Basta plastica sulle spiagge: Pescara vieterà gli ombrelloni in rafia sintetica

Basta plastica sulle spiagge. Pescara dice no agli ombrelloni in rafia sintetica per proteggere l’ambiente e ridurre l’inquinamento marino.

20 Gennaio 2026, 08:01

Basta plastica sulle spiagge: Pescara vieterà gli ombrelloni in rafia sintetica

Il Comune di Pescara ha annunciato l’avvio di un percorso che porterà all’eliminazione progressiva degli ombrelloni in plastica dalle spiagge cittadine, con una fase di transizione a partire dal 2026 e il divieto definitivo entro il 2028.

La decisione è stata comunicata da Plastic Free Onlus, associazione che da tempo denuncia l’impatto ambientale di questi manufatti e che nel maggio scorso ha promosso una petizione nazionale per chiederne il superamento nei lidi italiani.

Microplastiche invisibili, ma persistenti

Gli ombrelloni in rafia sintetica, spesso utilizzati per il loro aspetto “naturale”, sono in realtà realizzati con fibre plastiche che, esposte a sole, vento e salsedine, rilasciano filamenti e microplastiche. Secondo quanto spiegato da Luca De Gaetano, presidente di Plastic Free Onlus, questi residui finiscono facilmente nella sabbia e nel mare, contribuendo all’inquinamento degli ecosistemi costieri.

Accordo con i balneatori e ordinanza in arrivo

Il provvedimento nasce da un confronto tra amministrazione comunale e gestori degli stabilimenti balneari, che hanno manifestato disponibilità ad affrontare la transizione verso materiali alternativi ed ecocompatibili.
Come riportato anche dalla stampa locale, il Comune procederà con un’ordinanza specifica per regolamentare il passaggio ai nuovi materiali e definire tempi e modalità di adeguamento.

Pescara Comune Plastic Free

La scelta si inserisce in un percorso più ampio di politiche ambientali: Pescara ha ottenuto il riconoscimento di Comune Plastic Free 2025, un risultato che l’amministrazione intende consolidare anche negli anni successivi. Plastic Free Onlus ha annunciato che continuerà a supportare il Comune durante la fase di transizione, promuovendo attività di sensibilizzazione rivolte a cittadini, operatori balneari e turisti.

Un segnale per le coste italiane

Il caso di Pescara rappresenta uno dei primi esempi strutturati di intervento su materiali plastici “strutturali” nelle spiagge, non legati al monouso ma all’allestimento degli stabilimenti. Un segnale che potrebbe fare scuola in altre località costiere, dove l’uso di rafia sintetica è ancora molto diffuso e poco regolamentato.

La lotta alla plastica passa anche da scelte come questa, capaci di incidere in modo concreto sulla riduzione delle microplastiche e sulla tutela del mare.