Classifica clima 2025: Italia scende al 46° posto nelle performance climatiche

Nella classifica globale sul clima 2025 l’Italia perde posizioni e arriva al 46° posto. Scopri i motivi del calo e le sfide per la sostenibilità.

12 Dicembre 2025, 13:51

Classifica clima 2025: Italia scende al 46° posto nelle performance climatiche

Secondo il report Climate Change Performance Index 2025, elaborato da Germanwatch, CAN (Coalition for Action Network) e NewClimate Institute, e presentato alla COP30 di Belém (Brasile), l’Italia retrocede al 46° posto nella classifica mondiale delle performance climatiche, perdendo tre posizioni rispetto all’anno precedente e ben 17 rispetto al 2022 

La classifica include 63 Paesi più l’Unione Europea e misura la performance climatica secondo gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, con criteri legati alle emissioni, alla diffusione delle rinnovabili, all’efficienza energetica e alle politiche climatiche adottate.  

Perché l’Italia arretra nella classifica? 

Diversi fattori pesano sullo scivolone italiano nella classifica 2025: 

1. Politiche climatiche insufficienti 

La performance più debole riguarda la politica climatica nazionale, con un posizionamento tra i peggiori settori del paese. Le misure finora adottate non sono ritenute all’altezza degli obiettivi fissati per limitare il riscaldamento globale.  

2. Riduzione delle emissioni non in linea con gli obiettivi 

Il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) prevede una riduzione delle emissioni di gas serra di circa 44,3% entro il 2030 (inclusi gli assorbimenti forestali), un valore sotto gli standard europei e internazionali.  

3. Transizione energetica lenta 

La quota di energie rinnovabili nel consumo finale di energia è ancora bassa e cresce a un ritmo giudicato troppo lento per raggiungere gli obiettivi prefissati. Questo riduce il contributo dell’Italia alla decarbonizzazione dell’economia.  

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Il contesto globale: chi guida la classifica 

Anche nel 2025 nessun paese raggiunge il livello di performance necessario per contenere l’aumento della temperatura globale entro 1,5°C. Tuttavia, tra i paesi meglio posizionati troviamo Danimarca, Regno Unito e Marocco, che si distinguono per politiche climatiche più ambiziose e transizioni energetiche più avanzate.  

Nella parte bassa della classifica si confermano paesi con forti dipendenze dai combustibili fossili o con politiche insufficienti per la decarbonizzazione.  

Le principali sfide italiane per il clima 

Per migliorare la posizione e contribuire efficacemente alla lotta globale contro il cambiamento climatico, l’Italia deve: 

  • Accelerare la decarbonizzazione del sistema energetico e dei trasporti. 
  • Incrementare drasticamente la diffusione delle energie rinnovabili e l’efficienza energetica. 
  • Rafforzare le politiche climatiche nazionali, rendendole più coerenti con gli obiettivi europei e con l’Accordo di Parigi. 

Questi elementi non solo influenzano la classifica internazionale, ma hanno impatti concreti sulla resilienza del paese di fronte a fenomeni climatici estremi – come ondate di calore e siccità – che negli ultimi anni si manifestano con sempre maggiore frequenza anche in Italia.  

La discesa dell’Italia al 46° posto nella classifica clima 2025 sottolinea un problema strutturale nelle politiche climatiche e nella transizione energetica del paese. Per recuperare terreno sul piano internazionale e contribuire agli obiettivi globali di sostenibilità, è necessario un innalzamento degli standard di ambizione politica e di attuazione delle strategie climatiche.