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Legge 219 del 2017: cos’è e cosa prevede il Testamento Biologico

21/06/2022

La Legge sul Testamento Biologico spiegata ai non addetti ai lavori. Dall’importanza di redigere una Disposizione Anticipata di Trattamento agli elementi a cui prestare maggiore attenzione.

Legge 219 del 2017: cos’è e cosa prevede il Testamento Biologico

È nata come Legge sul Testamento Biologico ed è la n. 219 del 2017, entrata in vigore il 31 gennaio 2018.

 

Sulla base dei principi dell’ordinamento italiano ed europeo, nel pieno rispetto dei diritti umani e della tutela alla salute, alla dignità umana e all’autodeterminazione, la legge ha introdotto un’importantissima novità: i DAT ovvero le disposizioni anticipate di trattamento. Così, se nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata tranne nei casi previsti dalla legge, ogni persona titolare di diritti soggettivi può disporre sui trattamenti sanitari da ricevere o da rifiutare nei casi in cui si trovassero in condizioni di incapacità.

 

In cosa consistono le DAT?

DAT sta per Disposizioni Anticipate di Trattamento che, in previsione di una eventuale ipotesi di incapacità di autodeterminazione, si esprimono in merito all’accettazione e al rifiuto di determinati:

  • Esami diagnostici
  • Scelte terapeutiche, in generale
  • Singoli trattamenti, in particolare

Dal 2018 si può disporre e quindi si possono redigere le DAT a due condizioni: è necessario essere maggiorenni e capaci di intendere e di volere nel momento in cui si redigono. È possibile effettuare queste scelte sulla base del chiarimento che prende in considerazione il fatto che nutrizione e idratazione artificiale mediante dispositivi medici e su prescrizione medica sono considerati a tutti gli effetti “trattamenti sanitari”.

Come si manifestano le DAT? 

Le DAT, e quindi le manifestazioni della volontà, possono avvenire in diversi modi:

  • Tramite atto pubblico notarile
  • Scrittura privata autenticata dal notaio
  • Scrittura privata semplice consegnata all’Ufficio di Stato Civile del Comune di residenza di chi dispone.

La legge notarile prevede, inoltre, la possibilità di stipulare l’atto in presenza di due testimoni, anche attraverso una videoregistrazione o un dispositivo che consenta di comunicare e che possa facilmente permettere il riconoscimento del disponente. Questi strumenti sono utili nel caso in cui, ad esempio, il disponente non sia in grado di firmare.

La Legge chiarisce che le DAT possono essere modificate in qualsiasi momento utilizzando la stessa forma con cui sono state redatte oppure, per motivi di urgenza o impossibilità, tramite altro metodo di dichiarazione ritenuto più consono alla contingenza del momento e rilasciate ad un medico in presenza di due testimoni.

È preliminare e preventiva l’importanza del disponente ad acquisire adeguate informazioni mediche dettagliate sulla scelta intrapresa da manifestare. Inoltre, sono valide tutte le manifestazioni a riguardo esternate durante il periodo di vuoto normativo, purché non risultino in contrasto con le disposizioni della normativa vigente.

La legge, inoltre, prevede la possibilità e non l’obbligo di nominare un fiduciario che sostituisca il disponente divenuto incapace nei rapporti con i medici e la struttura sanitaria, eventualmente consentendo di disattenderle, di concerto con il medico, solo nel caso in cui: appaiano palesemente incongrue, non siano corrispondenti alla condizione clinica attuale del paziente, siano sopravvenute terapie non prevedibili alla data di redazione delle DAT.

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Cosa succede in caso di contrasto tra il fiduciario e il medico? 

 

L’art 3, comma 5, della legge prescrive che in tal caso la decisione è rimessa al Giudice Tutelare su ricorso del rappresentante legale della persona interessata, ovvero dei soggetti di cui all’art. 406 c.c. o del medico o del direttore della struttura sanitaria.

La legge non vieta la nomina di più fiduciari, ma sarebbe opportuno evitare per possibili contrasti tra loro. In ogni caso, è opportuna la nomina di un secondo fiduciario che subentri nel caso in cui il primo nominato non possa o non voglia accettare l’incarico.

Il fiduciario può non accettare l’incarico 

L’incarico prevede una sottoscrizione delle DAT per accettazione. Il fiduciario può anche non accettarlo o rifiutarlo successivamente, con atto scritto comunicato al disponente. Se accetta, invece, gli viene consegnata una copia delle DAT. Anche in mancanza del fiduciario, le DAT conservano il loro valore prescrittivo per il medico e la struttura sanitaria. Se necessario, provvederà il Giudice Tutelare a nominare un amministratore di sostegno che svolga i medesimi compiti del fiduciario.

Buoni motivi per redigere le DAT 

Le DAT consentono in concreto la scelta libera e consapevole del fine vita. Ecco perché ci sono tanti buoni motivi per redigere il Testamento Biologico quando si gode di buona salute.

Tra questi, possiamo prenderne in considerazione alcuni come la redazione del biotestamento al fine di: proteggere la propria dignità attraverso una dichiarazione chiara e consapevole di quali cure accettare e quali rifiutare; esprimere la propria libertà di scelta, in maniera lucida e non condizionata da una condizione fisica o psicologica invalidante; esonerare i propri cari dal dubbio di cosa decidere della vita di un’altra persona, in un momento di poca lucidità e conseguente difficoltà a prendere decisioni per gli altri.

Ricordiamo che le DAT sono modificabili, rinnovabili e revocabili in qualsiasi momento, permettendo alla persona di cambiare opinione fino alla fine e il testamento biologico non sembra essere contrario ai principi etici e religiosi, essendo ben distante da pratiche come suicidio assistito ed eutanasia.

Ovviamente l’argomento e tutte le problematiche affini al fine vita necessitano di un’adeguata preparazione e formazione anche e soprattutto da parte dei medici e dei professionisti sanitari che possono trovarsi a dover fronteggiare situazioni in cui sono chiare le DAT.