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I tamponi rapidi funzionano contro omicron? Risponde Guido Rasi, direttore scientifico di Consulcesi

07/01/2022

I tamponi rapidi funzionano contro omicron? Risponde Guido Rasi, direttore scientifico di Consulcesi

La nuova versione del virus Sars-CoV-2 sembra in grado di sfuggire con maggior frequenza ai test diagnostici oggi più utilizzati.

A causa della variante omicron destinata a diventare predominante, i tamponi antigenici rapidi rischiano di diventare inutili.

Lo afferma Guido Rasi, consulente del commissario per l’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo e direttore scientifico di Consulcesi.

Rasi è anche uno dei docenti del corso di formazione professionale Ecm di Sanità In-Formazione per Consulcesi Club intitolato “Un test per tutti. Test di screening diagnostici e il loro funzionamento“.

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“Ora più che mai è fondamentale che gli operatori sanitari continuino a tenersi aggiornati sull’evoluzione del virus e delle nostre conoscenze sia in campo diagnostico che terapeutico”, sottolinea Rasi.
Anche la Food and Drug Administration (FDA) ha sottolineato che i tamponi antigenici rapidi sono poco sensibili e quindi poco attendibili nel rilevare la positività alla variante omicron. Secondo dati preliminari, infatti, circa il 40 per cento delle persone positive alla variante omicron può risultare negativo ai test rapidi, quasi 1 su 2. Una brutta notizia, questa, che arriva nel pieno della quarta ondata.

Come abbiamo imparato durante la pandemia, la diagnostica e il tracciamento sono ancora ritenuti strumenti fondamentali per contenere la pandemia e la “perdita” di affidabilità dei test antigenici rapidi potrebbe rendere tutto questo più complicato e difficile.

“Spero siano presto disponibili test rapidi aggiornati ed attendibili per la omicron, ma nel frattempo è necessario alzare la guardia”, dice Rasi. “In questo contesto, il ruolo degli operatori sanitari sarà ancora più centrale nella valutazione dei pazienti”, aggiunge.

“Da parte nostra – fa eco Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi – continueremo ad allargare e ad aggiornare più possibile la nostra offerta formativa e lavorare a fianco degli operatori sanitari offrendo loro gli strumenti conoscitivi più adeguati per continuare a far fronte a questa emergenza”.