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Consulcesi contro gli “untori” da solotto tv: “la loro disinformazione peggio del virus”

Massimo Tortorella: “Chi lavora incessantemente da giorni e non ha tempo di rilasciare interviste non ne può più: trasformata una influenza in una pandemia per qualche click sui social, per presentare libri o per fare campagna elettorale”
La preoccupazione: “Attenzione ai termini usati: le uniche “contagiate” sono le Borse, si pensi a far ripartire il Paese ed a recuperare il danno di immagine creato. È ora di togliersi le mascherine… manca solo che la indossi il premier Conte” 

“Di cosa dobbiamo davvero aver paura? Del (corona) virus da salotto tv”. Il Presidente di Consulcesi, Massimo Tortorella, va all’attacco prendendo di mira quello che definisce il “contagio veramente pericoloso e letale: la disinformazione“.

L’intervento di Tortorella è alimentato dai migliaia di telefonate-sfogo ricevuti in queste ultime ore da Consulcesi, la realtà maggiormente rappresentativa della categoria visto che è il riferimento di oltre 120mila professionisti della sanità. “Medici, ma anche infermieri e farmacisti, da 60, 70 anche 80 ore sono in prima linea nei pronto soccorso, nelle corsie degli ospedali, nella farmacie o davanti al microscopio nei laboratori non ne possono più! Ma non dei turni massacranti, ma delle idiozie che i loro “colleghi” virologi, immunologi e altri rinomati luminari sparano – senza il filtro dei media – davanti a telecamere, microfoni e taccuini oppure negli eleganti salotti televisivi insieme a politici a caccia di visibilità o in campagna elettorale. Anche se in queste ore in molti stanno goffamente facendo retromarcia, nel frattempo hanno scatenato il panico, generando pericolose psicosi di massa, che noi per primi abbiamo denunciato lanciando un Docufilm formativo e informativo destinato ad operatori sanitari e pazienti che verrà presentato ai principali Festival cinematografici. Invece di stare davanti ai microfoni o pontificare in convegni o su libri, come l’onnipresente professor Burioni, sarebbero più utili se indossassero il camice bianco e stessero in corsia”.

Tortorella fa notare che il conto di dichiarazioni “acchiappa-click” sui social, presenzialismo mediatico e strumentalizzazioni politiche lo stanno pagando “i silenziosi eroi in prima linea: uomini e donne, che in queste ore stanno compiendo la loro missione con spirito di sacrificio e dedizione. Loro non chiedono visibilità, vorrebbero solo strumenti adeguati per affrontare un’emergenza sanitaria di una influenza trasformata irresponsabilmente in una epidemia. Questo è avvenuto nonostante evidenze statistiche e scientifiche che evidenziano che i decessi sono collegati ad altre patologie e che non c’è trasmissione da mamma a figlio in gravidanza. Sia da esempio la nostra sede in Svizzera, dove lavorano frontalieri provenienti dalla Lombardia e non c’è stata neppure un’assenza garantendo tutti i servizi telefonici non da casa come suggeriscono ma dalle proprie postazioni a completo servizi degli operatori sanitari”.

Il Presidente di Consulcesi oltre a sostenere la battaglia degli operatori sanitari in prima linea ed attaccare gli “untori mediatici”, esorta a prendere rapide ed efficaci contromisure contro gli effetti collaterali creati sul piano economico. “Intanto le borse sono state già contagiate… –  conclude Tortorella – ma ora visto che carnevale è passato politici e governatori si tolgano le mascherine e rifacciano partire subito il Paese che ha subito un pesante danno di immagine a livello internazionale. Impariamo dagli altri Paesi che stanno gestendo il caso senza isterismi, come la Svizzera, mentre noi abbiamo chiuso musei, teatri e stadi. Manca solo di veder il premier Conte con la mascherina…assolutamente inutili per chi non ha sintomi”.