Inquinamento e smog a Ferrara: qual è la situazione attuale

Analisi dettagliata della qualità dell’aria a Ferrara. Scopri i livelli di inquinamento e smog, le principali fonti di emissioni e le misure adottate per migliorare la situazione ambientale.

12 Dicembre 2025, 08:30

Inquinamento e smog a Ferrara: qual è la situazione attuale

La qualità dell’aria in provincia di Ferrara nel 2024 è risultata complessivamente “Buona” o “Accettabile” in circa 266 giorni su 365, pari a quasi il 73% dell’anno, secondo i dati delle stazioni regionali di monitoraggio. Tuttavia, circa 99 giorni (27%) hanno visto condizioni di aria “Mediocre” o “Scadente”, con problematiche connesse soprattutto ai livelli di PM10 nei mesi invernali e di ozono nei mesi estivi. Non si sono registrate giornate con qualità “Pessima”, ma resta evidente che gli sforamenti degli inquinanti rappresentano un rischio per la salute, soprattutto nei periodi critici della stagione fredda. Questi dati locali, sebbene indichino una situazione non estrema, si inseriscono in un quadro nazionale dove lo smog e le polveri sottili continuano a essere un problema significativo per molte città italiane, come evidenziato dal rapporto Mal’Aria di città 2025 di Legambiente.

Smog in Italia: il quadro del rapporto Mal’Aria di città 2025

Secondo il Rapporto Mal’Aria di città 2025 di Legambiente, presentato nei primi mesi dell’anno, 25 capoluoghi su 98 monitorati nel 2024 hanno superato i limiti di legge per le polveri sottili (PM10), fissati a non più di 35 giorni all’anno con concentrazioni oltre 50 μg/m³. Tra questi centri urbani con livelli critici figurano realtà sia del Nord che del Centro e Sud Italia, con città come Frosinone, Milano, Verona, Vicenza e Padova ai primi posti della classifica degli sforamenti.

La diffusione del fenomeno evidenzia che l’inquinamento atmosferico urbano è un problema strutturale e radicato, che non risparmia nemmeno aree che non sono metropoli densamente popolate. Secondo Legambiente, la situazione peggiorerebbe significativamente con l’entrata in vigore dei nuovi limiti europei al 2030, con oltre il 70% delle città fuorilegge per PM10 e una percentuale simile per il biossido di azoto (NO2).

Questo contesto nazionale rende ancora più evidente l’importanza di intervenire anche a livello locale: a Ferrara, infatti, se per molti mesi dell’anno la qualità dell’aria resta su livelli accettabili, nei periodi più critici emergono superamenti che richiedono misure mirate per ridurre l’inquinamento, soprattutto legato al traffico e agli impianti di riscaldamento.

Ecosistema Urbano 2025: performance ambientali italiane e ruolo dell’aria

Il rapporto Ecosistema Urbano 2025 — realizzato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore — fornisce una fotografia più ampia delle performance ambientali di 106 capoluoghi di provincia, analizzando 19 indicatori relativi ad aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia.

Nella classifica generale, nessuna città raggiunge il punteggio massimo, e solo pochi centri come Trento e Mantova superano la soglia delle prestazioni migliori. Questo indica come le performance ambientali italiane siano diffuse in modo disomogeneo, con molte città che evidenziano difficoltà su vari fronti, tra cui proprio la qualità dell’aria.

Ferrara, come molti altri capoluoghi, deve confrontarsi con questo contesto nazionale in cui l’aria urbana rappresenta uno degli indicatori più critici. I dati di Ecosistema Urbano e di Mal’Aria di città mostrano che la protezione della qualità dell’aria resta una sfida chiave per la sostenibilità urbana e la salute pubblica.

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Le cause principali dell’inquinamento urbano

L’inquinamento dell’aria nelle aree urbane italiane deriva da fattori strutturali correlati al traffico veicolare, all’utilizzo di combustibili fossili per riscaldamento e alle emissioni industriali. Il rapporto Mal’Aria di città 2025 evidenzia come queste sorgenti contribuiscano in modo significativo alle concentrazioni di PM10 e NO2 misurate nelle centraline di monitoraggio, e come la transizione verso forme di mobilità sostenibile e fonti energetiche più pulite sia necessaria per ridurre gli sforamenti e migliorare la qualità dell’aria nei centri urbani.

Impatti sulla salute e prospettive future

Le polveri sottili e gli altri inquinanti atmosferici sono associati a effetti negativi sulla salute umana, in particolare per bambini, anziani e persone con malattie respiratorie o cardiovascolari. Sebbene molti capoluoghi italiane rispettino i limiti di legge vigenti, i livelli attuali restano spesso elevati rispetto alle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e ai nuovi standard europei di qualità dell’aria in arrivo entro il 2030.

Per Ferrara, i dati disponibili mostrano che gran parte dell’anno vede una qualità dell’aria accettabile, ma che i periodi con livelli di PM10 e ozono più alti coincidono con stagioni critiche e richiedono strategie di intervento locali per diminuire l’esposizione e tutelare la salute pubblica.

Ferrara, in conclusione, si trova in una posizione intermedia rispetto alla qualità dell’aria, con buona parte dell’anno con aria accettabile ma con periodi di criticità legati alle polveri sottili e all’ozono. I dati nazionali di Mal’Aria di città 2025 e le performance ambientali di Ecosistema Urbano 2025 evidenziano che l’inquinamento atmosferico resta una sfida per molte città italiane. Per Ferrara, come per altri capoluoghi, è fondamentale proseguire con politiche di mobilità sostenibile, riduzione delle emissioni e monitoraggio continuo per migliorare la qualità dell’aria e la salute della popolazione.