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Rimborsi ex specializzandi, si riapre la partita per chi ha fatto ricorso entro ottobre 2017

Un tribunale contro tutti, in materia di ex-specializzandi, ma con una tesi originale: l’inadempimento dello stato italiano è cessato dal 20 ottobre 2007 e non dal 27 ottobre 1999 e cioè quando è entrata in vigore la nuova direttiva comunitaria, la 36 del 2005.

Tale principio, affermato dal Tribunale di Roma sezione lavoro nella sentenza 6157 del 2017, in aperta contrapposizione con alcune (non tutte) sentenze di Cassazione, riapre la partita per molti ex specializzandi che hanno inviato al Miur lettera per interrompere la prescrizione entro il 20/10, perché non fa cessare la prescrizione al 27/10/2009 ma otto anni dopo, al 20/10/2017“, spiega l’avvocato Marco Tortorella del pool dei legali Consulcesi. In altre parole, anche se adesso non ci fosse più tempo per ricorrere, chi si è mosso tra il 2009 e il 2017, in quegli otto anni, più di qualche speranza di riavere la borsa a seguito di contenzioso l’ha ancora.

Ricorda Tortorella: “La direttiva europea del ’76 sugli specializzandi fu recepita in Italia solo nel 1991 con il dlgs 257 che introdusse la borsa di studio da 21,5 milioni, pari a 11 mila euro, e provocando ricorsi tra chi non l’aveva percepita. A seguito di tali ricorsi e delle successive pronunce della Corte di Giustizia Europea anche la Cassazione ha stabilito che lo stato italiano è inadempiente agli obblighi “europei” e deve risarcire gli ex specializzandi, ma le sentenze 2011 della III sezione prese a riferimento presentavano secondo noi 2 limiti: primo, legano l’entità del risarcimento alla legge 370/99 che a seguito delle prime sentenze sfavorevoli allo stato aveva sì imposto un risarcimento ma “ribassando” l’importo a 13 milioni di lire, 6700 euro; secondo, fissano la decorrenza della prescrizione a partire dall’entrata in vigore di quella legge, e cioè al 27 ottobre 1999, data da cui i giudici affermavano che il medico avrebbe potuto legittimamente presupporre non si sarebbe più legiferato in materia. Noi invece interpretiamo le sentenze della Corte di Giustizia Ue affermando che l’inadempimento si è verificato verso tutta una classe di medici e ha continuato a rinnovarsi oltre quella data. Nel 2005 sono cambiate le direttive europee, è arrivata la 36 recepita in Italia dal 20 ottobre 2007. Oggi il Tribunale di Roma afferma che la prescrizione decennale decorre da tale nuova direttiva”. Un punto in più per sperare se si hanno in gioco contenziosi.