Menu

PNRR e ambiente: cosa prevede il piano e quanto è stato fatto?

27/11/2023

Come il PNRR affronta la questione ambientale: i macro-obiettivi, le disposizioni in particolare e lo Stato dell’Arte.

PNRR e ambiente: cosa prevede il piano e quanto è stato fatto?

Come è ormai noto, PNRR è l’acronimo di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e indica un piano di investimenti e riforme per sostenere la ripresa dell’economia italiana a seguito della pandemia da Covid-19 e promuovere la crescita sostenibile a lungo termine. Il PNRR comprende anche misure per affrontare l’inquinamento e la crisi climatica e curare in generale l’ambiente.  

 

In particolare, sono previsti una serie di interventi per la transizione ecologica che contemplino basse emissioni di carbonio, promuovendo l’efficienza energetica, lo sviluppo delle energie rinnovabili e la mobilità sostenibile. Sono stati proposti investimenti per la ristrutturazione energetica degli edifici, l’elettromobilità, lo sviluppo di reti intelligenti e i sistemi di accumulo energetico, nonché per la promozione dell’energia da fonti rinnovabili come solare, eolica e idroelettrica. Il PNRR mira anche a promuovere la transizione verso un’economia circolare, riducendo la produzione di rifiuti e promuovendo il riciclo e riutilizzo dei materiali. Ciò include interventi per migliorare la gestione dei rifiuti, per promuovere l’eco-design dei prodotti, per incentivare il riciclo e lo sviluppo di impianti di recupero energetico da rifiuti. 

 

Un posto di primaria importanza occupa la tutela dell’ambiente naturale, con interventi per la biodiversità, la protezione delle aree naturali e il contrasto alla deforestazione. Si prevede inoltre di ridurre l’inquinamento atmosferico e migliorare la qualità dell’aria, tramite implementazione di politiche volte a ridurre le emissioni di sostanze inquinanti. Complessivamente, il PNRR mira a promuovere una crescita economica sostenibile e resiliente, attraverso investimenti e riforme per affrontare la crisi climatica e ridurre l’inquinamento, salvaguardando l’ambiente per le generazioni future. 

 

Quali sono gli interventi principali sull’ambiente previsti dal PNRR?  

 

Agli interventi principali appena annoverati, si aggiungono anche quelli strumentali ad una cooperazione efficace come la formazione e l’occupazione e l’utilizzo della tecnologia.  

 

Se il PNRR ha previsti investimenti per migliorare l’efficienza energetica degli edifici pubblici, residenziali e commerciali, gli interventi in atto riguardano in particolare l’isolamento termico, la sostituzione degli impianti di riscaldamento e di refrigerazione obsoleti e gli incentivi per l’installazione di pannelli solari per la produzione di energia pulita. 

 

L’obiettivo principe è infatti incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili, come l’eolico, il solare e l’idroelettrico, attraverso progetti di sviluppo e potenziamento delle infrastrutture e la promozione di meccanismi di incentivi per investitori e consumatori. Tutto questo per molteplici ragioni: mettersi al pari con la normativa europea che ha stabilito la prioritaria azione di cambiamento di tutto l’ecosistema urbano per contribuire fattivamente al contrasto al cambiamento climatico; per rendere l’ambiente in cui viviamo certamente più salubre e più pulito e la vita delle città più sostenibili; per lasciare alle generazioni future un mondo più vivibile; per cercare di risollevare l’economia.  

 

A quanto appena descritto, dunque, si aggiunge l’intento di creare spazi verdi, favorire la mobilità sostenibile e migliorare la qualità dell’aria, ma anche di ridurre le emissioni di CO2 nei settori dell’industria, dei trasporti e dell’agricoltura, attraverso il potenziamento delle tecnologie a basse emissioni, l’implementazione di pratiche sostenibili e l’incentivazione dell’uso di veicoli a zero o basse emissioni. In tal modo si creano le basi per l’economia circolare che promuove la transizione verso un modello di economia circolare, attraverso l’implementazione di pratiche di riciclo, riutilizzo e riparazione dei materiali e dei prodotti, al fine di ridurre lo sfruttamento delle risorse naturali e il consumo di energia. 

 

Sono stati, inoltre, stanziati fondi per sostenere la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie e soluzioni innovative e sono state e verranno investite risorse nella formazione professionale e nell’inserimento lavorativo nel settore della transizione ecologica, al fine di favorire la creazione di nuovi posti di lavoro verdi e promuovere una maggiore consapevolezza sulle sfide ambientali.  

 

Le disposizioni in materia ambientale 

 

In particolare, il PNRR 3 convertito prevede delle particolari disposizioni in materia di tutela ambientale e di energia.  

 

Le disposizioni sulla tutela ambientale sono:  

  • Articolo 9 – Comitato centrale per la sicurezza tecnica della transizione energetica e per la gestione dei rischi connessi ai cambiamenti climatici; 
  • Articolo 19 – Disposizioni in materia di funzionamento della Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale VIA-VAS e della Commissione tecnica PNRR-PNIEC, nonché di verifica di impatto ambientale; 
  • Articolo 29 – Disposizioni per la realizzazione degli interventi volti a fronteggiare il rischio di alluvione e il rischio idrogeologico; 
  • Articolo 29-bis – Disposizioni urgenti contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche; 
  • Articolo 45, commi 1-2-ter – Utilizzo dei proventi delle aste CO2 e disposizioni in materia di contrasto all’inquinamento atmosferico; 
  • Articolo 42 – Interventi di rinaturazione dell’area del Po e altre misure per l’approvvigionamento idrico; 
  • Articolo 45, commi 2-quater-2-octies – Pratiche agricole sostenibili per aumentare l’assorbimento di carbonio; 
  • Articolo 45-bis – Supporto del Gestore dei servizi energetici S.p.A. per l’attuazione degli investimenti PNRR di competenza del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica e per le funzioni del Comitato ETS; 
  • Articolo 47, commi 11-bis, 11-ter e 11-quater – Modifiche alle soglie per l’assoggettamento a VIA di particolari impianti fotovoltaici e idroelettrici; 
  • Articolo 51-bis -Disposizioni in materia di bilancio di genere e ambientale; 
  • Articolo 52, commi 1-5 e 5-ter – Disposizioni in materia di interventi di risanamento ambientale. 

 

Quelle per l’energia, invece, riguardano:  

  • Articolo 16, commi 1-3 – Contributo dell’Agenzia del demanio alla resilienza energetica nazionale; 
  • Articolo 16, comma 3-bis – Agenzia del demanio. Comunità energetiche rinnovabili nazionali; 
  • Articolo 41 – Semplificazione per lo sviluppo dell’idrogeno verde e rinnovabile; 
  • Articolo 43 – Disposizioni per l’efficienza energetica a valere sui fondi PREPAC; 
  • Articolo 46 – Semplificazioni in materia di lavori di manutenzione ordinaria sui beni culturali e paesaggistici; 
  • Articolo 47, comma 1 – Disposizioni in materia di incentivi alla produzione di biometano; 
  • Articolo 47, commi 1 – Disposizioni in materia di impianti alimentati da fonti rinnovabili; 
  • Articolo 47, commi 1 – Esenzione dalla valutazione di impatto ambientale per progetti di impianti di energia rinnovabile; 
  • Articolo 47, comma 6-bis – Biometano; 
  • Articolo 47, commi 7-9 – Disposizioni in materia di reti elettriche; 
  • Articolo 47, comma 9-bis – Disposizioni in materia di impianti alimentati da fonti rinnovabili; 
  • Articolo 47, commi 10-11 -Disposizioni in materia di comunità energetiche nel settore agricolo; 
  • Articolo 47-bis -Introduzione di una regolazione cost reflective delle tariffe del servizio di teleriscaldamento; 
  • Articolo 48, commi 1-3 -Disposizioni per la disciplina delle terre e delle rocce da scavo; 
  • Articolo 49, commi 1-3 -Semplificazioni normative in materia di energie rinnovabili, gli impianti di accumulo energetico e per gli impianti agro-fotovoltaici; 
  • Articolo 49-bis -Impianti alimentati a biomassa solida; 
  • Articolo 51, commi da 1-bis a 1-quater -Contributo dei Fondi strutturali europei alla spesa nazionale e al contrasto della crisi energetica.  

 

Sono state, inoltre, inserite delle semplificazioni relative all’acqua e allo sviluppo dell’idrogeno e delle normative riguardanti l’eolico 

 

PNRR e Rivoluzione verde: a che punto siamo? 

 

Come ha raccontato alla stampa di recente Fabrizio Penna, capo Dipartimento PNRR del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, si hanno a disposizione 35 miliardi circa per finanziare una serie articolata di progetti. Si va dalla Strategia nazionale dell’economia circolare all’implementazione del vettore energetico idrogeno, dall’ampliamento di impianti di trattamento rifiuti a progetti faro di economia circolare, dalla rinaturazione del Po ad una gigantesca operazione di riforestazione urbana nelle maggiori Città metropolitane d’Italia. Nel primo semestre di quest’anno sono stati avviati sei “milestone”, mentre altri nove ne sono previsti entro fine anno, rispettando “tutte le scadenze” e dimostrando agli organi comunitari, “attraverso le procedure di verifica e controllo, il raggiungimento degli obiettivi”, dando “un importante contributo all’incasso della terza rata e a quello che avverrà a giorni per la quarta rata, avendo già acquisiti gli obiettivi della quinta”. 

 

Il governo Meloni ha presentato all’Unione europea la richiesta di rimodulazione del Piano, poiché alcune misure risultano essere irrealizzabili, come ad esempio gli investimenti nell’eolico offshore “che sicuramente non possono rientrare nei tempi previsti dal Piano”. 

 

Con riguardo all’economia circolare sono 1300 i progetti, finanziati con 2 miliardi 100 milioni. La loro messa a terra richiede un’alta preparazione tecnica e una grande attenzione alle procedure per la loro attuazione entro il 2026, insieme a tutti gli altri obiettivi e sono in campo molte operazioni per intercettare le giuste figure professionali. È stato, inoltre, rimodulato il RePowerEU alla vista dell’obiettivo di ridurre importazioni dalla Russia. Il Ministero, inoltre, punta su infrastrutture strategiche come il Tyrrhenian link, “il progetto più importante nel panorama nazionale ed europeo di abilitazione al processo di decarbonizzazione e della transizione energetica del settore elettrico”. Allo stesso tempo viene confermato l’impegno per la produzione di energie rinnovabili e per le riforme, primo fra tutte il Testo Unico fonti energetiche rinnovabili.