La stagione influenzale 2025/26 ha raggiunto un picco anticipato e marcato in tutta Italia ed Europa, con numeri di contagi molto elevati. A dominare è l’influenza di tipo A(H3N2), sottoclade K, che si diffonde rapidamente per via della ridotta immunità della popolazione.
Questa variante non è necessariamente più grave dal punto di vista clinico, ma la sua elevata trasmissibilità ha portato a un numero molto alto di persone infette in breve tempo, mettendo sotto pressione pronto soccorso e ospedali.
Stagione influenzale precoce e intensa: pressione sugli ospedali e aumento delle polmoniti
I pronto soccorso italiani registrano accessi in aumento per sindromi respiratorie acute, soprattutto tra anziani e soggetti fragili. Le complicanze più comuni sono polmoniti virali, che rappresentano gran parte dei ricoveri in questa stagione. In diverse regioni, la maggior parte dei pazienti con problemi respiratori è affetta da influenza stagionale, mentre i casi di COVID-19 sono ancora presenti ma meno frequenti. La situazione è aggravata dalla circolazione simultanea di altri virus respiratori e batteri come lo pneumococco.
COVID-19 oggi: presenza residuale ma non trascurabile
Il SARS-CoV-2 continua a circolare, anche se la sua incidenza è più bassa rispetto all’influenza. In alcuni pazienti si osservano coinfezioni, ad esempio influenza più COVID-19 o altri virus respiratori come RSV e rinovirus, complicando ulteriormente il quadro clinico. La convivenza dei virus rende complesso il quadro epidemiologico: sintomi simili rendono difficile distinguere le infezioni senza test.
Come distinguere i sintomi tra influenza e COVID 19
Distinguere influenza e COVID‑19 solo osservando i sintomi è molto complesso, perché le manifestazioni si sovrappongono in gran parte. Entrambe le infezioni possono causare febbre alta e persistente, tosse, affaticamento, dolori muscolari e mal di testa.Tuttavia, esistono alcune differenze utili: l’influenza stagionale di solito ha un esordio brusco, con febbre alta, brividi e dolori diffusi, mentre il COVID-19 può avere un’insorgenza più graduale, con sintomi gastrointestinali come nausea o diarrea e, nelle varianti più recenti, perdita di gusto e olfatto, segnale più tipico ma non esclusivo di SARS‑CoV-2.
Nonostante queste sfumature, nessun sintomo da solo può dare certezza: solo i test diagnostici specifici (tamponi molecolari o antigenici) permettono di identificare con precisione il virus e valutare il rischio di complicanze. Prestare attenzione a febbre che non scende, difficoltà respiratorie o peggioramento dei sintomi è fondamentale, soprattutto per anziani, bambini e persone fragili.
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Complicanze respiratorie e categorie a rischio
La stagione influenzale in corso mostra un aumento delle polmoniti, soprattutto in soggetti fragili, anziani, bambini piccoli e persone con patologie croniche. La circolazione di virus e batteri respiratori concomitanti può aggravare i quadri clinici e aumentare la pressione sugli ospedali.
Prevenzione: vaccini e comportamenti igienici
Il vaccino antinfluenzale aggiornato riduce il rischio di malattia grave e complicanze respiratorie, mentre il vaccino anti-COVID aggiornato mantiene protezione contro le varianti attualmente circolanti. Accanto alla vaccinazione, restano valide le misure igieniche di base, come il lavaggio frequente delle mani, la copertura di naso e bocca quando si tossisce o starnutisce, l’uso della mascherina in caso di sintomi respiratori o in ambienti affollati e l’isolamento domiciliare in caso di malattia.
Quando rivolgersi al medico
È fondamentale contattare un medico se compaiono difficoltà respiratorie importanti, febbre persistente o peggioramento dei sintomi, dolore toracico o confusione. L’attenzione deve essere maggiore per anziani e persone con patologie croniche, più a rischio di evoluzioni gravi.
Concludendo, la stagione influenzale 2025/26 è anticipata e intensa, con picco di casi e ospedali sotto pressione. Il COVID-19 continua a circolare, ma la maggioranza dei ricoveri respiratori riguarda l’influenza. I sintomi da soli non bastano per distinguere i virus, rendendo i test diagnostici indispensabili. La prevenzione tramite vaccini e comportamenti igienici resta la strategia più efficace per ridurre complicanze e proteggere la popolazione.