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Assistenza domiciliare nella sanità digitale

22/11/2022

Cosa aspettarsi dalla spinta della digitalizzazione in sanità, con particolare attenzione all’assistenza domiciliare. Come la tecnologia può aiutare il paziente che ha necessità di diagnostica, monitoraggio e terapia personalizzata.

Assistenza domiciliare nella sanità digitale

Sono evidenti i passi da gigante che la Sanità Digitale sta compiendo a una rapidità inaudita e, anche se sono moltissimi i nodi ancora da sciogliere, il progetto più vicino assomiglia all’assistenza domiciliare “smart”. Insomma, non solo Fascicolo Sanitario Elettronico: la digital health è palpabile soltanto se è capace di tradursi in smart health”, cioè in quel tipo di sanità a portata di click che è ormai inevitabile.  Certo, mai sottovalutare la tutela dei diritti della persona: parola di avvocato! 

 

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Ma quanto siamo impazienti di avere sempre il medico o un’intelligenza artificiale che lo sostituisca in ogni momento per essere sempre al sicuro? 

La smart health come sfida del prossimo futuro

Prima di ogni cosa, nel post pandemia, dopo l’emergenza che ci ha reso tutti un po’ più digital, quello che ci preme fare è capitalizzare sulle esperienze acquisite e realizzare soluzioni semplici, alla portata anche dei più anziani. Assistenza territoriale e telemedicina rappresentano la prima assoluta sfida del PNRR, ma anche una svolta in termini di alleggerimento del nostro Servizio sanitario nazionale.  

 


L’attività smart è pensata per lo smart-ageing, grazie all’utilizzo di smartwatch, tablet e sensori che possono accompagnare le persone fragili, assisterle e – nella migliore delle ipotesi – anche curarle.  


 

Attraverso la tecnologia sensoristica, è possibile monitorare lo stato ambientale e lo stato della persona. Proprio per la persona sono pensate soluzioni che non sono altro che facilitatori di comunicazione tra i pazienti e i professionisti della sanità. 

Com’è possibile pensare l’assistenza domiciliare in termini di sanità digitale?

Innanzitutto, sanità digitale si traduce spesso con personalizzazione del servizio: ciò significa che grazie all’identificazione dei dati, sarà facile programmare le terapie e impostare i promemoria, ma anche impostare i parametri medici per poter tenere sotto controllo il paziente 24h/24. Anche i senior, che hanno sempre pensato alla tecnologia come un sistema invadente, possono trovare adesso il modo di accogliere la funzionalità dei nuovi dispositivi e avere la pazienza di capire come funzionano e di fidarsi, per ottenere il livello massimo di monitoraggio.  

 

Monitoraggio della spesa sanitaria, digitalizzazione in sanità, automazione amministrativa, snellimento burocratico nel rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione non sono quindi gli unici vantaggi. A ben vedere, il potenziamento della digitalizzazione in Sanità rientra anche tra le mission del PNRR.  

Mission 6 del PNRR: assistenza domiciliare

La missione 6 del PNRR prevede proprio la presa in carico in regime di assistenza domiciliare di almeno il 10% dei malati over 65. Nel progetto sono inclusi anche alcuni obiettivi complementari, quali: 

  • aumentare il numero dei pazienti assistiti nelle proprie abitazioni 
  • realizzare un nuovo modello organizzativo 
  • implementare la telemedicina in tutte le sue forme 

Si prevede, quindi, che entro il 2026 un milione e mezzo di pazienti godranno dell’assistenza domiciliare con la creazione di almeno 600 Centri Territoriali di Coordinamento. Il tutto sarà gestito secondo quanto stabilito all’interno delle Linee Guida organizzative che regoleranno anche i progetti di telemedicina, con particolare attenzione alla diagnostica e al monitoraggio dei pazienti a distanza, creando una piattaforma nazionale per lo screening della telemedicina e investendo su iniziative di ricerca ad hoc. Questi stessi presidi saranno anche un luogo di confronto in cui gli operatori sanitari potranno scambiarsi informazioni e supportare sia i pazienti che i loro caregiver.