Non è responsabile di omicidio colposo il medico che rispetta le Linee Guida

Arriva un’altra conferma dalla Corte di Cassazione, è assolta la dottoressa che, nell’intubare un paziente, abbia seguito le Linee Guida

Imprudenza, negligenza e imperizia non possono essere riconosciute nella condotta della dottoressa che, nell’intubare una paziente, rispetta le Linee Guida. È l’ultima conferma da parte della Corte di Cassazione, con la pronuncia n. 5595 del 09 febbraio 2023, che le Linee Guida sono considerate causa di non punibilità ex art. 590-sexies c.p..

Il caso

Un medico anestesista e un medico chirurgo erano stati imputati di omicidio colposo in concorso (ex artt. 110 e 589 c.p.), in quanto “ritenuti responsabili di avere concorso alla morte di una donna sottoposta a intervento chirurgico di asportazione di lesione mammaria determinata da una insufficienza multipla di organi in paziente in coma post-anossico”. In particolare, avrebbero agito con imprudenza, negligenza e imperizia perché, dopo il fallimento di tre tentativi di intubazione della paziente e dopo aver proceduto alla ventilazione forzata, la dottoressa, rilevato un edema nella glottide della donna, avrebbe omesso di praticare una puntura cricotiroidea e tardato colposamente un intervento di tracheotomia.

La decisione della Corte di Cassazione, giunge a conferma sia della sentenza di primo grado che di quella di secondo grado. In tutti e tre i gradi del giudizio è stato, infatti, ampiamente dimostrato che i medici abbiano agito nel pieno rispetto delle regole cautelari imposte in fase di intubazione della paziente e nel rispetto delle linee guida. Dopo aver sottoposto la paziente a dei test per la valutazione del rischio, con esito di grado 2, i medici l’hanno intubata stante l'assenza di indici di pericolosità della procedura.

I precorsi pre-operatori non potevano consentire ai medici di desumere impossibilità di procedere all’intubazione, motivo per cui “nessuna responsabilità neppure nei tentativi successivi di intubazione della paziente, può essere addotta ai medici”.

Manovra eseguita correttamente, nessun ritardo di intervento addebitabile ai medici, nessun abbandono della paziente, nessuna interruzione di somministrazione di ossigeno: questi gli elementi fondanti dell’assoluzione degli imputati, i quali

“(…) non hanno in alcun modo violato le regole cautelari durante la fase di intubazione della paziente, essendo stato giudizialmente accertato (…) modus procedendi conforme alle previste linee guida”.

Le linee Guida come causa di non punibilità

Oltre a un accertamento certosino della condotta, esperito dai Giudici dei primi due gradi di giudizio e alla conseguente valutazione da parte della Corte, non è da sottovalutare la causa di non punibilità legata all’aver seguito le Linee Guida.

La natura di queste ultime è da rintracciare nel principio primo dell’evidence based medicine e proprio qui risiede l’importanza della loro applicazione. L’Istituto Superiore di Sanità, infatti, riconosce tali pratiche come strumento di supporto al processo decisionale, diagnostico e terapeutico, finalizzato a consentire che, fra opzioni alternative, sia adottata quella che offre un migliore bilanciamento tra benefici ed effetti indesiderati, tenendo conto dell’esplicita e sistematica valutazione delle prove disponibili, commisurandola alle circostanze peculiari del caso concreto e condividendola, ove possibile, con paziente o caregiver.

Ormai da tempo e anche per merito della Legge Gelli-Bianco, le Linee Guida o Buone pratiche clinico-assistenziali hanno fatto prepotente ingresso nel panorama giuridico nazionale, tanto da essere individuate come “causa di non – punibilità” ex art. 590-sexies c.p.. La loro ascesa, iniziata con il decreto Balduzzi che è intervenuto per promuovere la qualità dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali, in cardine al principio di sicurezza delle cure e dell’uso appropriato delle risorse, le vede oggi come “leggi scientifiche di copertura”. La produzione normativa, tipica del nostro Paese, succedutasi con la Legge 24/2017 (Gelli-Bianco) ha introdotto e rinforzato i concetti e l’applicazione di raccomandazioni e Linee Guida, fornendo loro maggiore autorevolezza giuridica, rubricando il già citato art. 590-sexies c.p. “Responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario”.

Conclusioni

Come evinto dal caso di specie, che è servito alla Cassazione per ribadire un principio ormai consolidato, oltre al prenderne atto si possono condividere le seguenti riflessioni.

  • È doveroso il riconoscimento, in sede processuale, delle Linee Guida come causa di non punibilità: a loro, infatti, è demandata la natura di fonte normativa di secondo grado, in virtù del riconoscimento formale, avvenuto con l’introduzione dell’articolo del codice penale ad hoc. Risulta essenziale è imprescindibile, per il medico, conformarsi ad esse.
  • Le linee Guida aiutano ad escludere la valutazione soggettiva del caso da parte del Giudice: intese come un particolare espediente di tecnica legislativa, le Linee Guida vengono qualificate, sviluppate e applicate a vantaggio della cosiddetta certezza del diritto e del determinare le decisioni sulla fattispecie di cui è causa, escludendo in tal modo la valutazione soggettiva sui contenuti e i limiti della regola cautelare esistente in astratto e materializzata attraverso queste disposizioni.
  • Indicano con esattezza su cosa dovrà sindacare il Giudice: il Giudice sarà chiamato a vigilare sulla formazione della prova in materia di linee guida e valutare l’adeguatezza delle stesse al caso concreto. In altre parole, il Giudice dovrà esprimere giudizio sull’eventuale imperizia del medico, stabilendo il sussistere o meno della responsabilità, nella scelta oppure nell’esecuzione delle Linee Guida, tenendo in considerazione il caso concreto e l’eventuale divergenza dai casi-studio prospettate dalle raccomandazioni.

Come fare a capire tutto questo?

Semplice, chiedendo spiegazioni a legali specializzati che sappiano dare risposte tecniche corrette e consentano di imprimere ai medici l’importanza della prevenzione, tramite l’applicazione delle Linee Guida e la stipula di una buona polizza di responsabilità medica.

Di: Redazione Consulcesi Club

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