Obbligo ECM, Pateri (Fnopi): “Preoccupante la percentuale di infermieri non in regola”

Il tesoriere della Federazione nazionale ordini delle professioni infermieristiche afferma che, nonostante l'aumento dei professionisti che rispettano l'obbligo ECM, ci sono ancora molti colleghi da convincere a non sottovalutare questa questione.

Non è prevista alcuna sanatoria: la Commissione ECM ha semplicemente concesso più tempo agli operatori sanitari per trasferire i crediti già acquisiti da un triennio all'altro. È quanto ha precisato Pierpaolo Pateri, tesoriere di Fnopi, presidente di Opi Cagliari e membro della Commissione nazionale per la formazione continua, in merito alla delibera 6/24 (emanata di recente dalla Commissione ECM) che ha prorogato dal 30 giugno 2024 al 31 dicembre 2025 il termine per il trasferimento dei crediti. Si tratta di un'agevolazione per i professionisti che hanno comunque rispettato l'obbligo ECM.

Tuttavia, non molti infermieri sono in regola con i trienni chiusi. Secondo Pateri, i dati del Consorzio gestione anagrafica delle professioni sanitarie (Cogeaps) mostrano una percentuale preoccupante di professionisti non certificabili. Questo è allarmante sia perché gli infermieri, come qualsiasi operatore sanitario, devono rispettare l'obbligo formativo, sia per le possibili sanzioni (che per Pateri sono “l'ultima ratio”) e per i decreti attuativi della Legge Gelli-Bianco sulla responsabilità professionale, che collegano la formazione alla copertura assicurativa: chi non raggiunge almeno il 70% del fabbisogno formativo del triennio attualmente in corso (2023-2025) non potrà stipulare una polizza assicurativa, restando scoperto in caso di contenzioso.

Anche il ministro della Salute, Schillaci, è intervenuto sul tema, affermando che “questo decreto rafforza un principio educativo e conferma quanto già annunciato. Chi non sarà in regola con i crediti rischia infatti di rimanere scoperto dalla tutela assicurativa in caso di contenzioso”.

Le delibere 5/24 e 6/24

Per quanto riguarda le ultime due delibere emanate della Commissione ECM, Pateri ha dichiarato, in merito alla 6/24, che “ci muoviamo nel contesto di quanto detto dal ministro Schillaci, quindi non ci sarà nessuna sanatoria. La Commissione ha deciso di dare più tempo agli operatori sanitari per spostare i crediti già acquisiti, fino alla fine del 2025. Questo deve essere chiaro per evitare equivoci. Si tratta di una possibilità in più per chi vuole mettersi in regola, senza altre finalità”.

Passando poi alla delibera 5/24, che dà un bonus in termini di crediti a chi approfondisce l’argomento con corsi ECM sul tema dei vaccini, Pateri sostiene che “il bonus è stato ideato per facilitare un percorso di approfondimento, poiché la discussione sui vaccini rimane rilevante. La pandemia ha riacceso il dibattito sui vaccini, evidenziando le conoscenze acquisite e quelle mancanti”. Pateri sostiene che avere conoscenze aggiornate permette di essere agenti di cambiamento culturale e pronti per eventuali nuove emergenze. Pertanto, concedere questo bonus è una decisione logica, che rinnova un’agevolazione già esistente.

Formazione ECM, la situazione degli infermieri e i rischi assicurativi

Pateri ha parlato anche della situazione specifica degli infermieri in tema di formazione continua: “Abbiamo riscontrato una percentuale preoccupante di operatori non certificabili nei trienni scorsi, non solo tra gli infermieri ma anche in altre professioni. Questo non ci impedisce di agire e offrire formazione. È fondamentale lanciare l’allarme – spiega il tesoriere Fnopi – perché abbiamo i decreti attuativi della legge Gelli-Bianco e l’esigenza di avere personale formato e in regola con il sistema ECM. Il nostro obiettivo è raggiungere una copertura del 100%, ma siamo consapevoli delle difficoltà, come quella dei pensionati che, pur iscritti, non esercitano più, o dei professionisti che si sono trasferiti. Esamineremo ogni situazione caso per caso. Nonostante un incremento costante degli infermieri che si formano, la situazione non è ancora soddisfacente”.

Ma dunque, nonostante il rischio di rimanere scoperti con l’assicurazione, alcuni infermieri non rispettano l’obbligo formativo? Per Pateri la maggior parte degli operatori sanitari rispetta le norme ECM, ma alcuni non sono ancora consapevoli dei rischi. Sebbene gli eventi negativi siano rari, hanno un impatto significativo sulla vita personale e professionale. Ottemperare alle norme ECM è semplice grazie a un'offerta formativa ampia e spesso a basso costo. È una questione di volontà, poiché rispettare le norme evita gravi rischi, inclusi problemi legati alla mancanza di copertura assicurativa. È necessario continuare a sensibilizzare su questi rischi, usando anche messaggi più incisivi. Le sanzioni restano l'ultima risorsa.

Riforma del sistema ECM

Alla luce di quanto ha detto da Pateri, ovvero che non tutti gli infermieri si formano adeguatamente, come si può modificare il sistema ECM per renderlo più attrattivo, e quindi coinvolgere meglio anche quei professionisti che non ritengono necessario formarsi? “Abbiamo bisogno di un sistema ECM più attrattivo e moderno. Dobbiamo capire cosa non ha funzionato finora e offrire qualcosa di più interessante e attuale, anche alla luce delle possibili applicazioni dell’intelligenza artificiale e della simulazione. Il sistema ECM deve essere aggiornato per rimanere valido e accattivante, tenendo ovviamente conto delle nuove tecnologie e delle esigenze attuali”, conclude Pateri.

Di: Arnaldo Iodice, giornalista

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