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Rimborsi ex specializzandi, altra condanna da 10 milioni per lo Stato a Roma

Oltre dieci milioni in favore di oltre 200 medici di Roma e del resto d’Italia che hanno ricevuto materialmente gli assegni di rimborso. A tanto ammonta la cifra dell’ennesimo rimborso che lo Stato italiano è stato condannato a pagare ai medici cui aveva negato la borsa di studio, prevista dalle direttive comunitarie (75/362 CEE e 82/76/CEE) durante la scuola di specializzazione tra il 1978 ed il 2006. Lo annuncia una nota Consulcesi, artefice dell’iniziativa legale che ha portato al rimborso e che ieri a Roma ha organizzato una giornata interamente dedicata alla tutela dei medici. Tra i presenti il Segretario Generale Fimmg Lazio, Maria Corongiu e i senatori Guido Viceconte (Ncd) e Luigi Gaetti (M5S), due dei 20 firmatari del Ddl unificato Atto n. 2400 che, sottolinea la nota Consulcesi, prevede un accordo transattivo con un rimborso forfettario per chiudere questo annoso contenzioso con lo Stato per tutti i medici che avranno avanzato ricorso.

Sulla questione come noto esiste un decreto legge presentato nei giorni scorsi con prima firma del senatore Pietro Aiello (Ncd), che è intervenuto all’incontro con un messaggio, sottolineando come rappresenti l’unica soluzione per evitare allo Stato un salasso di oltre 5 miliardi di euro, considerando che la giurisprudenza è ormai totalmente favorevole ai ricorrenti. 

Il Governo, approvando la nostra proposta, eviterebbe di continuare a perdere cause e quindi di pagare rimborsi con interessi e rivalutazioni per centinaia di milioni di euro e darebbe una risposta immediata e concreta al diritto di numerosi medici, risarcendoli del danno subìto per la mancata o incompleta retribuzione” ha spiegato nel suo messaggio alla platea il senatore Aiello. “Con un decreto del Governo si può fare in 60 giorni se c’è la volontà della maggioranza. È una misura di giustizia per i medici e per non far sprecare soldi inutilmente allo Stato – ha commentato il senatore Luigi Gaetti (M5S), uno dei firmatari del Ddl presenti all’incontro -. Quando si tratta di risolvere problemi concreti il M5S non si tira indietro. Questo provvedimento è importante anche perché consente il prepensionamento per tanti camici bianchi e aprirebbe, così, anche le porte degli ospedali ai professionisti più giovani”

I governi finora portavano avanti le cause perché ritenevano di vincerle, invece le stanno perdendo tutte – ha ribadito il senatore Guido Viceconte (Ncd) -. Proprio l’impegno bipartisan dovrebbe spingere a chiudere immediatamente la partita affinché sia garantito subito il diritto ai medici specialisti ma anche per risparmiare milioni di euro da reinvestire nella nostra sanità pubblica”

Dobbiamo dire grazie all’Europa per aver regolamentato l’accesso alle scuole di specializzazione – ha commentato, dal canto suo, il Segretario Generale Fimmg Lazio, Maria Corongiu – e anche a Consulcesi per il lavoro svolto per far rispettare e applicare quelle leggi. Oggi si chiude una profonda ingiustizia con pesanti ripercussioni sui colleghi medici, che a causa della lunga formazione, concludevano quel percorso anche a 40 anni. Proprio per questo è ancora più grave che non fossero remunerati durante la scuola post laurea“. Agli ex specializzandi, infatti, aggiunge la nota, viene concessa una doppia chance con il Ddl: accedere direttamente al rimborso forfettario, che è di 11mila euro per ogni anno di specializzazione per chi ha frequentato la scuola post laurea tra il 1978 ed il 1993 e di 10mila euro per il periodo 94-2006, oppure farsi convertire il credito in contributi figurativi per accelerare il pensionamento.

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Con la recentissima sentenza della Cassazione, via libera ai rimborsi anche per i medici che hanno iniziato la specializzazione dal 1978