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Il Counselling sanitario: uno strumento per migliorare il rapporto medico-paziente

18/09/2021

Il Counselling sanitario: uno strumento per migliorare il rapporto medico-paziente

Disponibile il corso “Il counselling in ambito sanitario. Come costruire una relazione efficace con il paziente”. È il nuovo corso da 32,5 crediti che, oltre a dare agli operatori sanitari gli strumenti per migliorare il rapporto medico-paziente, li avvicina all’obiettivo di assolvere agli obblighi formativi in scadenza il prossimo 31 dicembre.


Un fenomeno sotto gli occhi di tutti: le aggressioni, sia verbali che fisiche, ai danni di operatori sanitari ed esponenti del mondo scientifico si sono moltiplicate da quando è scoppiata la pandemia, e ancor di più con l’inizio della campagna vaccinale anti-Covid.

Oltre quelle che hanno colpito medici “famosi”, ce ne sono centinaia di altre lontane dai riflettori. Insieme alla sempre più diffusa cultura No Vax, questo è il segno che il rapporto medico-paziente si sta progressivamente usurando.

Così  il counselling sanitario assume valore in questo momento più che mai.

“Il counselling sanitario è uno stile comunicativo che rende fertile la comunicazione con i pazienti, i caregivers e i colleghi”, spiega la Dottoressa Lucilla Ricottini, formatrice esperta nei campi della comunicazione in sanità e della gestione dei conflitti, nonché responsabile del nuovo corso Consulcesi.
“La relazione con la cura è complessa come poche altre. Nel corso della formazione per i medici e i professionisti sanitari – continua – si è dato per scontato il possesso di abilità elementari sufficienti per costruire una relazione di cura soddisfacente. Nel passato nessuno si è occupato veramente a insegnare come entrare in una relazione, come condurre e come chiudere e uscire da una relazione di cura, ovvero il ciclo del contatto. In realtà, non tutti gli operatori sanitari, anche quelli particolarmente abili con la comunicazione quotidiana, sono dotati per natura di una specifica attitudine con la relazione interpersonale. Tra i modelli e approcci relazionali, il counselling sanitario rappresenta una proposta di grande valore”.

Il corso “Il counselling in ambito sanitario. Come costruire una relazione efficace con il paziente” si articola partendo dall’anatomia del sistema nervoso e dal funzionamento dei neurotrasmettitori, per poi passare alla biologia delle emozioni e alla teoria della comunicazione, arrivando poi al counselling, di cui si spiegano le radici, la teoria e diverse pratiche. Infine, viene descritta l’applicazione del counselling nello specifico ambito sanitario, anche come forma di prevenzione e gestione delle situazioni che generano violenza.

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“Il percorso didattico proposto – spiega Ricottini – intende offrire gli strumenti per migliorare la qualità e l’efficacia della relazione tra professionista sanitario e paziente (e tra professionista e famiglia del paziente o colleghi), grazie allo sviluppo di maggiori capacità empatiche e all’acquisizione di competenze, tra cui: l’ascolto attivo, la riformulazione, le tecniche motivazionali e la gestione empatica dello stress e dei conflitti”.

Il nodo centrale dell’attività del medico e di ogni professionista sanitario, secondo l’esperta, è la sua relazione con il paziente che di per sé è terapeutica: il medico stesso è la prima medicina.

“Con il giusto approccio si può ottenere: adesione alla cura, attivazione delle risorse interne necessarie per affrontare la malattia, riduzione del vissuto ansioso e delle richieste di attenzione”, sottolinea Ricottini. Anche la violenza e la generale sfiducia verso gli operatori sanitari, secondo l’esperta, si può combattere con un’adeguata formazione. “Le abilità di counselling dovrebbero diventare parte integrante del bagaglio culturale del professionista sanitario, rendendo più efficace l’intervento e migliorando i risultati”, conclude Ricottini.