Nobel per l’ambiente’ a Toby Kiers per lo studio dei funghi che catturano CO₂
La ricercatrice Toby Kiers ottiene il “Nobel per l’ambiente” grazie ai suoi studi sui funghi micorrizici, organismi capaci di assorbire CO₂ e mitigare gli effetti della crisi climatica. Una scoperta che cambia il futuro degli ecosistemi.
20 Febbraio 2026, 11:35

Sommario
“Sia i funghi che i bambini richiedono un’incredibile pazienza. Pazienza, ma anche stupore”. Nell’intervista concessa ad Alan Burdick del New York Times, Toby Kiers racconta così il suo rapporto con il mondo invisibile del suolo. Biologa evoluzionista della Vrije University di Amsterdam, americana, classe 1976, madre e visionaria, Kiers ha dedicato trent’anni allo studio di quello che definisce il “sistema circolatorio” della Terra: i funghi. La sua idea di scienza è anticonvenzionale, “punk” come la chiama lei stessa: meno gerarchica, più collaborativa, capace di mettere in discussione i paradigmi dominanti. Un approccio che le è valso il prestigioso Tyler Prize for Environmental Achievement, considerato il Nobel per l’ambiente, rendendola la più giovane scienziata ad averlo ricevuto.
Un premio per l’invisibile
Il Tyler Prize è andato in passato a figure come Jane Goodall, premiata nel 1997 per i suoi studi sugli scimpanzé, Gretchen Daily, che nel 2020 ha quantificato il valore economico del capitale naturale, e Sandra Díaz, riconosciuta nel 2025 per il lavoro sull’integrazione tra natura e società. Nel caso di Kiers, il premio celebra organismi spesso trascurati: tra i due e i cinque milioni di specie di funghi (lieviti, muffe, licheni) privi di cervello e apparentemente marginali. “È un premio per l’invisibile – ha spiegato la scienziata –, per le parti del mondo difficili da comprendere, e una celebrazione dei modi decentralizzati di pensare e operare che i funghi hanno padroneggiato”. Un riconoscimento che sposta l’attenzione da ciò che è spettacolare a ciò che è essenziale.
La rete sotterranea che assorbe CO₂
Sotto i nostri piedi si estende una rete micorrizica che collega radici e piante in un intreccio vitale. I funghi micorrizici studiati da Kiers sono responsabili dell’assorbimento di circa 13 miliardi di tonnellate di CO₂ l’anno nei sistemi del suolo: un volume pari a quasi un terzo delle emissioni globali da combustibili fossili.
Ma il loro ruolo non si limita alla cattura del carbonio. Forniscono nutrienti alle piante, aumentano la tolleranza ai metalli pesanti, migliorano l’assorbimento dell’acqua e favoriscono fiori più grandi e ricchi di zuccheri, fondamentali per sostenere le popolazioni di impollinatori. In altre parole, rendono gli ecosistemi più resilienti e produttivi, contribuendo in modo silenzioso ma decisivo alla stabilità climatica.
Mappare e proteggere il mondo sotterraneo
Per colmare il vuoto di conoscenze su questa rete nascosta, Kiers ha co-fondato la Society for the Protection of Underground Networks (Spun), un’iniziativa che utilizza database di DNA e tecnologie avanzate per mappare la biodiversità fungina globale.
Nel 2025 il progetto ha pubblicato l’Underground Atlas, la prima mappa predittiva delle reti micorriziche del pianeta, rivelando quanto sia esteso e al tempo stesso vulnerabile questo patrimonio biologico. Integrare i funghi nelle strategie climatiche, nelle agende di conservazione e nei programmi di ripristino non è più un’opzione marginale: è una necessità.