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Allergie in crescita a causa dell’inquinamento: cura e prevenzione in età pediatrica

03/05/2022

Allergie in crescita a causa dell’inquinamento: cura e prevenzione in età pediatrica

Con l’arrivo della primavera per 1 persona su 5 in Italia ritornano anche occhi che lacrimano e prudono, naso chiuso che gocciola, starnuti, pruriti alla gola…
Stando alle ultime rilevazioni, in Europa circa 80 milioni di persone soffrono di allergie. Tra questi vi sono soprattutto i bambini: il 40% di quelli sotto i 14 anni presenta infatti patologie allergiche e respiratorie croniche, prima fra tutte l’asma.
Numeri che negli ultimi anni hanno visto una crescita esponenziale tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) mette in allerta definendola una vera e propria epidemia.

Causate de una molteplicità di sintomi e legate ad altrettante cause ereditarie e ambientali, le allergie sono una risposta eccessiva del sistema immunitario a contatto con sostanze che riconosce come “nemici” (allergeni), come pollini e proteine. Le reazioni allergiche possono interessare tutto l’organismo e variare notevolmente nell’intensità da individuo a individuo.

Quali sono le allergie più frequenti?

Se nella prima infanzia le allergie più comuni sono quelle di origine alimentare, legate a cibi come uova, pesce, grano e latte vaccino, a partire dai due anni i bambini tendono a sviluppare quelle connesse ad alimenti come frutta con guscio, crostacei, pesche e arachidi; mentre nelle età successive le patologie più comuni sono associate a pollini, muffa, pelo di animali, ma anche farmaci, prodotti chimici e acari della polvere.
Accorgersi di queste forme allergiche non è sempre facile, soprattutto perché i primi sintomi tendono ad essere moderati e assimilabili ad un’influenza. Primi fra tutti quelli della rinite consistenti in starnuti, secrezioni nasali, pizzicore a naso e condotto faringeo, ostruzione nasale. Mentre nei casi di media intensità i campanelli d’allarme sono gonfiore e arrossamento delle labbra, vomito, diarrea, orticaria e dermatiti, coliche, fino ad arrivare nei casi più acuti, a difficoltà respiratorie e anafilassi (o shock anafilattici) dal potenziale mortale.

Perché si soffre di allergie?

Come si è detto tra le cause principali vi è la familiarità: se ad essere allergica è la madre infatti, il bambino avrà il 60% di probabilità di svilupparne a sua volta; quando invece è il papà, la percentuale si riduce al 40. Oltre alla predisposizione genetica, anche l’esposizione agli agenti allergeni, lo stile di vita, l’alimentazione e soprattutto l’ambiente in cui si vive possono influenzare la sensibilità dell’organismo, intensificando lo sviluppo di determinate allergie. Sono proprio questi ultimi fattori infatti, ad essere alla base del significativo aumento di casi nei paesi occidentali. Primi fra tutti: inquinamento, stress e fumo, con una crescita di allergie legate soprattutto ai pollini nell’aria.

Quale relazione c’è tra inquinamento e allergie?

Come riportano le scienziate atmosferiche statunitensi nella recente indagine pubblicata su Nature Communications, i cambiamenti climatici stanno portando ad un significativo aumento di produzione di polline. Le alte temperature e le enormi quantità di CO2 infatti, stanno alterando la stagione di fioritura delle piante, estendendo la durata di questa e la quantità di produzione della polvere sottile contenente il materiale genetico maschile e fecondante del fiore delle piante.
Secondo lo studio, se non si riducono drasticamente le emissioni di anidride carbonica, entro fine secolo avremo un aumento pari al 200% nella quantità totale di pollini rilasciata dalle piante e una stagione allergica che inizierà fino a 40 giorni prima in primavera e si prolungherà per 19 giorni rispetto a quella attuale. Inoltre, le eccessive quantità di agenti inquinanti presenti nell’aria, come il particolato fine (PM10, PM2,5), vanno ad irritare e infiammare le vie respiratorie peggiorando allergie e patologie a queste legate.

Corso di formazione di pneumo-allergologia pediatrica

“Di fronte al significativo incremento di casi soprattutto tra i più piccoli, è importante riportare l’attenzione sui rischi e i danni alla salute che possono derivare da una mancata cura e ancor prima prevenzione, delle allergie”, spiega Giuseppe Mele, Pediatra e Presidente della SIMPE, Società Italiana Medici Pediatri, che con Consulcesi Club ha messo a punto un corso volto a formare medici e operatori sanitari proprio sulla corretta diagnosi e gestione delle allergie agli alimenti.

“Non in pochi casi, errori nella diagnosi e trattamenti non adeguati hanno fatto sì che da una rinite allergica, sintomo tra i più comuni, il paziente abbia sviluppato in età adulta un’asma bronchiale”, aggiunge l’esperto che nella formazione ECM “E adesso respira! La pneumo-allergologia pediatrica” approfondisce tematiche quali l’immunoterapia specifica e la profilassi ambientale, non mancando di delineare inoltre l’iter diagnostico-terapeutico più idoneo al trattamento proprio della tosse in età pediatrica.

Nel corso multimediale, parte dell’offerta formativa a distanza di Consulcesi Club, lo specialista ripercorre, attraverso temi di attualità e casi clinici, gli errori che possono portare fuori strada sia in termini di diagnosi che nelle successive scelte terapeutiche, focalizzandosi in particolar modo sulla bronchite batterica protratta e analizzando i rischi di diagnosi superficiali.

Se nel caso di allergie da polline, è possibile prevenire i sintomi evitando per esempio l’esposizione a questi nelle stagioni di fioritura, per altre allergie legate alle vie respiratorie è possibile utilizzare decongestionanti ed eventualmente antistaminici.
“Uno stile di vita quanto più sano e in generale la prevenzione, quando è possibile, rimangono un importante alleato contro le allergie, ma la vaccinazione, ossia l’immunoterapia specifica, è sicuramente l’arma principale, più efficace e sicura per combatterle, perché permette al sistema immunitario di sviluppare la tolleranza agli allergeni, andando ad agire sulle ‘cause’ dei disturbi”, conclude il dottore.