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Medico sanzionato per mancato aggiornamento. Consulcesi: in regola solo il 54%

Per la prima volta un professionista sanitario, un odontoiatra, è stato sanzionato dall’Ordine perché non si aggiornava. La sanzione della Commissione Albo di Aosta – una sospensione – pur ridotta da 6 a 3 mesi, è stata ribadita in secondo grado dalla Commissione Esercenti Arti e Professioni sanitarie-CCEPS. A prevedere sanzioni per chi non si aggiorna sono la legge Lorenzin 3/2017, e prima ancora il decreto legislativo 138 del 2011 che parla di vero e proprio “illecito disciplinare”.

L’uomo era stato denunciato nel 2012 da una paziente che aveva evidenziato danni riconducibili a lavori mal fatti, a loro volta ricollegabili a un mancato aggiornamento evidente e formalmente comprovabile. Per il presidente dell’Associazione Italiana Odontoiatri (AIO) Fausto Fiorile “il messaggio deve essere chiaro: chi non si forma costantemente  non può definirsi un buon medico”.

Sulla vicenda interviene anche Consulcesi, l’organismo che cura la formazione di oltre 100mila medici.  “Le sanzioni sono ormai la regola – afferma Massimo Tortorella, presidente del Gruppo Consulcesi sia in Paesi Ue come la Francia, dove l’odontoiatra in questione lavorava ed era già stato sanzionato, ma anche in nazioni extra Ue come l’Albania, dotata di una legislazione molto stringente in materia anche attraverso l’utilizzo di tecnologie  avanzate come la Blockchain che consente di avere un ‘registro’ sempre aggiornato ed immodificabile”.

In Italia – continua Tortorella – l’ultimo triennio formativo ECM si è concluso con solo il 54% dei medici in regola; sebbene i numeri siano in crescita, di fatto, quasi la metà dei camici bianchi risulta ancora inadempiente: pochi anni fa ha fatto scalpore il caso delle migliaia di cancellazioni dall’Albo dei medici competenti proprio a causa del mancato rispetto dell’obbligo formativo”. La strada per evitare di incorrere in meccanismi sanzionatori – conclude il presidente di Consulcesi – è sicuramente quella della formazione, in particolare attraverso le innovative modalità di Formazione a Distanza (FAD). “Bisogna, però, aiutare i camici bianchi ad investire nella loro professionalità attraverso incentivi e meccanismi premiali, anche a livello di carriera, per chi dimostra di essere in regola con l’obbligo ECM“.

Fonte: Il Messaggero