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Il medico aggiornato vince sempre. Task force Consulcesi garanzia di successo nella tutela legale

Al Ministero della Salute insieme ai vertici della sanità italiana l’analisi di Consulcesi sul contenzioso medico-paziente  
Lo studio ripreso da tutti i media nazionali dimostra che gli operatori sanitari in regola con l’obbligo ECM abbattono del 100% il rischio contenzioso
La task force dei migliori professionisti italiani a disposizione di Consulcesi & Partners nuova realtà leader in Italia per mettere in collegamento medici e pazienti   

 

Il contenzioso legale non è un problema per gli operatori sanitari in regola con l’aggiornamento professionale. È quanto emerso nel corso della conferenza stampa al Ministero della Salute in cui il Gruppo Consulcesi ha affrontato il tema di stretta attualità del conflittuale rapporto tra i professionisti della sanità ed i pazienti. Il dibattito, che ha visti protagonisti i vertici delle istituzioni di settore e delle associazioni rappresentative dei cittadini, è stato occasione per approfondire i dati di uno studio realizzato proprio da Consulcesi. 

Da questa indagine risulta che in Italia sono 300mila le cause giacenti nei tribunali e ci sono 35mila nuove azioni legali che vengono intentate ogni anno: il 95% dei procedimenti penali per lesioni personali colpose a carico di esercenti le professioni sanitarie si conclude con un proscioglimento mentre nel civile viene respinto il 66% delle richieste (Commissione Parlamentare Inchiesta Errori Sanitari – 2013). In tal senso – secondo una survey condotta da Consulcesi, le cui prime proiezioni sono state anticipate durante la conferenza stampa – l’aggiornamento ECM ricopre un ruolo fondamentale. Questo, in particolare, nella tutela dei professionisti nell’ambito dei contenziosi legali grazie anche alla task force messa in campo da Consulcesi & Partners per arrivare ad un nuovo approccio nella risoluzione delle controversie giuridiche grazie alla mediazione.  

Partendo da questi assunti è stata presentata la proposta di istituire l’Arbitrato della Salute, una camera di compensazione tra le parti, che ha trovato il supporto delle istituzioni sanitarie e politiche e del mondo dei pazienti. Il dibattito si è arricchito dei contributi del Sottosegretario alla Salute, Armando Bartolazzi, il Presidente FNOMCeO, Filippo Anelli, il Presidente della Commissione Sanità del Senato, Pierpaolo Sileri, del Vicesegretario generale di CittadinanzAttiva, Francesca Moccia e delle Professioni sanitarie rappresentate dalla Vicepresidente della FNOPI Ausilia Pulimeno. Significativi interventi anche da parte del Presidente dell’OMCeO Roma Antonio Magi, del Presidente F.F. di Agenas Stefano De Lillo e alla presenza del Presidente dell’OMCeO Milano Roberto Carlo Rossi, del Presidente Enpam Alberto Oliveti e del Presidente Cimo Guido Quici. Il Ministro alla Salute Giulia Grillo, assente per altri impegni istituzionali, ha invece inviato un messaggio.   

I medici in regola con la formazione continua – ha commentato il Presidente di Consulcesi Group Massimo Tortorella –  hanno il 40% in meno di contenziosi. Abbiamo la dimostrazione che chi compie l’aggiornamento professionale nella stragrande maggioranza dei casi non ha problematiche con le eventuali azioni legali che vengono intraprese. Questo riguarda non solo il medico ma tutti i professionisti e le strutture sanitarie. La rete e i social comunicano ma non cancellano gli errori dei tribunali oppure le cause che poi finiscono in un nulla di fatto come dimostrano le statistiche che abbiamo presentato oggi: il 95% delle cause penali non dà ragione al paziente ma al medico”.

Nel corso della conferenza Consulcesi ha lanciato l’idea di una task force composta da operatori sanitari e legali che possa portare ad una conciliazione tra medico e paziente e ridurre l’enorme mole di contenziosi in corso, circa 300mila. Il tema dei contenziosi è molto sentito non solo dalla categoria medica ma da tutte le professioni sanitarie ed è per questo che Consulcesi ha lanciato una petizione online che sfiora le 30mila adesioni per chiedere l’istituzione di un Arbitrato della Salute, rivolgendosi anche al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 

La proposta dell’Arbitrato – sottolinea Francesco Del Rio, avvocato di Consulcesi & Partnersnasce dall’idea di coinvolgere tutte le parti in causa, invitandole a ricercare, con l’ausilio necessario delle migliori professionalità del mondo giudiziario, legale, medico-legale, assicurativo e psicologico, una soluzione conciliativa davvero condivisa. C&P ha cercato di trovare queste professionalità in ambito di responsabilità sanitaria ed assicurativa proprio per poter dare ai medici e a tutti gli operatori sanitari, la migliore tutela penale, civile e amministrativa nei casi di malpractice, su quello noi abbiamo oramai acquisito una professionalità piuttosto importante”.

 

C’è un clima di forte sospetto tra medici e pazienti, – ha dichiarato il sottosegretario alla Salute Armando Bartolazzi, – perché la gente pensa che intorno alla medicina ci sia un business. E forse è anche un po’ colpa dei medici. “Bisognerebbe cominciare a pensare alla possibilità che un medico accusato ingiustamente vada risarcito”.

L’Arbitrato della salute mi trova d’accordo, mi sembra un ottimo modo per ristabilire un equilibrio nel rapporto tra medici e pazienti. Con 300 mila cause giacenti nei tribunali contro dottori e strutture di sanità è per forza di cose necessario intervenire per snellire le liti temerarie. Dobbiamo tornare ad un rapporto sano tra i cittadini e la sanità, il clima di sfiducia che si è generato non fa bene a nessuno e, soprattutto, non è giustificato”. Lo ha affermato il senatore del Movimento 5 Stelle, Pierpaolo Sileri, presidente della Commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama. “D’altronde, se il 95% delle denunce porta ad un proscioglimento viene da pensare che probabilmente non andavano proprio fatte. Quindi, danno per i cittadini, perché il contenzioso comporta costi e genera aspettative, ma danno anche per il medico visto che solo per la medicina difensiva spendiamo ogni anno circa 10 miliardi di euro in Italia”

La trasparenza è essenziale per ridurre il contenzioso medici-cittadini – la dichiarazione di Filippo Anelli, Presidente FNOMCeO – . Se il cittadino conosce alla perfezione ciò che è avvenuto e i meccanismi che ci sono stati all’interno del processo di assistenza e cura anche una causa sarà meno probabile. Con la legge Gelli-Bianco il maggior imputato oggi non è il medico ma il sistema sanitario: le azioni di risarcimento vengono pagate dal sistema sanitario e rendono la sua sostenibilità sempre più difficile da mantenere. L’azione legale espone a un disagio profondo i colleghi che devono affrontare procedimenti penali o civili, ma l’eventuale risarcimento viene elargito dal SSN, quindi dalle tasse pagate da tutti”

Ben venga ogni forma alternativa di risoluzione delle controversie in ambito sanitario. Ma laddove c’è un diritto violato e un danno subito, è importante che la giustizia faccia il proprio corso; noi continueremo in ogni caso ad essere un punto di riferimento per i cittadini che sospettano di essere stati vittima di un presunto errore medico. La sicurezza delle cure è infatti parte costitutiva del diritto alla salute ed è perseguita nell’interesse dell’individuo e della collettività, come espressamente riferisce l’art.1 della legge 24/2017 (cd Legge Gelli)“, ha invece dichiarato Francesca Moccia, vice segretaria generale di Cittadinanzattiva. 

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