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PNRR e Salute: la missione 6 tra digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo

15/02/2023

Raggiunte, per il 2021 e il 2022, tutte le milestone del PNRR, il 2023 sarà l’anno dell’assistenza domiciliare e dei cantieri edilizi e digitali.

PNRR e Salute: la missione 6 tra digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo

La Missione 6 del PNRR si fonda su tre parole chiave:

 

  • Prossimità
  • Innovazione
  • Uguaglianza

 

Sono questi i grandi traguardi che l’Italia dovrà raggiungere con i 15,63 miliardi di euro destinati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza alla Missione Salute: medicina sempre più prossima ai malati, che utilizza sistemi innovativi, uguale da nord a sud, in tutte le strutture sanitarie del Paese.

 

A queste risorse si aggiungono:

 

  • 2,89 miliardi di euro dal Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari al PNRR (PNC), istituito dal Governo italiano per integrare e potenziare i contenuti del PNRR;
  • 1,71 miliardi di euro dal Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori d’Europa (REACT-EU), altra linea di finanziamento dell’U.E. nell’ambito del programma Next Generation EU per sostenere la ripresa negli Stati membri dopo la pandemia;
  • 625 milioni di euro dal fondo dell’Unione Europea per il Programma Nazionale – Equità nella Salute, destinato a potenziare la salute in sette Regioni del sud Italia.

 

Le risorse dovranno essere utilizzate per adeguare il nostro Sistema Sanitario Nazionale a un contesto demografico ed epidemiologico che è mutato dopo la pandemia, con lo scopo di far sì che i bisogni di salute siano garantiti in maniera uguale per tutti, indipendentemente dal genere e dalle condizioni socioeconomiche del paziente.

 

Attraverso gli investimenti della Missione 6 la rete di assistenza primaria territoriale sarà in grado di rispondere in maniera efficiente ai fabbisogni di salute che sono lasciati scoperti dalla rete ospedaliera, rendendo così l’offerta capillare su tutto il territorio senza distinzioni geografiche, sia in termini di prevenzione che di cura.

 

La Missione 6 prevede di raggiungere questi traguardi sfruttando le opportunità che derivano dall’impiego della tecnologia in medicina e dall’avanzamento della ricerca medica, nonché dalla valorizzazione del personale impiegato presso il S.S.N.

 

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Gli obbiettivi della missione 6 del PNRR

 

La Missione 6, per il raggiungimento di questi obiettivi, è suddivisa in due componenti:

 

  • Componente 1 – reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale,
  • Componente 2 – innovazione, ricerca e digitalizzazione del S.S.N.

 

Componente 1: reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale

 

La componente 1 della Missione 6 del P.N.R.R. punta a un nuovo sistema di assistenza sanitaria territoriale.

 

Il decreto interministeriale del 23 maggio 2022 ha riformato il S.S.N., potenziando le strutture esistenti e istituendo nuovi strumenti di assistenza più vicini al paziente e ai familiari che lo assistono:

 

  • Casa della Comunità
  • Centrale operativa 116117
  • Centrale operativa Territoriale (COT)
  • Infermiere di famiglia e di comunità
  • Unità di continuità assistenziale
  • Casa come primo luogo di cura
  • Ospedale di comunità
  • Rete delle cure Palliative
  • Telemedicina
  • Consultori familiari per minori, donne, coppie e famiglie.

 

La Casa della Comunità, sempre aperta, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, è un esempio di medicina di prossimità, luogo in cui i cittadini possono accedere per bisogni di assistenza sanitaria e socio-sanitaria.

 

La Centrale operativa 116117 (Numero Europeo Armonizzato per le cure mediche non urgenti) è attualmente attiva solo in alcuni territori italiani: si tratta di un servizio telefonico gratuito a disposizione di tutta la popolazione, disponibile tutti i giorni a tutte le ore, da contattare per esigenze sanitarie a basso livello di intensità assistenziale.

 

La C.O.T. coordina e prende in carico il paziente, fungendo da raccordo tra i servizi e i professionisti che vengono coinvolti nel setting assistenziale dell’assistito.

 

L’Infermiere di Famiglia e di Comunità, figura fondamentale per l’assistenza infermieristica a tutti i livelli di complessità, oltre a fornire le cure ai pazienti interagisce con le risorse sanitarie presenti nella comunità.

 

L’Unità di continuità assistenziale è un’equipe mobile a livello distrettuale, con il compito di gestire e supportare la presa in carico dei pazienti in condizioni particolarmente complesse.

 

Il principio della Casa come primo luogo di cura pone al centro le cure domiciliari a livelli di intensità e complessità variabili, per persone fragili, non autosufficienti, per stabilizzare il quadro clinico del paziente e limitarne il declino funzionale, migliorando la qualità della vita sua e di chi lo assiste.

 

L’ospedale di comunità è una struttura con 20 posti letto, a metà tra l’assistenza domiciliare e il ricovero ospedaliero vero e proprio, luogo in cui assistere soggetti che non richiedono un vero e proprio ricovero ospedaliero, ma necessitano di stabilizzazione clinica o recupero funzionale.

 

La rete delle cure palliative prende in carico sia il paziente che il suo nucleo familiare, mediante attività di consulenza in ospedale, ambulatorio, a domicilio e in hospice; si tratta di cure rivolte ai malati di qualunque età, in fase terminale di una malattia o in fasi precoci di malattia cronico-degenerativa.

 

La telemedicina, secondo il PNRR, dovrà essere maggiormente implementata, evitando che il paziente debba spostarsi da casa per prestazioni che possono essere rese con altrettanta professionalità e qualità a distanza utilizzando dispositivi digitali appositi.

 

I consultori familiari dovrebbero svolgere la loro attività all’interno delle Case di Comunità, in maniera riservata, a favore di minori, donne, coppie e famiglie, offrendo una pluralità di servizi (terapia, diagnostica, prestazioni ostetriche, psicologiche, psicoterapeutiche, infermieristiche, riabilitative, preventive).

 

Componente 2 – innovazione, ricerca e digitalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale

 

La Componente 2 della Missione 6 del P.N.R.R. mira a rinnovare e ammodernare tutte le strutture tecnologiche e digitali esistenti in ambito sanitario, a completare la diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) e migliorare la capacità di erogazione e monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

 

Particolare importanza è poi riservata al potenziamento della ricerca scientifica e all’accrescimento delle competenze del personale del S.S.N. tramite investimenti in formazione.

 

Punto nodale della Componente 2 è la riforma degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), che ha lo scopo di riordinare l’attuale normativa migliorando il rapporto tra ricerca, innovazione e cure sanitarie.

 

Ogni IRCCS dovrà avere un’area tematica di riferimento adeguata alle esigenze del territorio.

 

Tra gli investimenti previsti dalla Componente 2, rientrano:

 

  • ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero
  • ospedali sicuri e sostenibili
  • rafforzamento dell’infrastruttura tecnologica e degli strumenti per raccogliere, elaborare, analizzare i dati ed effettuare simulazioni
  • valorizzazione e potenziamento della ricerca biomedica del S.S.N.
  • investimenti sul personale sanitario
  • ecosistema innovativo della salute

 

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PNRR, le milestone e i target raggiunti nel 2021

 

Dal 2021 al 2026, ogni paese dovrà raggiungere dei traguardi relativi all’attuazione di una determinata misura del PNRR. Questi traguardi vengono chiamati milestone.

 

Al raggiungimento dei milestone segue il perseguimento degli obiettivi fissati dal P.N.R.R., denominati target. L’Italia è riuscita a raggiungere tutte le milestone fissate per il 2021 e il 2022 per entrambe le componenti della Missione 6 del PNRR.

 

Per quanto concerne l’assistenza sanitaria territoriale, nel 2021 le regioni hanno completato le attività di ricognizione dei siti idonei per realizzare le nuove strutture di assistenza territoriale:

 

  • Case di Comunità
  • Centrali Operative Territoriali (COT)
  • Ospedali di Comunità

 

Sempre nel 2021, è stato costituito il Gruppo di Lavoro per la definizione delle attività inerenti all’approvazione delle linee guida dell’assistenza domiciliare, formato da 21 componenti tecnici e due amministrativi; i tecnici provengono da vari enti, e nello specifico:

 

  • Agenas
  • Ministero della Salute
  • Ministero dell’Innovazione tecnologica e transizione digitale
  • Istituto Superiore di Sanità
  • Regione Lombardia
  • Regione Friuli-Venezia Giulia
  • ARIA Lombardia
  • Azienda Sanitaria Bologna
  • Azienda ospedaliera universitaria di Padova
  • Ospedale San Giovanni Addolorata
  • ULSS 8 Veneto
  • ASL Napoli 3 Sud
  • Università Cattolica del sacro Cuore
  • Società Italiana di Telemedicina
  • Trentino Salute
  • Fondazione Bruno Kessler

 

Sotto il profilo dell’innovazione, nel 2021 è stato approvato il piano di riorganizzazione per rafforzare la capacità delle strutture ospedaliere del SSN di affrontare adeguatamente le emergenze pandemiche grazie all’incremento del numero di posti letto di terapia intensiva e semi-intensiva disponibili nelle strutture del SSN.

 

Sono state inoltre adottate le norme per adeguare al G.D.P.R. il trattamento dei dati individuali per scopi di interesse pubblico da parte del Ministero della Salute e delle Agenzie Sanitarie nazionali.

 

Sempre nel 2021 è stata completata l’attività preliminare per definire la gara per assegnare i voucher per i progetti PoC (Proof of Concept), progetti di ricerca su tumori e malattie rare e progetti di ricerca su malattie ad alto impatto sulla salute che contribuiranno a ridurre il divario tra i risultati della ricerca e l’applicazione industriale, sostenere lo sviluppo di tecnologie con un basso grado di maturità tecnologica, nonché favorire il trasferimento di tecnologia verso l’industria.

 

Sono state inoltre assegnate alle regioni le risorse economiche per finanziare le borse di studio per i medici di base per il triennio 2021-2024, al fine di garantire il completamento di 3 cicli formativi triennali.

 

Per garantire ai nuovi laureati in medicina una formazione che consenta l’esercizio effettivo della professione, riducendo il divario tra il numero di neolaureati in medicina e il numero di contratti di formazione specialistica finanziati dal S.S.N., sono stati stanziati i fondi per finanziare ulteriori 4.200 contratti di formazione medico specialistica per un ciclo completo di studi (pari a 5 anni).

 

A che punto siamo? Le milestone e i target del 2022

 

Il 2022, dal punto di vista dei traguardi e degli obiettivi da raggiungere, si è caratterizzato per essere l’anno delle grandi riforme.

 

Prima fra tutte, la riforma del Servizio Sanitario Nazionale, attuata dal decreto interministeriale di natura regolamentare del 23 maggio 2022, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 144 del 22 giugno 2022: la riforma definisce un nuovo modello di assistenza sanitaria territoriale, nel rispetto dei principi di prossimità e uguaglianza delle cure.

 

Sono state inoltre adottate le linee guida organizzative contenenti il Modello digitale per l’attuazione dell’assistenza domiciliare, che individuano il modello di riferimento per l’assistenza domiciliare, tramite processi innovativi di presa in carico del paziente a domicilio e valorizzazione della collaborazione tra figure multiprofessionali.

 

È stata pubblicata la norma primaria che prevede la realizzazione dell’archivio centrale FSE – EDS (Ecosistema Dati Sanitari), sulla quale però il Garante Privacy ha dato parere negativo, indicando i correttivi da attuare nel breve periodo.

 

Da ultimo, proprio a dicembre (d.lgs. n. 200 del 23 dicembre 2022), è stata varata la riforma per il riordino degli IRCCS, con la finalità di potenziare le politiche di ricerca del Ministero della Salute, rafforzare il rapporto tra ricerca, innovazione e cure, favorire le reti di ricerca con le altre strutture del S.S.N. e gli Atenei, rafforzare il ruolo degli IRCCS quali centri di trasferimento delle conoscenze, potenziare la capacità degli IRCCS di attrarre risorse e partecipare a progetti di ricerca in ambito nazionale e internazionale.

 

Sotto il profilo delle infrastrutture, sono state completate le attività di individuazione dei siti idonei a realizzare le Case di Comunità, le C.O.T. e gli ospedali di Comunità.

 

Il Ministero della Salute ha inoltre approvato due contratti istituzionali di sviluppo per l’attuazione della Casa della Comunità al fine di potenziare l’assistenza sanitaria sul territorio e per la realizzazione delle C.O.T.

 

L’innovazione tecnologica nel PNRR

 

Per quanto concerne l’innovazione e la tecnologia, nel 2022 abbiamo avuto varie procedure d’appalto:

 

  1. per rafforzare l’infrastruttura tecnologica del Ministero della Salute e costruire un potente modello di simulazione e previsione per scenari a medio e lungo termine nel Servizio Sanitario Nazionale;
  2. per rafforzare i processi di raccolta, elaborazione e generazione di dati a livello locale, per migliorare la qualità e la tempestività dei dati che vengono inviati dal livello locale a quello centrale;
  3. per sviluppare una piattaforma nazionale per la fornitura dei servizi di telemedicina;
  4. per acquistare 133 grandi apparecchiature sanitarie in sostituzione di tecnologie fuori uso o obsolete, con vetustà superiore a 5 anni, tra cui 340 TAC a 128 strati, 190 risonanze magnetiche 1,5 T, 81 acceleratori lineari, 937 sistemi radiologici fissi, 193 angiografi, 82 gamma camere, 53 gamma camere/TAC, 34 PET TAC, 295 mammografi, 928 ecotomografi.

 

Sono inoltre giunti a conclusione, con aggiudicazione, gli appalti relativi all’acquisto di centri di elaborazione di dati (CED), comprese ITC e lavori ausiliari, necessari per realizzare l’informatizzazione e la digitalizzazione degli ospedali.

 

È stato definito il piano dei fabbisogni per il supporto organizzativo, gestionale, strategico, tematico e la formazione a livello regionale e locale: tutte le regioni dovranno creare popolare e utilizzare il Fascicolo Sanitario Elettronico (individuato anche con l’acronimo EHR, Electronic Health Record), partendo dai documenti nativi digitali, per poi farvi confluire anche quelli cartacei attuali e vecchi.

 

Come nel 2021, anche nel 2022 sono stati finanziati progetti PoC (Proof of Concept) per un totale di 100 milioni di euro, con lo scopo di ridurre il divario tra i risultati della ricerca e l’applicazione industriale, sostenere lo sviluppo di tecnologie con un basso grado di maturità tecnologica e favorire il trasferimento di tecnologia verso l’industria.

 

Sono state inoltre assegnate alle regioni le risorse economiche per finanziare le borse di studio per i medici di base per il triennio 2022-2025, al fine di garantire il completamento di 3 cicli formativi triennali.

 

Nonostante le milestone siano state tutte raggiunte, per il 2022 mancano ancora dei target da perseguire:

 

  1. approvazione dei progetti idonei per indire la gara per realizzare il servizio di interconnessione tra le aziende sanitarie
  2. assegnazione dei progetti idonei per indire la gara per realizzare almeno 600 Centrali Operative Territoriali (una ogni 100.000 abitanti)

 

Anno 2023: quanta strada ancora da percorrere?

 

Dal 2023 al 2026, per rimanere in carreggiata con il P.N.R.R. e non perdere i fondi, le iniziative da intraprendere saranno innumerevoli.

 

Le milestone per il 2023 sono molteplici:

 

  1. pubblicazione delle procedure di gara per interventi antisismici in almeno 109 strutture ospedaliere
  2. completamento della procedura di iscrizione ai corsi di formazione manageriale per il personale con ruoli apicali all’interno degli Enti del SSN
  3. finanziamento delle borse di studio per i medici di base per il triennio 2023-2026.

 

Entro la fine di quest’anno, gli obiettivi perseguiti dovranno, invece, essere molti di più:

 

  1. approvazione dei progetti idonei per indire la gara per la costruzione delle Case di Comunità
  2. presa in carico di una prima percentuale di popolazione over 65 anni tramite assistenza domiciliare integrata, per raggiungere l’obiettivo del 10% entro il 2026
  3. assegnazione codici CIG per la realizzazione delle Centrali Operative Territoriali, per l’interconnessione aziendale, per il progetto pilota che fornisca strumenti di intelligenza artificiale a supporto dell’assistenza primaria, per realizzare le Case di Comunità o almeno un CIG per ogni CUP, per la realizzazione di almeno 400 Ospedali di Comunità
  4. approvazione di almeno 400 progetti idonei per indire la gara per realizzare gli Ospedali di Comunità
  5. stipula del contratto per gli strumenti di intelligenza artificiale a supporto dell’assistenza primaria, per la realizzazione delle C.O.T. e per l’interconnessione aziendale
  6. reingegnerizzazione del Nuovo Sistema Informativo Sanitario (NSIS) a livello locale, con adozione da parte di tutte le Regioni di due nuovi flussi informativi nazionali, uno destinato alla riabilitazione territoriale, l’altro ai consultori familiari

 

Il 2023, perciò, sarà caratterizzato dall’apertura di cantieri edilizi e digitali.

 

I medici, inoltre, dovranno per la prima volta attuare la nuova assistenza domiciliare prevista dal Piano, con l’augurio e la speranza che i fondi riescano ad offrire una sanità innovativa e uguale in tutta Italia, a vantaggio sia dei pazienti che del personale medico e infermieristico, che meritano di essere messi in condizione di esercitare con dignità la loro professione in ogni parte d’Italia.

 

 

Manuela Calautti, Avvocato