Psicologo scolastico, Italia fanalino di coda in Europa: si lavora solo con consulenze esterne

Lo psicologo scolastico è un una figura in organico in quasi tutti i Paesi Europei. Fanno eccezione, per motivi diversi, Romania, Turchia e Italia. Questo professionista sanitario può contribuire, attraverso prevenzione e promozione della salute, al benessere sia individuale che collettivo, interagendo con gli studenti e le loro famiglie, docenti e personale scolastico

Sommario
  1. Oms: la promozione della salute a scuola
  2. Lo psicologo scolastico per gli studenti
  3. Accanto a docenti e dirigenti
  4. Un sostegno per le famiglie

In tutti i paesi europei, ad eccezione di Romania e Turchia, il tipo di sostegno specialistico più spesso raccomandato dalle autorità educative è quello fornito dagli psicologi scolastici, professionisti integrati nel sistema scolastico, al pari di insegnati e collaboratori. In Italia, in virtù dell’autonomia scolastica, lo psicologo scolastico lavora come consulente esterno, nei modi e nei tempi stabiliti dai singoli istituti, a seconda delle necessità. “Lo psicologo scolastico – spiega Cristian Pagliariccio, psicologo scolastico, membro della rete professionale degli psicologi scolastici dell’Ordine degli Psicologi del Lazio – è una figura professionale con competenze nell’ambito dell’inclusione e del benessere di studenti e insegnati. Opera sia in prevenzione che promozione del benessere individuale e collettivo”.

Oms: la promozione della salute a scuola

La figura dello psicologo scolastico è diventata ancora più centrale dal 2019, anno in cui l’Italia ha dichiarato la sua adesione all’obiettivo dell’Oms su “La promozione della salute a scuola e nei servizi educativi per la prima infanzia”. Per perseguire tale finalità è stato redatto un accordo ad hoc tra Ministero della Salute e Ministero dell’Istruzione. “Tuttavia – sottolinea Pagliariccio – l’assenza di un’integrazione dello psicologo nell’organico scolastico impedisce che questi professionisti sanitari possono lavorare seguendo programmi strutturati, al fine di perseguire finalità altrettanto precise”. Spesso, lo psicologo scolastico interviene in situazioni emergenziali, come atti di bullismo, o problematiche emotive troppo intense. Molto più di rado riesce ad agire in prevenzione con progetti di sensibilizzazione volti ad evitare che tali spiacevoli episodi possano verificarsi. È altrettanto raro che uno psicologo scolastico possa dedicarsi a dei monitoraggi della comunità, sia di studenti che di insegnanti, al fine di individuare malesseri e criticità su cui intervenire, preventivamente o precocemente.

Consulta qui l’infografica sullo psicologo scolastico in Italia.

Lo psicologo scolastico per gli studenti

Il lavoro dello psicologo scolastico può essere diretto agli studenti, alle famiglie, agli insegni e ai dirigenti scolastici. Gli interventi previsti per gli studenti si diversificano a seconda dell’età. “Per i più piccoli – dice lo psicologo scolastico – è possibile organizzare incontri di gruppo che favoriscano il potenziamento della prosocialità, della cooperazione e della solidarietà”. Altri interventi, sempre collettivi, possono mirare al miglioramento delle abilità di apprendimento. Gli stessi incontri possono essere proposti anche tra gli studenti di scuole secondarie di primo e secondo grado con la finalità di ridurre l’abbandono scolastico.

“I ragazzi più grandi – aggiunge Pagliariccio – possono essere guidati verso una presa di coscienza delle proprie effettive attitudini, così da delineare una possibile carriera lavorativa o universitaria”. Oltre ad interventi di prevenzione e promozione del benessere, lo psicologo può intervenire a seguito di specifici episodi come atti di violenza, bullismo, lutti. Nelle scuole medie inferiori e superiori è possibile attivare uno sportello di ascolto: “I colloqui – specifica lo psicologo scolastico – non hanno finalità cliniche. Laddove ce ne fosse la necessità, a seguito di una prima valutazione avvenuta all’interno della scuola, lo studente sarà inviato a servizi di competenza esterni”.

Accanto a docenti e dirigenti

Gli insegnanti possono avvalersi del supporto dello psicologo scolastico per programmare al meglio il proprio lavoro con studenti con disabilità o con bisogni educativi speciali. Ancora, possono chiedere il supporto di questa figura professionale sanitaria per elaborare interventi che mirino al miglioramento delle capacità sia relazionali che di apprendimento del gruppo classe. “l docenti possono richiedere anche consulenze per migliorare il proprio benessere individuale”. Prima che l’anno scolastico cominci lo psicologo scolastico può contribuire alla formazione delle classi, proponendo strategie per il bilanciamento dei componenti in base a aspetti relazionali, rendimento scolastico e status socio-economico. Da non dimenticare che anche i dirigenti scolastici hanno la facoltà di richiedere una consulenza psicologica per valutare situazioni ‘difficili’ che possono verificarsi nel corso dell’anno all’interno del contesto scolastico.

Un sostegno per le famiglie

Ai genitori di studenti iscritti alle scuole dell’infanzia e primarie sono dedicati interventi di parent training, volti a sostenere le mamme ed i papà nel percorso di inserimento scolastico dei propri figli. Dalle scuole medie inferiori in poi, di solito, sono proposti anche incontri di sensibilizzazione su tematiche delicate come l’autolesionismo, il bullismo e le dipendenze. Eppure, nonostante gli sforzi e le proposte della categoria professionale, la figura dello psicologo resta ancora troppo poco diffusa nei contesti scolastici italiani. Sarebbe auspicabile che lo psicologo scolastico entrasse a far parte dell’organico al pari di docenti e personale Ata, così da poter lavorare con una progettualità ben definita, dall’inizio alla fine dell’anno scolastico. “Inoltre – dice Pagliariccio -, sarebbe altrettanto desiderabile poter aver accesso al registro elettronico d’istituto così da monitorare e intercettare precocemente eventuali situazioni a rischio abbandono scolastico. Tenendo presente – conclude lo specialista – che ogni psicologo opererebbe nel pieno rispetto della privacy, così come previsto dalla sua deontologia professionale”.

Di: Isabella Faggiano

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