Crisi climatica e tensioni globali: il mondo a 85 secondi dalla mezzanotte

Il Doomsday Clock segna il punto più vicino alla catastrofe. Clima, armi nucleari e IA senza regole spingono i rischi, mentre la cooperazione internazionale arretra.

30 Gennaio 2026, 13:50

Crisi climatica e tensioni globali: il mondo a 85 secondi dalla mezzanotte

L’Orologio dell’Apocalisse segna 85 secondi dalla mezzanotte, la distanza più breve mai registrata dalla catastrofe globale. Il segnale degli scienziati del Bulletin of the Atomic Scientists è un richiamo alla responsabilità collettiva: i rischi aumentano mentre la cooperazione tra Stati diminuisce. Le grandi potenze vengono descritte come “sempre più aggressive, avversarie e nazionaliste”, in un contesto dove la competizione prevale sul coordinamento. Tra le minacce considerate, la crisi climatica occupa un posto centrale: eventi estremi, riscaldamento globale e dipendenza dai combustibili fossili rendono il quadro ambientale sempre più instabile e intrecciato agli altri rischi globali.

Clima: la minaccia sottovalutata

La crisi climatica non è più uno scenario futuro ma una pressione già presente su ecosistemi, economie e stabilità sociale. Gli scienziati sottolineano che le soluzioni tecnologiche esistono (energie rinnovabili mature, dati scientifici solidi, strategie di transizione) ma manca la volontà politica di applicarle con rapidità e coerenza.

Il fallimento nel contrastare il cambiamento climatico amplifica anche conflitti e disuguaglianze, creando terreno fertile per instabilità geopolitiche. L’avvertimento è esplicito nella nota stampa: “Un anno fa, avvertivamo che il mondo era pericolosamente vicino a un disastro globale e che qualsiasi ritardo nell’inversione aumentava la probabilità di catastrofe – si legge nel comunicato di Bulletin of the Atomic Scientists – . Invece di ascoltare questo avvertimento, Russia, Cina, Stati Uniti e altri grandi paesi sono diventati sempre più aggressivi, avversali e nazionalisti. Le consapevolezza globale conquistate con fatica stanno crollando, accelerando una competizione tra grandi potenze a vicenda e minando la cooperazione internazionale fondamentale per ridurre i rischi di guerra nucleare, cambiamento climatico, uso improprio della biotecnologia, la potenziale minaccia dell’intelligenza artificiale e altri pericoli apocalittici.”

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Nucleare e tecnologie: rischi che si sommano

Il pericolo globale non deriva da una sola fonte ma dalla somma di più fronti critici. La nuova corsa agli armamenti nucleari aumenta la possibilità di errore o escalation. Come afferma Jon B. Wolfsthal, direttore della Federation of American Scientists (FAS)  e membro del SASB: “Nel 2025 è stato quasi impossibile individuare un solo aspetto in cui la situazione nucleare sia migliorata”. A questo si aggiungono intelligenza artificiale e biologia sintetica, capaci di generare benefici ma anche danni su larga scala se prive di controlli. In questo scenario, la crisi ambientale agisce da moltiplicatore di instabilità. Il messaggio finale degli scienziati è netto: il disastro non è inevitabile, ma diventa probabile quando la cooperazione cede il passo alla rivalità.