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Labbro leporino: come la pandemia ha peggiorato il problema di chi ne soffre

11/02/2022

Labbro leporino: come la pandemia ha peggiorato il problema di chi ne soffre

Dottor Fabio Massimo AbenavoliEditoriale a cura del Dottor Fabio Massimo Abenavoli, chirurgo plastico ed estetico, specialista in Chirurgia Plastica e Maxillo-Facciale e in Otorinolaringoiatria.
Fondatore e Presidente della ONG Emergenza Sorrisi che opera a scopo umanitario nelle regioni più svantaggiate del pianeta.
Responsabile per Consulcesi Club di diversi corsi di formazione ECM.

Trattamento chirurgico delle ustioni della regione pubica
La terapia chirurgica attuale nei casi di labiopalatoschisi

 


La situazione attuale legata alla difficoltà di accesso dei Pazienti alle strutture sanitarie, il periodo di blocco e di isolamento e la diminuzione della necessaria attenzione rivolta ai pazienti acuti ha determinato, anche per coloro che necessitavano di trattamenti di riabilitazione legati al percorso di assistenza post chirurgico nei casi di labiopalatoschisi, un importante ritardo.
Ritardo nella terapia ortodontica, nel percorso di logopedia, di assistenza psicologica e nel percorso chirurgo: insomma anche i nostri pazienti hanno dovuto accettare i contraccolpi legati alla situazione di pandemia.

Grazie alla disponibilità di medici e tecnici che con grande dedizione si sono resi disponibili a continuare il proprio impegno, i contraccolpi sono stati “limitati”.
Le varie piattaforme sono state utilizzate per continuare, anche se in modo parziale ovviamente, ad assistere ed accompagnare i bambini che, grazie anche alla dedizione dei genitori, hanno potuto in qualche modo almeno non perdere i risultati fino a quel momento ottenuti. Si è parlato tanto, prima della pandemia, di queste modalità di assistenza e delle loro potenzialità ma, come d’abitudine, poco o nulla si era fatto per testarle e verificarne la reale fruibilità. Questa quindi è stata una occasione/necessità che si è resa evidente e che è stata sfruttata dalla maggior parte dei pazienti e dei Sanitari coinvolti.

Un elemento, estremamente importante da evidenziare, è il fatto che questi nostri bambini che nascono con labbro leporino e/o con palatoschisi presentano normalmente una grande riserva di energia e di desiderio di progredire, che non è certamente comune a tanti bambini. Grazie all’amore incondizionato dei genitori, che si dedicano anima e corpo a loro ed alle loro esigenze, così come grazie alla loro grande intelligenza e tenacia, riescono davvero ad ottenere dei brillanti risultati. Certo è che lo sforzo dei genitori e dei Sanitari che a loro dedicano competenza e dedizione è fondamentale. Un risultato chirurgico ottimale è la base sempre di un percorso iniziale favorevole, che offre una possibilità di recupero completa, così come un’assistenza successiva agli aspetti funzionali e psicologici rimane un caposaldo del percorso di guarigione.

A volte neanche noi, che abbiamo operato migliaia di bambini con labbro leporino, ci rendiamo conto come attraverso il nostro intervento possiamo davvero offrire una nuova vita ai nostri bambini. Un recente episodio me lo ha ricordato, dopo circa 25 anni di chirurgia. Poche settimane fa a Nassiriya in Iraq è venuta una famiglia con una bambina dagli occhi bellissimi, scuri ed intensi, ma davvero tristi, di circa 6 anni . Bambina con bellissimi occhi ma con una situazione locale davvero compromessa. Operata e guarita ci è stata mandata la foto dal padre a distanza di 4 settimane, della stessa bambina con un sorriso raggiante e vestita in modo davvero elegante. Il commento del padre alla foto della figlia è stato: “Caro dottore, se il paradiso esiste davvero, io le lascio il mio posto!”. Insomma, davvero un bell’augurio!

L’incidenza del labbro leporino palatoschisi è elevata in molti contesti legati alla carenza di acido folico, incidenza di infezioni in gravidanza, matrimoni all’interno degli stessi contesti familiari, elevata familiarità, fattori alcuni che potrebbero facilmente essere contrastati, ma che in Paesi con risorse ridotte difficilmente lo possono essere.

1 bambino ogni 600-700 nasce con tale anomalia in molti Paesi con minori risorse, mentre da noi l’incidenza è meno della metà. Da noi, già all’indagine ecografica, la madre viene informata e può subito organizzare il proprio percorso di nascita e quello di assistenza al figlio. Diversamente, i bambini nascono e senza adeguati centri di riferimento vengono “nascosti” dai genitori per un senso di vergogna e di “responsabilità”. Non dimentichiamo che in alcuni Paesi Africani i bambini così nati vengono considerati il frutto di una cattiva azione dei genitori.

Il senso, quindi, del nostro intervento come Emergenza Sorrisi è quello di consentire ai bambini ed ai loro genitori di trovare una assistenza adeguata da subito. La formazione dei Medici, chirurghi ed anestesisti in grado di operarli bene ed in sicurezza, dei logopedisti, dentisti e di tutte le figure professionali necessarie così come la creazione di veri centri di assistenza così da potere essere trattati e seguiti negli anni correttamente.

La formazione e la cultura sono il pilastro dello sviluppo in tutti i contesti, così come confermato anche dalla pandemia. La impossibilità di accesso alle scuole per i nostri giovani, la didattica a distanza che penalizza grandemente l’insegnamento sappiamo determinerà nel prossimo futuro un problema. Offrire quindi una buona formazione vuol dire consentire ai nostri Colleghi dei Paesi in difficoltà di garantire un’adeguata terapia ed assistenza alla popolazione.