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Nuovi orari per i camici bianchi. Caos al Policlinico, scatta il vertice

Stato di agitazione, il direttore generale ha minacciato le dimissioni

 

 

 

Scintille in corsia, dopo che mercoledì è scattata l’applicazione della normativa Ue sui turni di lavoro e riposi per medici e infermieri degli ospedali. L’allarme lanciato da mesi – e ribadito anche nei giorni scorsi – riguarda il personale. “Non ce n’è abbastanza. Servono nuove assunzioni“, tuonano gli addetti ai lavori. Il rischio è quello di “dover interrompere il pubblico servizio” per attuare la normativa che impone al personale sanitario il rispetto delle 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore e di non superare le 48 ore lavorative settimanali. “C’è la necessità di sbloccare il turn over e procedere a nuove assunzioni“. Sindacati in prima linea.

Al Policlinico, la contestazione dei rappresentanti dei lavoratori si è concretizzata con la dichiarazione, da parte della Rsu, dello stato di agitazione di “tutto il personale del comparto” e con l’annuncio di un’assemblea generale del personale fissata per il 14 dicembre. Mercoledì è stata spedita una lettera al Prefetto per chiedere un tavolo di conciliazione coi vertici degli ospedali per la gestione dei nuovi orari. L’ultimo incontro era stato il 18 novembre. Gli animi si sono scaldati a tal punto che il direttore generale Luigi Macchi è arrivato sull’orlo delle dimissioni a un mese dalla scadenza naturale del mandato. Una mossa che è riuscita a stemperare le tensioni, visto che poi i rappresentanti sindacali hanno ripreso il dialogo, con una telefonata distensiva. Oggi il direttore generale incontrerà i rappresentanti sindacali per affrontare le problematiche sollevate e ricucire – si spera – lo strappo.

Già due mesi fa, fanno sapere dall’ospedale, era stato proposto un piano di organizzazione degli orari.

Intanto, anche i medici si fanno sentire: ” E’ arrivato il 25 novembre, ma in corsia non è cambiato nulla“, fanno sapere da Consulcesi, gruppo di tutela legale della categoria. “I camici bianchi sono stanchi – sottolinea il direttore generale Simona Gori – . Se anche la legge resta inapplicata l’unica soluzione è passare alle vie legali come hanno già fatto oltre 5mila colleghi. E’ imminente la nostra nuova azione collettiva, 1.000 avvocati e consulenti sono a disposizione dei medici“.

La legge è dalla tua parte: non rinunciare a un tuo diritto. Informati ora.

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