Farmaci e caldo: il vademecum AIFA per conservarli bene

Durante le ondate di calore, è essenziale conservare correttamente i farmaci. Ecco le indicazioni AIFA per evitare rischi per salute ed efficacia.

16 Luglio 2025, 09:05

Farmaci e caldo: il vademecum AIFA per conservarli bene

Le ondate di calore estive non mettono a dura prova solo il nostro organismo, ma anche i medicinali che utilizziamo. Temperature elevate e condizioni ambientali sfavorevoli possono comprometterne l’efficacia e la sicurezza. Proprio per questo, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha diffuso di recente il suo consueto vademecum estivo – disponibile anche in formato podcast – per fornire indicazioni pratiche su come conservare correttamente i farmaci durante il caldo estivo. Che si resti in città o si parta per le vacanze, l’invito è lo stesso: non farsi trovare impreparati e osservare alcune semplici regole, ricordando che la salute non va in vacanza.

Come conservarli: temperatura, luce e viaggio

Il primo aspetto da considerare è la temperatura: è fondamentale leggere il foglietto illustrativo per conoscere le esatte indicazioni di conservazione. Se non diversamente specificato, i farmaci devono essere mantenuti in ambienti freschi e asciutti, a una temperatura inferiore ai 25 °C. In viaggio, è bene munirsi di borse refrigerate, soprattutto se si devono trasportare medicinali sensibili come insulina (da conservare tra 2 e 8 °C), farmaci ormonali e contraccettivi.

Attenzione a non lasciare i farmaci nel portabagagli dell’auto, che si surriscalda facilmente: meglio tenerli in abitacolo. In aereo, i farmaci salvavita vanno portati nel bagaglio a mano, nel rispetto delle normative sui liquidi, con la documentazione medica necessaria.

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Esposizione solare, deterioramento e formulazioni da preferire

Oltre al calore, anche la luce diretta del sole può alterare i farmaci. Non esporli mai ai raggi solari e controllane sempre l’aspetto: cambiamenti di colore, odore o consistenza possono indicare un deterioramento. Alcuni farmaci, poi, possono causare reazioni di fotosensibilizzazione, provocando dermatiti o eczemi se si prende il sole: è il caso di creme cortisoniche, gel, spray, ma anche antibiotici, anticoagulanti e cerotti al ketoprofene.

In questi casi è opportuno evitare l’esposizione al sole anche per giorni dopo la somministrazione. Inoltre, quando possibile, meglio scegliere formulazioni solide (come compresse) rispetto a quelle liquide, più vulnerabili alle alte temperature.

Attenzione alle interazioni con il caldo: farmaci che aumentano i rischi

Non tutti i medicinali si limitano a “soffrire” il caldo: alcuni lo amplificano, alterando la capacità dell’organismo di affrontarlo. Alcune classi di farmaci – tra cui anticolinergici, antipsicotici, antidepressivi, ansiolitici, antipertensivi, diuretici e antiepilettici – possono interferire con la termoregolazione, la sudorazione, la pressione arteriosa o lo stato di vigilanza, aumentando il rischio di disidratazione, ipotensione, confusione mentale e colpi di calore.

Per i soggetti vulnerabili, è importante parlarne con il medico: in casi selezionati, si può valutare una rimodulazione della terapia durante i mesi più caldi. La prevenzione, in questi casi, può davvero fare la differenza.