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“È stato un anno lungo una vita. La vostra. Per la nostra. Il nostro grazie è per tutti voi”.

19/02/2021

“È stato un anno lungo una vita. La vostra. Per la nostra. Il nostro grazie è per tutti voi”.

Anche Consulcesi, ricorda e omaggia gli operatori sanitari caduti a causa del Covid-19 e celebrati nella prima giornata dedicata a loro. Il 20 febbraio è infatti la Giornata nazionale del Personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato. Questa giornata è stata istituita lo scorso anno per onorare e ricordare il lavoro, l’impegno, la professionalità e il sacrificio del personale medico e sanitario nel corso della pandemia da Coronavirus.

Quella dei professionisti che operano nel settore salute è una delle categorie maggiormente colpite dal virus SARS-CoV-2. Il motivo è quasi banale: ad inizio pandemia il virus era completamente sconosciuto ed è estremamente rischioso combattere un nemico di cui non si conoscono punti di forza e di debolezza. In tanti sono caduti perché sprovvisti dei dispositivi di protezione individuale e di procedure organizzative in grado di diminuire il più possibile le occasioni di contagio. Con il tempo, a mano a mano che si iniziava a conoscere qualcosa in più del virus, la situazione è migliorata, ma i professionisti sanitari restano in prima linea nella lotta contro il Covid-19 (con tutti i rischi che ne conseguono). Ad oggi, infatti, sono oltre 110mila gli operatori sanitari che, dall’inizio dell’epidemia, hanno contratto il SARS-CoV-2. Sono invece (al momento) 319 i medici e gli odontoiatri che hanno perso la vita nel corso della pandemia e 80 gli infermieri.

Tra tutti i professionisti della sanità deceduti, Consulcesi ricorda, in particolare, «il medico Roberto Stella, componente della Commissione nazionale ECM per FNOMCeO e interlocutore di Consulcesi.  Ma non possiamo e non dobbiamo dimenticare – spiega Massimo Tortorella, Presidente Consulcesi – quanto i nostri operatori sanitari si siano spesi, anche a costo della loro vita, in questa pandemia. Le parole ora non bastano più. Per dimostrare davvero la nostra gratitudine verso il loro lavoro, ci dobbiamo battere affinché vengano tutelati i diritti di tutti gli operatori sanitari».