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Quanto inquina il Natale?

14/12/2022

Quanto inquina il Natale e quali potrebbero essere dei buoni consigli per attenuarne l’impatto? Un approfondimento per una presa di coscienza e per sensibilizzare a un uso consapevole di luminarie, cibo, regali e combattere il consumismo sfrenato.

Quanto inquina il Natale?

Inquina meno l’albero di Natale vero o quello sintetico? Quanto incide sul caro energia tenere le luminarie accese in città e in casa? E gli addobbi? Quanta plastica riescono a produrre?

 

Chi ha a cuore l’ambiente e la salute si pone queste e una moltitudine di domande correlate, le cui risposte non sono sempre scontate. A dirlo sono gli esperti.

 

La neve, gli addobbi, i regali, il cibo: dalla condivisione allo spreco è un attimo, ma basta informarsi bene e prestare attenzione per vivere un Natale sostenibile e alla portata del pianeta e dell’uomo. II simbolo del Natale è di certo l’albero che tutti amano avere in casa, ben decorato e con apposite lucine intermittenti per creare l’atmosfera. Una tradizione ancestrale e ormai consolidata che, secondo Coldiretti, coinvolge l’88% delle famiglie italiane, il cui 55% utilizza quelli sintetici.

 

Ma quanti di noi sono a conoscenza del fatto che acquistare un abete vero è più sostenibile?

 

Ebbene sì, anche se si toglie dalla terra l’abete vero continuerà ad assimilare anidride carbonica e produrre ossigeno, soprattutto se interrato in un vaso e, ancora meglio, se piantato in un giardino e riutilizzabile di anno in anno. Gli alberi finti inquinano fino a dieci volte in più di quelli veri, ma purtroppo ogni anno vengono venduti circa 5 milioni di alberi sintetici a fronte di circa 3,5 milioni di abeti veri. L’alternativa? Alberi di Natale costruiti con cartone riciclato, che permettono il risparmio della metà di immissioni dannose nell’ambiente rispetto alla plastica di quelli sintetici.

 

Relativamente al cibo, però, gli italiani sembrano preparati e fanno fronte all’anti-spreco. Circa il 90%, infatti, non getta il cibo avanzato ma lo consuma in un secondo momento, anche se soltanto il 7% sa fare bene le porzioni e fa in modo che non avanzi nulla. Chi dona gli avanzi in beneficienza è solo il 2%, mentre gli altri ammettono di gettarli.

 

Oltre al cibo, anche un altro aspetto preoccupa: la questione luminarie e le luci per illuminare l’albero casalingo. Entrambi i tipi di scelta inquinano molto se non si tratta di luci a LED. Secondo uno studio di portato avanti da architetturasostenibile.it, è meglio “preferire quelle a LED a quelle ad incandescenza. Le seconde, accese per un mese 5 ore al giorno, consumano 472 kWh, le prime solo 3. Sono 350 kg di CO2 contro 2,5”.

 


L’inquinamento rappresenta uno dei principali problemi su cui organizzazioni nazionali ed internazionali stanno investendo le proprie energie. Non dobbiamo dimenticarcene a Natale!


 

Qual è la stima dell’inquinamento per Natale?

 

Secondo una stima effettuata nel 2021, da una nota web company che compara gratuitamente prezzi ed efficienza di luce, gas ed energia, ricreare la magia delle feste nelle case porta l’Italia a consumare quotidianamente 1.603 MWh (stimando un’accensione di 6 ore al giorno).

 


Un totale di 46.479 MWh per tutto il periodo delle festività, periodo che abbraccia anche Capodanno e che si conclude con l’Epifania.


 

Questo si traduce in 651 tonnellate di CO2 equivalenti al giorno. Quindi 18.870 tonnellate di CO2  per l’intero periodo di accensione. Si tratta delle stesse tonnellate di CO2 emesse da 315 automobili in un anno. Per compensare l’emissione totale di CO2 emessa per via dell’accensione delle luci di Natale in Italia servirebbe piantare 944 alberi.

 

Questo, purtroppo, non è tutto! L’impatto che le sostanze inquinanti hanno sull’ambiente è estremamente dannoso e incrementato durante il periodo natalizio se si pensa alla plastica.

 

Primi in assoluto ad essere incriminati sono i maglioni natalizi, non solo per l’estetica ma anche perché alcuni di essi (stiamo parlando del 95%) sono fatti di plastica e sfornati dai peggiori fast fashion! Segue la carta regalo, la plastica utilizzata per kit bagnoschiuma-shampoo, un must tra i regali scelti per Natale, e quella degli addobbi non riciclati. Non esistono dati italiani, ma è noto che gli inglesi gettano all’anno circa 83 km di carta regalo e per Greenpeace ogni chilo di carta regalo è responsabile dell’emissione di 3.5 chili di CO2 e per produrlo servono 1.3 chili di carbone. Lo stesso vale per le cartoline, oggetti sempre più spesso prestampati e raramente simbolici: ogni anno ne viene venduto (e in molti casi buttato) un miliardo.

 

Quali consigli per ridurre l’impatto ambientale e vivere un Natale sostenibile?

 

Potremmo iniziare col piantare 1 dei 944 alberi che servono per compensare le emissioni di anidride carbonica, oppure far caso a piccole ma grandi accortezze:

 

  • Fare un check delle luci e sostituire tutti i vecchi fili di luci a incandescenza con quelli a Led che consentono un risparmio energetico dell’80%
  • Ricordarci di non esagerare con le luci e servirsi di specchi e superfici riflettenti per amplificare l’effetto
  • temporizzare l’accensione e lo spegnimento delle luci di Natale, per evitare ad esempio che rimangano attive quando non si è in casa o di notte, tramite l’utilizzo della domotica

 

Un’ora in meno al giorno di luci degli alberi di Natale accese in ogni famiglia ridurrebbe l’impatto ambientale di 109 tonnellate di CO2 ogni giorno.

 

Ricordiamoci, inoltre, che le luminarie, quando smettono di funzionare, diventano Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) e devono essere smaltiti nelle isole ecologiche, nei centri di raccolta comunali o presso i negozi che vendono articoli elettrici ed elettronici. Tutto il resto può essere smaltito secondo il buon uso della raccolta differenziata.

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