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Inquinamento: un’emergenza che comporta gravi rischi per la salute

29/09/2022

L’inquinamento, nelle sue molteplici tipologie, interessa ormai ogni angolo dell’ambiente naturale e il rischio di malattie anche gravi aumenta. Consulcesi con un corso di formazione specifico approfondisce l’inquinamento indoor ed elettromagnetico, troppo spesso trascurato ma dai risvolti non meno allarmanti.

Inquinamento: un’emergenza che comporta gravi rischi per la salute

Di inquinamento si muore. Lo dicono ormai numerosi studi che mostrano con sempre più accuratezza la correlazione tra alte quantità di sostanze nocive disperse nell’ambiente e l’insorgenza di malattie potenzialmente mortali.

 

Tra le ultime ricerche, quella pubblicata sulle riviste internazionali Science of the Total Environment e Nature Scientific Data e realizzata da un team di scienziati di alcuni atenei italiani con il CNR e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare che conferma come lo sviluppo di tumori sia strettamente legato ai livelli di inquinamento nelle zone abitate.

 

Secondo le rilevazioni, le province più colpite si trovano soprattutto al nord: con Lodi che risulta la più alta per tasso di mortalità da tumore nel decennio 2009-2018, seguita da Napoli, Bergamo, Pavia, Sondrio e Cremona.

 

Sebbene, come ha ribadito anche Roberto Cazzolla Gatti – professore al dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Bologna e primo autore dello studio – sia indubbio che stili di vita e condizioni socio-economiche possono contribuire al rischio di sviluppare la patologia, i risultati mostrano nelle aree più inquinate del Nord “un eccesso di mortalità per cancro significativo rispetto a chi vive nelle regioni centro meridionali (ad eccezione di alcune località anch’esse molto inquinate, come la Terra dei Fuochi in Campania), anche se godono di una migliore salute e hanno reddito più elevato”, confermando come la qualità dell’ambiente, e quindi i livelli d’inquinamento, sono fattori molto rilevanti nell’insorgenza di tumori.

 

Con l’inquinamento atmosferico che resta il principale responsabile a livello globale come nazionale per morti premature (l’Italia è il primo Paese in Europa con circa 90 mila decessi prematuri all’anno), l’inquinamento è un problema che nelle sue molteplici tipologie costituisce una vera e propria emergenza sanitaria, ma che si continua a scontrare con una mancanza di politiche incisive da parte dei governi e con un’errata percezione che rilega le sue conseguenze a un futuro lontano quanto inevitabile.

 

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Inquinamento luminoso 

 

Dagli effetti sottostimati, viene spesso considerato un inquinamento “secondario”. In realtà, una crescente quantità di ricerche dimostra come l’inquinamento luminoso sia legato a significativi cambiamenti negli ecosistemi, influenzando la fisiologia degli esseri viventi, interferendo con i cicli naturali e riproduttivi, le migrazioni e i ritmi biologici, contribuendo così al declino di specie animali e vegetali.

 

Per quanto riguarda l’uomo, tra i più importanti effetti abbiamo l’alterazione della produzione di melatonina, che a sua volta influenza il ciclo sonno-veglia, la fame, il metabolismo e la temperatura corporea.

 

Accanto a questi, diversi studi dimostrano come questo tipo di inquinamento stia contribuendo all’aumento di casi di cancro, malattie cardiovascolari, diabete, obesità, oltre che di insonnia, disturbi del sonno, affaticamento, ansia, depressione e disturbi dell’umore.

 

Inquinamento acustico 

 

“Un problema sempre più grave in Europa”, scrive l’European Environment Agency (EEA). Gli ultimi dati raccolti dall’Agenzia parlano di circa 100 milioni di persone a livello europeo esposte a livelli di inquinamento acustico nocivi, “circa il 20% della popolazione”. Molti i problemi fisici e mentali correlati, tanto che l’EEA stima “48.000 nuovi casi di cardiopatie ischemiche l’anno, oltre a 12.000 decessi prematuri”.

 

Tra le patologie associate a questo tipo di inquinamento: stress, malattie cardiovascolari e metaboliche, ma anche problemi cognitivi e disturbi cronici del sonno (secondo le stime ne soffrirebbero circa 6,5 milioni in forma grave), oltre alla mortalità precoce, e alle alterazioni che possono verificarsi nel sistema nervoso simpatico ed endocrino a seguito di un’esposizione prolungata.

 

Un problema, quello dell’eccessivo rumore, dalle conseguenze troppo spesso sottostimate ma che secondo l’OMS rappresenta “la seconda causa ambientale di problemi di salute, subito dopo l’inquinamento atmosferico da particolato”.

 

Inquinamento indoor ed elettromagnetico 

 

Se l’inquinamento atmosferico secondo le stime dell’OMS causa circa 8 milioni di decessi l’anno, oltre 4 milioni sono dovuti all’inquinamento atmosferico domestico, pari al 7,7% della mortalità globale.

 

Contro ogni falsa credenza, dicono specialisti come Cinzia De Vendictis – Medico Anestesista, esperta in Medicina Ambientale Clinica e sicurezza sul lavoro e responsabile del nuovo corso di formazione ECM “Covid-19, ambiente e salute. Elettrosmog, inquinamento domestico e sovraesposizione alla tecnologia” parte dell’ampia offerta Consulcesi – “l’inquinamento indoor è uno dei rischi per la salute più trascurati e diffusi del nostro tempo”.

 

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“Di inquinamento nei luoghi chiusi siamo tornati a parlarne a seguito della pandemia da Covid-19 e al conseguente lockdown. In realtà, questo rappresenta una delle maggiori criticità per la salute delle persone e i suoi effetti non sono più trascurabili”, commenta la De Vendictis che nel corso disponibile fino al 31 dicembre (termine ultimo per il conseguimento dei crediti formativi obbligatori previsti per tutti i camici bianchi) approfondisce le sostanze inquinanti identificate ad oggi e le patologie più diffuse a queste legate.

 

Se i valori dell’inquinamento indoor risultano cinque volte superiori rispetto a quello outdoor, “esistono test, analisi e monitoraggi che possono aiutarci nell’implementare programmi di prevenzione, educazione e sensibilizzazione”, fondamentali per ridurne l’impatto sull’organismo, spiega l’esperta.

 

Tra le potenziali fonti di inquinamento indoor i prodotti per la pulizia e la manutenzione della casa: detersivi, solventi, antiparassitari, profumi, oltre a fumo di tabacco, polveri e animali. Ma queste sono solo alcune delle molteplici esposizioni rischiose per la nostra salute presenti in case, scuole, uffici e altri luoghi chiusi in cui spendiamo molte delle nostre ore.

 

“In questo contesto è importante aumentare la conoscenza della popolazione in materia di inquinanti domestici e lavorare per rispondere efficacemente all’insorgere e alla diffusione delle relative patologie” – conclude la De Vendictis esortando i professionisti all’aggiornamento continuo su una tematica così tanto rilevante per la salute – “La scoperta in materia di inquinamento procede rapidamente; è dunque fondamentale che medici di famiglia ma non solo, siano continuamente aggiornarsi in materia: sappiamo sempre di più dei malesseri connessi allo smart-working o all’impatto dell’inquinamento elettromagnetico. Formazione continua e divulgazione sono alla base di un’efficace prevenzione”.

 

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