vera e propria e si configura come struttura aperta al pubblico. Oltre a valutare l’opportunità di questa scelta – vantaggiosa soprattutto per la condivisione dei costi e delle competenze – bisogna individuare la forma giuridica e i ruoli, assegnando anche quello di direttore sanitario.

Se si è specialista, prima di aprire uno studio, potrebbe essere utile fare un’indagine di mercato ed analizzare il territorio di riferimento, in modo da comprendere in quale area ci sia maggiore richiesta (e carenza di professionisti) relativa alla propria specializzazione. Concorrenza, ubicazione e facilità nel raggiungimento della sede sono elementi che è importante tenere in considerazione. Sarà anche necessario intessere una relazione costruttiva con i medici di base, in modo da offrire al paziente continuità nel percorso di cura e andranno valutati, inoltre, le spese per riflettere se una parte del budget è da destinare alla comunicazione e alla promozione dell’attività, anche tramite i social media, o meno.

Lo studio medico deve possedere un codice ATECO

Il Codice ATECO è un codice identificativo che descrive l’attività economica dell’impresa e, nel caso di uno studio medico, i codici tra cui scegliere sono l’86.22 (servizi degli studi medici specialistici), l’86.21 (servizi degli studi medici di medicina generale) e l’86.23 (attività degli studi odontoiatrici). Il Codice ATECO deve essere dichiarato al momento dell’apertura dell’attività e comunicato al Registro delle Imprese.

È bene ricordare che un’errata scelta del codice ATECO può comportare sanzioni o difficoltà e poca chiarezza in fase di fatturazione. È anche possibile scegliere un secondo Codice ATECO per descrivere eventuali attività collaterali svolte dallo studio medico, ad esempio attività di consulenza sanitaria o attività di formazione medica continua.

Contare su consulenti specializzati

Per non incorrere in errori grossolani all’inizio o in itinere dell’esercizio della professione medica è sempre opportuno e fortemente consigliabile di affidarsi a consulenti specializzati, sia in materia fiscale che rispetto alle normative da rispettare e le regole a cui adeguarsi.

Cristina Saja, giornalista e avvocato

Di: Redazione Consulcesi Club

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