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Benessere sessuale: un diritto (ancora) negato

02/09/2022

Il benessere sessuale è un diritto umano. In Italia, come altrove, dove diritti sessuali sono ancora minacciati e negati, è fondamentale ripartire dall’educazione e dai professionisti della salute.

Benessere sessuale: un diritto (ancora) negato

“La salute e i diritti sessuali e riproduttivi delle donne sono diritti umani. (…) Gli Stati devono riconoscere e affrontare queste violazioni e impegnarsi fermamente per il progresso dell’uguaglianza di genere in questa sfera cruciale della vita”, aveva dichiarato il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muižnieks nel 2017 pubblicando un rapporto su tale argomento.

 

Questo ribadiva che tutti gli Stati europei devono garantire “il diritto alla vita, alla salute, alla privacy, alla non discriminazione e il diritto di non essere vittime di tortura e maltrattamento”, nonché a “un’educazione sessuale completa, una contraccezione moderna, e l’accesso a un’interruzione di gravidanza sicura e legale e a cure di qualità per la salute materna”.

 

Tali urgenze erano state ulteriormente avvalorate nel 2021 dall’Assemblea riunita in plenaria che, riconoscendo “la salute sessuale e riproduttiva come diritti umani fondamentali”, affermava che i diritti della Donna erano “al centro dell’azione” e “in cima alle priorità” dell’Ue.

 

I diritti sessuali in Europa 

 

Nonostante tali mobilitazioni, in Italia come in molti altri Paesi europei, ancora oggi si è lontani dal vedere questi diritti riconosciuti.

 

Nel Belpaese, oltre alla mancanza di programmi di educazione sessuale (e affettiva) nelle scuole,  molte donne si vedono per esempio negato il diritto all’aborto a causa dell’alto numero di medici obiettori di coscienza.

 

Ma anche nel resto dell’Europa, come aveva sottolineato Muižnieks di fronte al Consiglio d’Europa, i diritti sessuali e quindi il relativo diritto al benessere sessuale “sono ancora negati o limitati a causa di norme, politiche e pratiche che in definitiva riflettono persistenti stereotipi e disuguaglianze di genere”.

 

Tra gli ultimi accadimenti, in Serbia la parata dell’EuroPride 2022 è stata annullata a causa di minacce di gruppi estremisti, secondo quanto dichiarato dal presidente Aleksandar Vucic; mentre altre politiche contro la “propaganda lgbt” continuano a diffondersi dalla Russia all’Ungheria fino all’ultimo caso della Romania; in Polonia, già nota per la sua negazione del diritto all’aborto in quasi tutti i casi, è ora previsto un registro delle gravidanze.

 

Il benessere sessuale 

 

Dal momento che è definito come uno stato di “benessere relativo alla sessualità che riguarda la sfera fisica, emotiva, psicologica e sociale”, il benessere sessuale è raggiungibile solo tenendo in considerazione l’orientamento, l’identità di genere, l’espressione sessuale, le relazioni e il piacere.

 

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che pone questo concetto alla base dei diritti sessuali, il raggiungimento di tale benessere è possibile solo attraverso l’accesso a informazioni affidabili sul sesso e sulla sessualità, a conoscenze circa i rischi del sesso non protetto e alla possibilità di avere cure sanitarie per l’apparato riproduttivo e vivere in un ambiente che promuove il benessere sessuale.

 

Oggi come (e forse più) di ieri allora sono vitali giornate mondiali come quella che si celebra il 4 settembre, con le azioni e le parole di sensibilizzazione che propone e con le quali cerca di incoraggiare e facilitare la consapevolezza sul tema.

 

In questo contesto, di fondamentale importanza è anche una maggiore formazione in materia per i professionisti della salute, i quali per primi hanno il compito di promuovere il raggiungimento di tale condizione.

 

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La Giornata Mondiale della salute sessuale

 

Con lo scopo di informare e legittimare il tema della sessualità, nonché di aumentare la consapevolezza attorno alla salute sessuale, nel 2010 la World Association for Sexual Health – WAS ha dichiarato il 4 settembre come la Giornata mondiale della salute sessuale.

 

Il tema scelto per quest’anno è “Let’s talk pleasure” (parliamo di piacere), un’occasione per tornare su uno degli argomenti ‘tabù’ per eccellenza, e ribadire il principio secondo cui, contrariamente da quanto spesso si crede, il benessere sessuale non consiste solo nell’assenza di disfunzioni, malattie o infermità.

 

“Riconoscendo il piacere sessuale come una parte fondamentale dei diritti sessuali, della salute sessuale e del benessere sessuale”, l’associazione internazionale “esorta tutti i governi, le organizzazioni internazionali intergovernative e non governative, le istituzioni accademiche, le autorità sanitarie ed educative, i fornitori di assistenza sanitaria, i professionisti che lavorano nel campo della sessualità” a “promuovere l’esperienza sessuale e l’esperienza del piacere nella legge e nella politica”, riconoscendo come queste siano ancora spesso ostacolate da barriere radicate in diversi sistemi che comprendono norme, costumi e ingiustizie economiche.

 

Sex education e self-help 

 

A scuola e a casa non se ne parla e di fronte alle informazioni presenti online, spesso approssimative o contradditorie, ci si sente soli e spaesati. Per cercare di colmare questa mancanza di conoscenze soprattutto attorno alla salute sessuale femminile, e incoraggiare la conversazione attorno ad argomenti tabù, negli ultimi anni sempre più attiviste, psicologhe e sessuologhe ma anche artiste e scrittrici, si stanno mobilitando mettendo in piedi iniziative e strumenti di informazione: dalla enciclopedia “di comunità” Pussypedia.net (per ora disponibile solo in inglese e spagnolo) alla piattaforma di sex education Climax fondata in Francia nel 2019 con l’obiettivo “di creare uno spazio sicuro dedicato al benessere sessuale”.

 

Il ruolo dei professionisti nell’educazione sessuale 

 

Troppo spesso quando ci si rivolge ad uno specialista della salute, dal medico di base al ginecologo, si prova ancora vergogna a parlare di esperienze e possibili disfunzioni sessuali e, quando si trova il coraggio di chiedere spiegazioni a questi, si deve fare i conti con una scarsa formazione e retaggi culturali ancora fortemente radicati.

 

Lo testimoniano i tanti forum online sui quali giovani e meno giovani cercano consiglio e sostegno ma anche le tante esperienze raccolte da Violeta Benini, “ostetrica poliedrica” specializzata in Sessualità Consapevole, rieducazione e riabilitazione del pavimento pelvico, nota alla community online come la “Divulvatrice” che oltre a fornire servizi di consulenza, attraverso i suoi canali social e corsi di formazione, come quello realizzato in collaborazione con Consulcesi sui tabù dell’anatomia e sessualità femminile affronta argomenti e falsi miti legati all’apparato riproduttivo e alla sessualità femminile.

 

Dall’imene all’anatomia della vulva, dalla verginità all’educazione sessuale, la Benini non lascia nulla non detto e approfondisce questioni come il dolore pelvico e quello mestruale, ma anche le cause legate alla difficoltà di provare piacere e le gravi conseguenze relative a violenze psicologiche.

 

Il corso “Anatomia e sessualità femminile: abbattiamo i tabù”, organizzato con il provider leader nell’Educazione Continua in Medicina (ECM) e disponibile fino al 31 dicembre, data ultima per conseguire i crediti formativi obbligatori previsti dalla Legge, si propone di formare, o meglio riformare, medici e personale sanitario, proprio su una molteplicità di problematiche che spesso vengono lasciate irrisolte: dal dolore durante i rapporti sessuali, alle contrazioni involontarie dei muscoli intorno alla vagina, fino alla mancanza di desiderio, ponendo queste in relazione alle patologie e alle condizioni che ne sono concausa o che ne conseguono.

 

Sempre sul tema del benessere e della salute sessuale e femminile, il corso “Paziente virtuale: gestire la PCOS con una corretta alimentazione” affronta il tema della sindrome dell’ovaio policistico, una delle cause più comuni di infertilità. Il corso, in modalità interattiva prende in esame anche manifestazioni cliniche collegate al disturbo, come obesità, resistenza insulinica e irregolarità mestruali.

 

Sul tema del ciclo mestruale e delle relative problematiche, ricordiamo anche la video-lezione “I disturbi del ciclo mestruale: come individualizzare la terapia”: partendo dall’analisi di casi clinici, si struttura un percorso didattico volto a formare i professionisti sanitari sulle alterazioni del ciclo e sulle loro cause più comuni, con l’obiettivo di individuare terapie personalizzate ed efficaci.