Min. Schillaci su ECM: "Rischio assicurativo non è di piccola portata, colleghi si mettano in regola"

Ecm, rischio assicurativo imminente e delibera per il recupero trienni passati: il ministro della Salute Orazio Schillaci invita i professionisti sanitari a non sottovalutare le conseguenze concrete e a mettersi in regola. Impegno anche per chiudere la convenzione Cogeaps-Agenas.

Sommario

  1. Rischio assicurativo e adempimento ecm: conseguenze gravi
  2. Delibera 1/25 sui trienni precedenti: un'occasione da non sprecare
  3. Premialità per i virtuosi: un dovere
  4. Convenzione Cogeaps-Agenas: punto di svolta nel dialogo
  5. L'evoluzione del sistema ECM passa dalla personalizzazione sui professionisti

Un invito a non sottovalutare il concreto rischio assicurativo e ad approfittare della delibera 1/25 per il recupero dei trienni passati per una formazione a 360 gradi, nonché il solito impegno a portare a risoluzione la convenzione Cogeaps-Agenas. Questi sono stati i temi principali dell'intervista al ministro della Salute Orazio Schillaci sulla formazione continua in medicina, rilasciata a Quotidiano Sanità

Il ministro si è detto soddisfatto della delibera della Commissione Ecm e ha più volte ringraziato Federazioni e Ordini per il grande impegno nel comunicare agli iscritti i rischi legati a non trovarsi in regola con la formazione a conclusione triennio 23-25 e, ancora, a conclusione 2028. Sul rischio assicurativo per i professionisti sanitari, che dal 2026 potranno vedersi rifiutare la copertura dalla compagnia assicurativa se non in regola con almeno il 70% del fabbisogno 2023-2025, ha chiesto attenzione per scongiurare "conseguenze anche maggiori". 

Rischio assicurativo e adempimento ecm: conseguenze gravi

Ministro Schillaci, siamo alla fine del triennio formativo 2023-2025. Un terzo dei professionisti non è ancora in regola. Per il 2026 però, si prefigura un nuovo rischio per chi non è in regola.

"Certo questa cifra non è ancora sufficiente. Ci tengo a ribadirlo per tutti i colleghi che non si trovano in regola con il triennio in conclusione. La formazione è un dovere per tutti i professionisti della Sanità, ed è ciò che ci permette di garantire un’assistenza di qualità ai nostri pazienti. Inoltre dal 2026, come previsto dall’ articolo 38 bis del Decreto Legge n. 152 del 6 novembre 2021 e confermato dal decreto attuativo 232 del 2023, l'efficacia delle polizze assicurative è condizionata all'assolvimento in misura non inferiore al 70 per cento dell'obbligo formativo individuale dell'ultimo triennio utile, in questo caso 2023-2025. Non è un rischio di piccola portata e potrebbe portare a conseguenze anche maggiori. Del resto, lo ribadisco, la formazione ECM, il metodo che ci permette di assicurarsi di avere di fronte un professionista preparato e che di conseguenza può anche evitare gli errori sono grato, da questo punto di vista, alle Federazioni e agli Ordini professionali per aver preso seriamente la necessità di informare i propri iscritti con chiarezza sulle normative vigenti e sui rischi che sono ad essa collegati".

Delibera 1/25 sui trienni precedenti: un'occasione da non sprecare

È dello scorso luglio la delibera 1/25 della Commissione nazionale per la formazione continua che stabilisce come recuperare i trienni precedenti se ci si trova non in regola. Entro e non oltre il 31 dicembre 2028. Cosa ne pensa?

"La delibera era attesa da tempo ed è stata una decisione definitiva da parte della Commissione. La possibilità di recuperare i trienni precedenti non in regola è una grandissima opportunità che suggerisco ai colleghi di non sprecare. Non si tratta di una proroga o di una sanatoria, come mi è capitato di sentire. È l’ultima grande occasione che viene data a chi ha aspettato tanto per mettersi in regola. Alla conclusione del prossimo triennio non ci saranno più scuse e le conseguenze, che ricordo possono arrivare fino alla sospensione dell’attività professionale, saranno molto reali. Spero che il prossimo triennio verrà valorizzato dai colleghi con una formazione a 360 gradi che, oltre a permettere loro di mettersi in regola, li farà sentire soddisfatti come professionisti. Già nel triennio in conclusione ho visto grande impegno da Federazioni e Ordini nel trasmettere questo messaggio, recuperando anche chi si era allontanato".

Premialità per i virtuosi: un dovere

Per chi invece è già in regola con il passato, la delibera prevede delle nuove premialità. Fino a 20 crediti sul triennio 26-28. Pensa sia la strada giusta?

Credo che sia importante gratificare le persone, i professionisti che hanno sempre preso seriamente la propria formazione. Bisogna farlo perché questi colleghi hanno compreso che formarsi e aggiornarsi migliora il proprio lavoro e fa parte della nostra professione. Non è solo una necessità meramente burocratica. Sono quindi soddisfatto della decisione della Commissione ECM perché le persone virtuose e i professionisti virtuosi in questo caso vanno portati ad esempio. Questo dei crediti è solamente uno dei modi di premiarli, ma credo che sia un riconoscimento che veramente andava fatto.

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Dopo la mancata sottoscrizione della convenzione tra Cogeaps e Agenas, dai rappresentanti delle professioni sanitarie è arrivato un forte messaggio di allarme. Chiedono a gran voce che, con il nuovo Commissario straordinario Agenas, si torni a chiudere l’accordo e finalmente alla firma. Crede che anche lei che questo rinnovo sia essenziale in questo momento?

"Io credo che sia importante, appena possibile, che il nuovo commissario professor Americo Cicchetti si veda con i rappresentanti delle professioni degli ordini per trovare insieme una soluzione a questo problema nell'interesse poi credo sia dei professionisti che però anche dei pazienti".

L'evoluzione del sistema ECM passa dalla personalizzazione sui professionisti

Ministro, come vede il sistema di formazione continua da qui a 10 anni?

"Lo vedo evolversi in linea con le necessità dei pazienti. Sempre più tecnologico, immersivo e a portata di mano. Lo vedo diventare una risorsa imprescindibile per i professionisti della Salute, che devono essere messi nella condizione di investire in corsi di qualità e tagliati sulle loro esigenze. Una formazione che interpreta le questioni sanitarie del futuro e le presenta a chi se ne occupa, permettendo ai professionisti di arrivare pronti alla prossima sfida. Il sistema formativo può e deve mantenere la propria credibilità e l’unico modo per farlo è mantenere un alto standard qualitativo. Credo inoltre che sia giusto costruire un obbligo formativo che si adatti alle singole professioni, con l’aiuto dei provider mi auspico sempre più precisione e aderenza ai temi che le categorie professionali chiedono".

Di: Gloria Frezza, giornalista professionista

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