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Radon: ecco come arriva nelle nostre case e perché ci fa ammalare

18/07/2023

Il Radon è un gas naturale nobile, ovvero non interagisce chimicamente con altri elementi. Per questo, la differenza di temperatura tra l’interno di un edificio (più caldo) e l’esterno (più freddo) causa la depressione, un meccanismo che permette al Radon di “entrare” nelle abitazioni. Maggiori saranno concentrazione e tempo di esposizione e più aumenterà la possibilità di sviluppare un tumore ai polmoni

Radon: ecco come arriva nelle nostre case e perché ci fa ammalare

Il Radon, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è la seconda causa di tumore al polmone, dopo il fumo di sigaretta, la prima per i non fumatori. In Italia, ogni anno, circa 3.200 persone perdono la vita per un tumore polmonare sviluppatosi a seguito di esposizione a questo gas (dati dell’Istituto Superiore di Sanità). Il rischio di contrarre il cancro polmonare aumenta in modo proporzionale alla concentrazione di Radon e al tempo di esposizione individuale.

 

Cos’è il Radon

 

“Il Radon – spiega Vincenzo Giovine, geologo Società italiana di Medicina Ambientale e componete della Fondazione del Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi – è un gas naturale nobile (ovvero che non interagisce chimicamente con gli altri elementi) inodore e incolore, che si genera per decadimento dell’uranio. Le rocce che ne risultano particolarmente intrise sono quelle ignee, ovvero di origine magmatica”. Di conseguenza, nelle regioni italiane dove ce n’è una maggiore prevalenza, ci sarà anche una concentrazione più alta di gas Radon. “Ne sono un esempio la Campania e il Lazio, dove ci sono vulcani, passati e attuali – aggiunge Giovine -, ma anche le regioni alpine, come la Lombardia e il Friuli, i cui paesaggi sono caratterizzati da rocce di natura granitica ad alta concentrazione di gas Radon”.

 

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Perché il Radon nuoce alla salute

 

Le radiazioni ionizzanti, che derivano dal decadimento del Radon inalato, possono produrre – con una probabilità tanto maggiore quanto più alta è la quantità di Radon inalata – dei danni al Dna cellulare. Questi danni, se non correttamente riparati dai meccanismi cellulari, possono evolversi in un tumore al polmone. L’unità di misura della concentrazione di Radon in aria è il Bq/m3. Il Becquerel (Bq) indica il numero di decadimenti di Radon che avvengono in un secondo. “In Italia nei luoghi confinati la presenza media è di 70 Becquerel di Radon, 50 in Europa e 40 nel mondo. Quindi la concentrazione nel nostro Paese – sottolinea l’esperto – è quasi doppia rispetto al resto del mondo”.

 

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Perché si trova nelle abitazioni

 

In genere, è la piccola depressione che esiste tra l’interno degli edifici ed il suolo a permettere la penetrazione del Radon nei luoghi chiusi. Tale depressione, che provoca l’aspirazione dell’aria dal suolo, ricca di Radon, verso l’interno dell’edificio, è dovuta alla differenza di temperatura tra l’interno dell’edificio (più caldo) e l’esterno (più freddo). Di conseguenza, che il Radon possa essere presente solo nelle cantine e nei luoghi sotterranei è una falsa credenza. “Il Radon può trovarsi sia in ambienti chiusi, che all’aperto. Ma la concentrazione all’esterno sarà molto più bassa che nei luoghi chiusi”, sottolinea il geologo.

 

La legge

 

L’Italia ha recepito la Direttiva europea attraverso il decreto legislativo 101/2020, in vigore dal 27 agosto 2020, che ha emanato nuove disposizioni relative al controllo del Radon nei luoghi di lavoro, a partire dall’introduzione di un nuovo livello di riferimento pari a 300 Bq/m3, come concentrazione media annua di attività di Radon in aria nei luoghi di lavoro e nelle abitazioni. “Per gli edifici che verranno costruiti dopo il 31/12/2024 il limite è fissato a 200 Bq/m3”, puntualizza Giovine.

 

Come misurarne la concentrazione nei luoghi confinati

 

Il rischio di sviluppare un tumore al polmone aumenta in modo lineare con la concentrazione di Radon, ma ad oggi non è stata trovata una concentrazione di soglia al di sotto della quale il rischio sia pari a zero. Per cui, anche concentrazioni basse di Radon possono far aumentare, pure se di poco, il rischio di tumore al polmone. Per ridurre questo rischio chi è fumatore deve smettere di fumare: gli effetti combinati di Radon e fumo di sigaretta, infatti, aumentano le possibilità di sviluppare un cancro del polmone. “Poi – aggiunge il geologo è necessario misurare la concentrazione di Radon nella propria abitazione e, laddove risultasse elevata, procedere alle azioni di risanamento capaci – conclude Giovine – di ridurne i quantitativi”.

 

Isabella Faggiano, giornalista professionista