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Sciopero medici: al via l’azione collettiva di Consulcesi

Il problema dei turni massacranti, al centro dello sciopero generale dei medici, si sposta dalle corsie degli ospedali alle aule dei Tribunali. Sono state iscritte a ruolo le prime cause, in relazione agli oltre 5mila ricorsi raccolti solo negli ultimi mesi, per la violazione della direttiva europea 2003/88 sugli orari di lavoro.

A dare il via, è stato il pool di Consulcesi Group, gli avvocati dei camici bianchi. Ogni medico può ottenere un rimborso fino a 80mila euro per le ore lavorate in più durante il periodo in cui lo Stato italiano ha ignorato quanto disposto da Bruxelles, ovvero fino alla recente entrata in vigore della Legge 161. “La Legge 161 – spiega l’Ufficio Legale di Consulcesi Group – nonostante la proroga di un anno concessa, è entrata in vigore senza che sia stato risolto il problema del blocco del turnover, motivo principale dei turni massacranti a cui è sottoposto il personale sanitario. Anche le possibili assunzioni previste da un emendamento alla Legge di Stabilità sono in dubbio. È palese che si continua a non rispettare quanto disposto dall’Ue, ovvero che i medici lavorino al massimo 48 ore settimanali e che per tutto il personale della sanità siano garantite le 11 ore di riposo obbligatorie. La violazione, dunque, vale per il pregresso, ma nella stragrande maggioranza dei casi è ancora in corso“.

La questione dei turni massacranti è una delle principali fonti di malcontento dei camici bianchi italiani che hanno confermato lo sciopero nazionale di mercoledì 16 dicembre.

La legge è dalla tua parte: non rinunciare a un tuo diritto. Informati ora.