Le rinnovabili hanno superato i combustibili fossili nella produzione elettrica europea nel 2025

Nel 2025 le energie rinnovabili hanno superato per la prima volta i combustibili fossili nella produzione elettrica europea. Un sorpasso storico che segna l’accelerazione della transizione energetica dell’UE.

16 Febbraio 2026, 14:07

Le rinnovabili hanno superato i combustibili fossili nella produzione elettrica europea nel 2025

Le buone notizie non vanno cercate a tutti i costi. Se diventano forzate, perdono credibilità. Ma quando sono solide, documentate e significative, è giusto sottolinearle. Nel 2025, per la prima volta, eolico e solare hanno generato più elettricità dei combustibili fossili nell’Unione Europea: 30% contro 29%. Il dato emerge dalla European Electricity Review, pubblicata dal think tank globale Ember, che analizza produzione e consumi elettrici in tutti i 27 Paesi membri.

Come osserva l’autrice Beatrice Petrovich, questo “storico sorpasso” dimostra la velocità con cui l’UE si sta orientando verso un sistema elettrico alimentato da sole e vento. In un contesto in cui la dipendenza dai fossili alimenta instabilità geopolitica e volatilità dei prezzi, la transizione energetica non è più solo una scelta ambientale: è una necessità economica e strategica.

Il boom del solare e la trasformazione strutturale del sistema elettrico

Il risultato del 2025 è trainato soprattutto dal solare, cresciuto del 20,1% per il quarto anno consecutivo e arrivato a coprire il 13% della produzione elettrica UE, superando carbone e idroelettrico. In cinque anni, la quota combinata di eolico e solare è salita dal 20% (2020) al 30% (2025), mentre i fossili sono scesi dal 37% al 29%. Non è un rimbalzo occasionale: è un cambiamento strutturale.

Le rinnovabili nel complesso hanno coperto il 48% dell’elettricità europea, nonostante condizioni meteo atipiche che hanno penalizzato idroelettrico (-12%) ed eolico (-2%). L’eolico resta comunque la seconda fonte elettrica dell’UE al 17% e ha prodotto più elettricità del gas. In 14 Paesi su 27, eolico e solare hanno superato i fossili. L’Italia si inserisce pienamente in questa dinamica: nel 2025 la generazione solare è cresciuta del 24%, arrivando al 17% della produzione nazionale.

Il nodo del gas: costi economici e vulnerabilità geopolitica

Accanto al progresso delle rinnovabili, resta il problema del gas. Nel 2025 la produzione elettrica da gas in UE è cresciuta dell’8%, soprattutto per compensare il calo dell’idroelettrico, ma rimane comunque inferiore del 18% rispetto al picco del 2019. Il vero dato critico riguarda i costi: le importazioni di gas per la generazione elettrica hanno raggiunto i 32 miliardi di euro (+16% rispetto al 2024), con Italia e Germania a pagare il conto più salato.

Le ore di maggiore utilizzo delle centrali a gas hanno spinto i prezzi medi dell’elettricità in UE dell’11% rispetto all’anno precedente. Secondo Petrovich, la priorità ora deve essere ridurre la dipendenza dal gas: non solo per ragioni climatiche, ma per contenere i prezzi e limitare la vulnerabilità dell’Unione ai Paesi esportatori di combustibili fossili. In Italia si iniziano a vedere segnali positivi grazie a un maggiore utilizzo delle batterie per immagazzinare energia rinnovabile e utilizzarla nelle ore serali, riducendo il ricorso alle centrali termoelettriche.

L’Italia tra contraddizioni politiche e opportunità strategiche

Il caso italiano è emblematico. Da un lato, il governo guidato da Giorgia Meloni continua a puntare sul gas come combustibile primario, mentre si discute di mantenere centrali a carbone e di rilanciare il nucleare. Dall’altro, i numeri indicano che la strada più efficace per ridurre strutturalmente i prezzi dell’energia è accelerare sulle rinnovabili.

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Michele Governatori, senior advisor energia di ECCO, sottolinea che nel 2025 l’Italia ha prodotto circa 10 terawattora in più da fotovoltaico nonostante ostacoli burocratici rilevanti. Le rinnovabili, integrate con sistemi di stoccaggio, maggiore flessibilità e una più rapida elettrificazione dei consumi, rappresentano la leva più solida per garantire energia pulita, sicura ed economicamente accessibile.

L’Italia, che già detiene circa il 20% della capacità operativa di accumulo su larga scala dell’UE, potrebbe vedere la propria capacità di batterie crescere fino a sei volte rispetto ai livelli del 2025. Se questa traiettoria verrà sostenuta con coerenza politica e semplificazioni amministrative, il Paese potrà trasformare una vulnerabilità storica — la dipendenza dal gas — in un vantaggio competitivo nel nuovo scenario energetico europeo.