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Lo scudo penale e il decreto milleproroghe

07/02/2024

Lo scudo penale potrebbe essere esteso a tutto il 2024, a causa della penuria di medici, in attesa dell’emanazione dell’attesa riforma della responsabilità sanitaria, che sembra essere fortemente voluta dal Ministro della Salute.

Lo scudo penale e il decreto milleproroghe

Dal 31 gennaio 2020 al 31 marzo 2022, il Consiglio dei Ministri ha deliberato – e prorogato varie volte – lo stato di emergenza, per contrastare la diffusione in Italia dell’epidemia da COVID-19. L’istituzione dello stato di emergenza ha portato con sé numerosi obblighi per i cittadini, i quali spesso hanno dovuto sacrificare la propria libertà personale per la tutela del diritto fondamentale della salute dell’intera collettività.

 

Durante lo stato di emergenza l’art. 3 bis del decreto legge n°44/2021 ha introdotto nel nostro ordinamento il cosiddetto scudo penale, in virtù del quale gli esercenti la professione sanitaria sono punibili per la morte o le lesioni di un paziente solo nei casi di colpa grave. Lo scudo è stato introdotto con lo scopo di consentire ai medici di assistere i pazienti con tranquillità mentale durante il periodo emergenziale, evitando loro lo stress mentale di dover lavorare con la costante paura di essere denunciati per presunta malpractice dai familiari dei pazienti affetti da COVID-19.

 

La norma sullo scudo penale precisa che il giudice, quando deve valutare il grado della colpa di un medico deve tenere conto, per escludere la gravità della condotta, dei seguenti fattori:

 

  • la limitatezza delle conoscenze scientifiche al momento del fatto sulle patologie da SARS-CoV-2 e sulle terapie appropriate,
  • la scarsità delle risorse umane e materiali concretamente disponibili in relazione al numero dei casi da trattare,
  • il minor grado di esperienza e conoscenze tecniche possedute dal personale non specializzato impiegato per far fronte all’emergenza.

 

In pratica, il Legislatore ha voluto proteggere i medici che operavano durante lo stato d’emergenza, a proprio rischio e pericolo, per la salute collettiva, come se fossero in guerra.

 

Il decreto milleproroghe e l’emendamento sullo scudo penale

 

In teoria lo scudo penale sarebbe dovuto cessare con la fine dello stato di emergenza da COVID-19; tuttavia, la carenza di medici nel Servizio Sanitario Nazionale ha fatto sì che fossero proprio i professionisti, tramite i loro rappresentanti ordinistici, a chiedere una proroga dello scudo per far fronte alla penuria di personale.

 

A questo punto entra in gioco il decreto milleproroghe 2024, contenente la proroga di varie disposizioni normative eterogenee, tra cui quelle inerenti la salute, contenute nell’articolo 4. Il decreto milleproroghe è un decreto legge, cioè un atto avente forza di legge la cui caratteristica è quella di entrare in vigore subito dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di avere, al contempo, un’efficacia limitata a 60 giorni, decorsi i quali le disposizioni ivi contenute decadono se il decreto non viene convertito in legge.

 

La legge di conversione del decreto milleproroghe 2024 è attualmente in discussione alla Camera dei Deputati. La caratteristica della legge di conversione di un decreto legge – specie del decreto milleproroghe – è la possibilità di inserire, su iniziativa parlamentare, ulteriori modifiche normative rispetto a quelle contenute nel decreto legge.

 

La proposta sarà accettata?

 

Con la proposta emendativa 4.81 un gruppo di parlamentari ha suggerito di modificare l’art. 4 del decreto milleproroghe, aggiungendo un ulteriore comma (il numero 8 bis), che contenga la proroga sino al 31 dicembre 2024 dello scudo penale per gli esercenti la professione sanitaria, in considerazione della contingente situazione di grave carenza di personale e in attesa dell’imminente riforma sulla responsabilità medica.

 

La proposta è attualmente in fase di esame alla Camera, e per poter diventare legge il suo testo deve essere approvato, senza ulteriori modifiche, sia dalla Camera dei Deputati che dal Senato della Repubblica. Un’ulteriore possibilità è quella che il testo della legge di conversione con la modifica in materia di scudo penale, una volta approvata dalla Camera, venga discussa in Senato con la proposizione da parte del Governo della cosiddetta questione di fiducia: ciò significa che il Governo potrebbe chiedere al Parlamento di confermare la sussistenza del rapporto fiduciario, votando il testo del milleproroghe per appello nominale. In tal caso, i numeri parlamentari consentirebbero alla maggioranza di governo di ottenere facilmente l’approvazione del Milleproroghe, senza dover passare per l’ulteriore esame del testo in Senato, risparmiando così molto tempo nell’iter legislativo.

 

Per capire se lo scudo penale sarà o meno prorogato sino a fine anno, perciò, dovremo attendere la conclusione dei vari passaggi parlamentari, che potrebbe durare almeno un mese; tuttavia, dalla maggioranza di governo arrivano segnali incoraggianti, dato che l’obiettivo del Ministro della Salute Schillaci, in materia di responsabilità medica, sembra essere quello di una riforma radicale che preveda la punibilità del professionista sanitario per malpractice esclusivamente in caso di dolo.

 

 

Manuela Calautti, avvocato