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Tutela legale e quarto del massimale: cosa sapere

23/11/2022

Un approfondimento sui concetti e i meccanismi di funzionamento di “quarto del massimale” e “tutela legale”, per coglierne l’importanza e le diverse sfaccettature, anche a seguito delle ultime news dalla Cassazione.

Tutela legale e quarto del massimale: cosa sapere

È ormai risaputo che la sicurezza delle cure va riservata anche ai medici che esercitano ogni giorno la professione, garantendo la loro prestazione sulla base della loro competenza, della loro esperienza e della lungimiranza che li contraddistingue. Metodi sperimentali infallibili, però, hanno regole precise da seguire per poter affrontare l’imprevisto e l’imprevedibile che è sempre dietro l’angolo. 

 

Quando si parla di tutela, quindi, si deve intendere anche la tutela legale per i medici 

Che cos’è il quarto del massimale?

Il “quarto del massimale è una condizione prevista dalla legge che obbliga la Compagnia Assicurativa a farsi carico delle spese legali fino al 25% del massimale assicurato, come previsto dal Codice Civile. 

 


Ai sensi dell’art. 1917 (comma 3) del Codice Civile: “le spese sostenute per resistere all’azione del danneggiato contro l’assicurato sono a carico dell’assicuratore nei limiti del quarto della somma assicurata.” 


 

Purtroppo, però, il quarto del massimale non copre le spese legali in ogni caso, ma interviene esclusivamente per la gestione dei procedimenti di natura civile e con il coinvolgimento dei legali scelti dalla compagnia assicurativa di riferimento. 

Per i procedimenti di natura penale è necessario aver sottoscritto una polizza di tutela legale che dia anche la possibilità di scegliere un legale di fiducia.  

Nella maggior parte dei casi, la copertura assicurativa riesce a coprire: 

  • spese per il legale incaricato 
  • spese stragiudiziali 
  • contributo unificato 
  • spese peritali 
  • spese per la mediazione 
  • spese per la registrazione degli atti giudiziali 

La polizza di tutela legale è necessaria in tutti i casi, in quanto – nei casi di procedimento – ci si deve sempre avvalere del supporto di un avvocato. Se il procedimento è di natura civile interviene il quarto del massimale che va integrato. Negli altri casi, la polizza di tutela legale riesce a coprire totalmente le spese.   

 

A tutela del professionista, anche del libero professionista sanitario, Consulcesi Club mette a disposizione la Tutela Legale per avere le migliori consulenze e soluzioni assicurative e le migliori valutazioni sulle polizze – in essere o che si vogliono modificare o attivare – non soltanto per la vita professionale, ma anche per la sfera familiare e privata.  

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Le novità in tema di tutela legale e polizza assicurativa

Con la sentenza n.29926/2022, la Cassazione fa il punto su una questione relativa al rapporto fra assicurato e assicuratore. 

Secondo quanto riportato dalla suprema corte, l’unico limite per l’assicuratore, riguardo alle spese di soccombenza, è il massimale di polizza. 

Su cosa si sofferma questa pronuncia della Cassazione?

In relazione al rapporto tra l’assicurazione medici e le spese di lite, i giudici di merito avevano sostanzialmente deciso di ripartire proporzionalmente le spese di lite tra assicurato e assicuratore. Questo è quanto avvenuto a seguito della violazione dell’obbligo della correttezza e della buonafede da parte di un medico, avvalendosi questi di un avvocato proprio e rifiutando così la difesa legale della compagnia. Inoltre, la causa tra il medico e la paziente non riguardava esclusivamente il danno coperto dall’assicurazione. In particolare, oggetto di azione legale era stata anche la restituzione delle somme versate a titolo di compenso per le prestazioni professionali. 

 

Secondo la Corte d’Appello, però, tutto ciò avrebbe reso solo parzialmente operante l’art.1917 comma 3 del Codice Civile. E a tal proposito, la Cassazione ha sottolineato che “[…] l’assicuratore della responsabilità civile [sia] tenuto, secondo l’impegno contrattualmente assunto o comunque nei limiti di cui all’art. 1917 3° co., c.c., a rimborsare le spese di lite sostenute dall’assicurato anche allorquando non abbia aderito alle ragioni di quest’ultimo e la presenza del giudizio in proprio del medesimo assicurato non sia dipesa dalla posizione difensiva dell’assicurazione, ma dalle richieste del danneggiato, giacché l’obbligo di rimborso sorge oggettivamente per la sola circostanza che il detto assicurato sia stato costretto ad agire o a difendersi in una controversia che abbia causa in situazioni rientranti nella garanzia assicurativa […]”. 

 

Ciò che è rilevante quindi, ai fini della copertura delle spese di lite, è il semplice fatto che vi sia un processo nato da un fatto assicurativo a prescindere dall’aderire o meno, da parte dell’assicuratore e alle ragioni dell’assicurato. 

 

Dunque, ciò che è importante è la sottoscrizione della polizza assicurativa che deve contenere una buona soluzione riguardante la responsabilità civile combinata alla tutela legale. 

 

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